Dopo Just Eat

Cibo consegnato a domicilio in taxi Il servizio Uber Eats presto in Italia

Cibo consegnato a domicilio in taxi Il servizio Uber Eats presto in Italia
23 Agosto 2016 ore 10:00

Non più solo pizza. Il mercato del cibo a domicilio – food delivery, dicono gli esperti di economia – è un piatto sempre più ricco. Voglia di branzino al forno come lo prepara il vostro ristorante preferito senza uscire di casa? È possibile, e lo sarà sempre di più. Esistono realtà nate startup e diventate colossi. Just Eat, per dire. E le big company non stanno a guardare. Una delle ultime a muoversi in tal senso è stata Uber. La società dell’unicorno, con sede a San Francisco, dopo aver dato una scossa al mondo della mobilità ha aperto il suo servizio Uber Eats. Prima, in maniera sperimentale, in alcune città degli States (New York, Los Angeles, Chicago, Washington D.C., Seattle, Atlanta, Houston e San Francisco); poi in Europa, con due mesi di prova nel Regno Unito. Oltremanica le cose sono andate decisamente bene: 100mila i download del software.

La sbarco in Italia sarebbe imminente. Non si tratta di rumors: la notizia, stavolta, l’ha spifferata direttamente Uber, con un annuncio su LinkedIn che ha raccolto centinaia di visualizzazioni in pochi minuti. La società di Travis Kalanick sta cercando, su Roma, un Marketing Manager per UberEats. Più che un indizio, allora, una vera e propria prova. Fra le competenze richieste: quattro anni di esperienza nel settore. Il servizio di consegna a domicilio di pasti direttamente dai ristoranti sempre attraverso il sistema delle applicazioni digitali per smartphone, oltre al Belpaese, tenterebbe di attecchire anche in Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Svizzera. Ce la farà la casa statunitense a vincere la scommessa? Per il momento nel Vecchio Continente il core business di Uber – il servizio di trasporto passeggeri offerto dalla multinazionale – ha incontrato resistenze in alcuni Paesi membri dell’Ue. Imputato in particolare il servizio UberPop, in cui comuni cittadini offrono le stesse corse dei taxi tradizionali, ma a prezzi più bassi e con modalità più semplici grazie, naturalmente, a un’app. Servizio che è stato bollato come concorrenza sleale in Spagna, Germania, Francia e Belgio. Anche in Italia si è giunti a una limitazione del servizio. Porte aperte solo a Uber Black, servizio di berline con conducente professionista.

L’annuncio sul social dedicato al mondo del lavoro, a cui ne sono seguiti altri, fa ipotizzare che l’idea di portare UberEats a Roma sia ormai concreta, ma ancora nella fase iniziale. Per vedere i fattorini di Uber per la capitale di vorrà ancora un po’.

Come funziona. «L’idea di base – spiega il Sole 24 Ore – è quella di utilizzare gli autisti Uber anche per le consegne di cibo. Ma in realtà quella di Eats, potrebbe essere una piattaforma a parte, anche per evitare gli ostacoli che il servizio Pop ha trovato in decine di Paesi. Al servizio Uber Eats si accede dalla app di Uber. All’interno dell’applicazione c’è un’area dove l’utente può scegliere un menù (con un massimo di 4 piatti) dai diversi ristoranti in elenco. Ai conducenti viene offerta una ricompensa pari a 2,5 euro a consegna, con Uber che tiene per sé il 20%. Tuttavia, i dettagli spesso variano da Paese a Paese. Ed è ancora presto per capire cosa succederà in Italia».

Chi c’è già. Sbarcata in Italia nel 2011, Just Eat ha finora 4.500 ristoranti affiliati, oltre 400 comuni serviti in 19 regioni e un incremento di clienti che tra il 2015 e il 2016 è stato pari al 200%. La società opera in 15 paesi in tutto il mondo, con guadagni attorno ai 20 milioni di euro e un fatturato globale cresciuto dai 76 milioni del 2013 fino ai quasi 200 milioni del 2015. La forza di Just Eat in Italia? il servizio non serve solo le città principali, ma arriva anche nei piccoli centri, con sette milioni di clienti potenziali. Per quanto riguarda la tipologia di pasti consegnati, non ci sono particolari sorprese: al primo posto si trova la pizza, seguita dal sushi, dalla cucina cinese e dagli hamburger; ma si assiste anche a una crescita di richieste di cibo sano e cucina greca.

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