Che peccato, però

Tra i pendolari c'è ancora chi sogna il perduto volo Bergamo-Ciampino

Tra i pendolari c'è ancora chi sogna il perduto volo Bergamo-Ciampino
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Stazione ferroviaria, ore 6 del mattino. Il caotico via vai dei pendolari non è ancora esploso, si cominciano ad intravedere le facce assonnate dei viaggiatori che si dirigono sui binari. Al numero 5 è già pronto il Frecciargento per Roma, unico collegamento giornaliero per la capitale dopo la cessazione del volo aereo da Orio a Ciampino. Quando il treno parte, fuori è buio e lo sarà ancora per due ore, quasi la metà della durata del viaggio del treno che ne impiega quattro e mezza per percorrere i 600 chilometri che separano Bergamo dalla città eterna, passando per le stazioni di Brescia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Firenze Campo di Marte prima di arrivare a Termini alle 10.45.

Quando Roma era più vicina. Fino alla primavera del 2014 Ryanair operava sulla tratta Orio-Ciampino con tre voli giornalieri: uno la mattina alle 8, il secondo a metà giornata e il terzo la sera, con la stessa cadenza in direzione opposta per il ritorno. La capitale sembrava più a portata di mano per i bergamaschi che in 55 minuti raggiungevano l’aeroporto a sud della città, connesso con il centro grazie alla navetta e alla metropolitana. A marzo di quell’anno la compagnia irlandese decise di cancellare il volo e per circa un anno e mezzo prese in carico la tratta Blu Panorama, per poi eliminare il servizio nel 2016.

 

 

Nessuna possibilità di ripristinare il collegamento? Dall’aeroporto di Orio la risposta arriva perentoria: non ci si facciano illusioni, non è in previsione. La ragione, secondo gli studi di traffico condotti dalle compagnie che operano sullo scalo orobico, è la concorrenza di Italo e Frecciarossa, che si accaparrano una fetta di utenti tale da lasciare una domanda insufficiente per l’aeroporto. Non la pensano così i bergamaschi che intendono viaggiare su Roma in giornata, soprattutto per questioni di studio e lavoro. Tra loro questa mattina c’è Marcello, 43enne di Seriate, commerciale di una società di servizi informatici con clienti in tutta Italia: «Vado a Roma almeno due volte a settimana, perché c’è la sede principale dell’azienda per cui lavoro. Oggi le riunioni con i colleghi si fanno spesso via web, ma i clienti preferiscono il vis-à-vis – racconta –. Quando c’era il volo su Ciampino la mia giornata era decisamente più agevole, in breve arrivavo a Orio, 40 minuti tra controlli e imbarco alle 7, alle 10 ero già in ufficio e la sera rientravo per cena. Ora la giornata è infinita. Certo, sul treno lavoro, ma in due anni che prendo le frecce le volte che sono arrivato puntuale si contano sulle dita delle mani».

 

 

Con la testa reclinata verso il finestrino, un libro di economia e appunti sparsi sul tavolino, cullata dal dondolio del treno in corsa sui binari mentre fuori albeggia, è seduta Sabrina, 24 anni, laureata in Ingegneria Gestionale a Dalmine e studentessa della Business School della Luiss a Roma: «A Roma quest’anno frequento due giorni a settimana le lezioni per conseguire il master in Risk Management, in primavera diventeranno tre per i test e gli esami intermedi – spiega –. Sul treno posso studiare, ma la maggior parte delle volte sono troppo stanca e mi addormento. La sveglia delle 4 per arrivare puntuale in stazione mi pesa. Faccio avanti e indietro da Roma perché lavoro con un contratto flessibile nello studio di un commercialista a Grassobbio. Se ci fosse l’aereo da Orio non esiterei a prenderlo!».

Davide, 56enne di Torre Boldone, lavora all’Agenzia delle Entrate e alla sede centrale del Ministero dell’Economia ci deve andare abitualmente: «È innegabile che viaggiare in aereo sia più rapido – commenta – anche per raggiungere il centro di Roma. Bergamo, purtroppo, resta tagliata fuori dai collegamenti veloci con le grandi città italiane. Basti pensare che per coprire i 50 chilometri scarsi per Milano ci si mette quasi un’ora, ma solo sulla carta, perché la puntualità è un optional. Dall’aeroporto di Orio partono tanti voli nazionali, ma sono destinazioni per lo più turistiche, poco adatte a chi si sposta per lavoro, che resta in balia della lentezza delle principali linee di snodo, verso Milano e Verona».

 

 

Le vie per la Capitale. A questi viaggiatori oggi restano tre possibilità. Il già citato lento Frecciargento, che parte prima dell’alba, arriva a metà mattina e rientra alle 23.10 a Bergamo partendo da Termini alle 18.45, con una spesa media di 110 euro. Se si è disposti a fare un cambio, c’è l’opzione del Frecciarossa di Trenitalia: tre ore da Milano Centrale per raggiungere Termini con partenza alle 7.30. Nel computo totale del viaggio risultano sempre circa 4 ore e mezza, ma bisogna fare i conti con il regionale via Treviglio delle 6.02, con i ritardi e i disagi spesso lamentati dai pendolari. L’alternativa è andare in auto fino a Milano, lasciandola in un parcheggio d’interscambio come Cascina Gobba, prendere la metro e raggiungere la stazione. I tempi alle 6 del mattino, però, non sono facilmente calcolabili e il rischio di restare imbottigliati nel traffico della tangenziale est è elevato. Il rientro, a meno di non fare davvero solo una toccata e fuga a Roma, è poco agevole dopo le 18: o il già citato Frecciargento o la combinazione Frecciarossa e regionale che parte alle 20 da Termini a arriva all’una di notte a Bergamo, per una spesa media tra andata e ritorno di 120 euro. Italo offre collegamenti rapidi non-stop per Roma Tiburtina o Roma Termini quasi ogni mezz’ora, sia da Centrale che da Milano Rogoredo, con biglietti promozionali di andata e ritorno in giornata a partire da 80 euro, ai quali poi aggiungere il regionale da e per Bergamo. L’opzione aerea restante è da Linate, con frequenti collegamenti per Fiumicino operati da Alitalia. Ma i prezzi sono decisamente meno popolari, se non si prenota con largo anticipo, e bisogna considerare il viaggio fino all’aeroporto milanese.

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