venerdì 23 ottobre

Studenti critici sulla didattica a distanza: «Un fallimento. Scioperiamo!»

L’Unione degli Studenti della Lombardia denuncia l’impossibilità di imporre lezioni online in assenza degli interventi strutturali necessari a garantire a un’istruzione di qualità

Studenti critici sulla didattica a distanza: «Un fallimento. Scioperiamo!»
22 Ottobre 2020 ore 11:58

La didattica a distanza prevista per le scuole superiori lombarde a partire dal 26 ottobre ha creato non pochi mal di pancia. A levare gli scudi, questa volta, è l’Unione degli Studenti della Lombardia, che annuncia per venerdì 23 ottobre uno sciopero in tutta la Lombardia. Gli studenti denunciano soprattutto l’impossibilità di imporre lezioni online in assenza degli interventi strutturali necessari a garantire a tutti gli studenti un’istruzione di qualità. «La scuola, come già troppe altre volte, rimane fanalino di coda delle scelte della politica – sottolinea il coordinatore Ludovico Di Muzio -. Quella che a settembre doveva essere un’occasione di cambiamento, si è rivelata essere un mix di contraddizioni che hanno cercato di negare fino ad ora, ma che oggi esplodono tutte insieme».

Secondo l’associazione studentesca la decisione presa dal Pirellone è quella più facilmente percorribile, in assenza di una pianificazione vera e propria che non è stata attuata nei mesi precedenti all’avvio del nuovo anno scolastico. «Rinunciare alla scuola è più economico che investire per trasformarla e per mettere in sicurezza tutto ciò che la circonda – denunciano in un comunicato stampa -. Perché conviene investire nelle spese militari o in opere inutili e inquinanti al posto che pensare ai trasporti pubblici, all’edilizia scolastica e alle classi pollaio. Perché la priorità non è la scuola, ma salvare il profitto di pochi, negandoci un futuro che non sia di precariato e sfruttamento».

«Con la nuova ordinanza Regione Lombardia getta la spugna – aggiungono -. Avrebbero dovuto combattere per adeguare le scuole alla pandemia ma hanno fallito. È un fallimento che coinvolge Governo, Regione ed Enti locali e ricade sulle spalle di studenti e studentesse, docenti, famiglie, cittadini. Le “condizioni” per poter attivare la Dad le chiediamo da mesi senza successo. Le attività nei laboratori che la Regione ci concede di “continuare in presenza” in molte scuole non sono mai partite quest’anno».

«Volete chiudere la scuola? Bene – conclude Di Muzio – prima vogliamo garanzie sulla connettività e sui device gratuiti per la didattica a distanza, sugli spazi, riqualificando edifici abbandonati e ampliando le aule, sulla gratuità e sull’aumento delle corse dei trasporti, sul ricatto sociale tra diritto allo studio e diritto alla salute, entrambi da tutelare».

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