la scoperta del Sacco di Milano

Perché è importante e cosa vuol dire aver isolato il ceppo italiano del Coronavirus

Perché è importante e cosa vuol dire aver isolato il ceppo italiano del Coronavirus
28 Febbraio 2020 ore 12:25

La notizia è stata data ieri, giovedì 27 febbraio: i ricercatori dell’ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del coronavirus. Lo ha confermato Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive III. Il governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ci ha tenuto a elogiare pubblicamente i membri della equipe che ha portato a questa scoperta, coordinata dalla professoressa Claudia Balotta e composta dai ricercatori Alessia Loi, Annalisa Bergna, Arianna Gabrieli, Maciej Tarkowski e Gianguglielmo Zehender.

Il professor Massimo Galli

Si tratta di un risultato che permetterà ora di studiare con maggiore dettaglio il virus, ottenerne la sequenza genetica e cercare un vaccino. L’isolamento della “variante italiana” del Coronavirus, dunque, dovrebbe contribuire a trovare una cura. Eppure è stato lo stesso Galli, in un’intervista rilasciata al Tg1, a spegnere un po’ gli entusiasmi, facendo alcune importante precisazioni circa la rilevanza della scoperta:

«Come ho già detto in altre occasioni (in occasione dell’isolamento del virus avvenuto a inizio febbraio allo Spallanzani di Roma, ndr), non è ‘sta gran scoperta. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, cioè arrivare all’isolamento del ceppo in circolazione nella cosiddetta zona rossa, o comunque in circolazione in questo momento in Italia. È un contributo importante, ma anche modesto, un atto dovuto. Però non posso togliere niente ai meriti, alla volontà e alla capacità di lavoro dei miei collaboratori. Ma è quello che dovevamo fare per dare il nostro contributo alla possibilità di sviluppo di piani di ricerca sul vaccino. E, soprattutto, è uno degli aspetti per andare a cercare di capire come si è mosso il virus nel nostro Paese. Da un bel po’ di tempo, qualche settimana, è sotto traccia: dobbiamo anche vedere se è veramente così e provarlo».

Walter Ricciardi è membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità

Le parole del professor Galli cercano di riportare la situazione ai fatti: si tratta di una scoperta importante non tanto per la sua portata in sé e per sé, ma perché ora sarà possibile studiare come sia avvenuto e stia avvenendo lo sviluppo del virus in Italia e, quindi, provare a contrastarlo. Per parlare di vaccini, invece, è certamente troppo presto. Innanzitutto, il primo passo sarà capire se tra i farmaci già esistenti ce ne sono alcuni in grado di contrastare il Coronavirus, o quantomeno la sua variante italiana. Perché, come ha spiegato sempre Galli, il ceppo isolato (quattro, per la precisione, su quattro diversi contagiati di Codogno) è già una variante rispetto a quello che si è sviluppato in Cina. A sua volta, questo ceppo si “adatta” alle condizioni di ogni persona che colpisce, proprio come fa ogni virus. Averne però isolato la sequenza base permette ora la sua riproduzione in laboratorio e uno studio più approfondito.

Si tratta, quindi, di un ulteriore e importante passo avanti per innanzitutto conoscere meglio il “nemico” e poterlo colpire con maggior precisione. Come ha dichiarato il dottor Walter Ricciardi, consulente del Ministero per l’emergenza Coronavirus, a questo punto saranno fondamentali le prossime due settimane per comprendere l’evoluzione della situazione.

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