Cronaca
Via dal nostro Paese 24mila immigrati

Perché il Piano Ue sui migranti risolve poco e scontenta tutti

Perché il Piano Ue sui migranti risolve poco e scontenta tutti
Cronaca 28 Maggio 2015 ore 11:08

Il 27 maggio scorso la Commissione europea ha presentato il nuovo piano operativo per l’immigrazione che ridisegna i principi in base ai quali i 28 Stati membri dovranno gestire i richiedenti asilo. Per il momento saranno 40mila i migranti che verranno ricollocati dall’Italia e dalla Grecia in altri paesi dell’Unione. La strategia nasce dall’esigenza di gestire in modo più efficace l’emergenza immigrazione ed evitare il ripetersi di ulteriori tragedie nel Mediterraneo. Il progetto europeo, tuttavia, è bersaglio di numerose critiche che arrivano sia da chi ritiene che si tratti di una risposta ancora troppo debole per risolvere il problema dei migranti, sia da Paesi quali Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Ungheria e Lituania, che sentono minacciata la propria sovranità nazionale.

Le fasi del piano. Il provvedimento europeo si divide in due fasi. La prima riguarda l’immediata risposta all’attuale situazione di emergenza: si tratta di un sistema di redistribuzione nei prossimi due anni fra gli Stati membri di una parte del flusso eccezionale di rifugiati: sono circa 40mila gli immigrati che devono essere “ricollocati”, dall’Italia saranno trasferiti 24mila richiedenti asilo, mentre dalla Grecia 16 mila. La seconda fase, invece, riguarda un diverso approccio alla gestione dei migranti nel medio e lungo termine.

Malta Europe Migrants
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Survivors of the smuggler's boat that overturned off the coasts of Libya lie on the deck of the Italian Coast Guard ship Bruno Gregoretti, in Valletta's Grand Harbour, Monday, April 20 2015. A smuggler's boat crammed with hundreds of people overturned off Libya's coast on Saturday as rescuers approached, causing what could be the Mediterranean's deadliest known migrant tragedy and intensifying pressure on the European Union Sunday to finally meet demands for decisive action. So far rescuers saved 28 people a recovered 24 bodies. (AP Photo/Lino Azzopardi)

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talian Coast Guard officers disembark the body of a dead migrant off the ship Bruno Gregoretti, in Valletta's Grand Harbour, Monday, April 20 2015. A smuggler's boat crammed with hundreds of people overturned off Libya's coast on Saturday as rescuers approached, causing what could be the Mediterranean's deadliest known migrant tragedy and intensifying pressure on the European Union Sunday to finally meet demands for decisive action. So far rescuers saved 28 people a recovered 24 bodies. (AP Photo/Lino Azzopardi)

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Survivors of the smuggler's boat that overturned off the coasts of Libya lie on the deck of the Italian Coast Guard ship Bruno Gregoretti, in Valletta's Grand Harbour, Monday, April 20 2015. A smuggler's boat crammed with hundreds of people overturned off Libya's coast on Saturday as rescuers approached, causing what could be the Mediterranean's deadliest known migrant tragedy and intensifying pressure on the European Union Sunday to finally meet demands for decisive action. So far rescuers saved 28 people a recovered 24 bodies. (AP Photo/Lino Azzopardi)

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Survivors of the smuggler's boat that overturned off the coasts of Libya lie on the deck of the Italian Coast Guard ship Bruno Gregoretti, in Valletta's Grand Harbour, Monday, April 20 2015. A smuggler's boat crammed with hundreds of people overturned off Libya's coast on Saturday as rescuers approached, causing what could be the Mediterranean's deadliest known migrant tragedy and intensifying pressure on the European Union Sunday to finally meet demands for decisive action. So far rescuers saved 28 people a recovered 24 bodies. (AP Photo/Lino Azzopardi)

I nuovi criteri dell’Ue. Nell’Unione europea vige il “Principio di Dublino”, secondo cui gli immigrati in cerca di asilo devono essere accolti dal paese di primo sbarco. Il piano presentato nei giorni scorsi, facendo leva sull’articolo 78.3 dei Trattati che prevede soluzioni di emergenza in caso di crisi (mai applicato prima), stabilisce invece che la ridistribuzione degli immigrati negli Stati membri avvenga secondo quattro nuovi criteri: la popolazione (che inciderà al 40 percento), il Pil (un altro 40 percento), il tasso di disoccupazione e il numero di rifugiati già accolti (entrambi al 10 percento). In pratica, più abitanti ci sono e maggiore è il Pil, più saranno i migranti che lo Stato membro dovrà accogliere. È stato rivisto, dunque, il sistema di “quote” fisse obbligatorie per tutti gli Stati membri di cui si parlava nelle proposte iniziali più ambiziose. Le quote, in particolare, sono state fortemente osteggiate dal governo francese.

Chi partecipa al piano. Il nuovo piano riguarderà tutti i paesi membri dell’UE eccetto la Danimarca, che ha una clausola di esclusione da queste disposizioni del trattato, Regno Unito e Irlanda che, sempre in base a quanto prescritto dai precedenti trattati, parteciperanno solo se lo vorranno. Per gli altri Paesi, invece, la ridistribuzione sarà obbligatoria e potranno tirarsi indietro solo per motivi di ordine pubblico.

Quali migranti saranno ricollocati. Il piano sarà finanziato con 240 milioni di euro: ogni stato riceverà 6mila euro per ogni immigrato richiedente asilo che accoglierà. I 40mila rifugiati verranno selezionati sulla base della loro nazionalità, in particolare potranno beneficiare del ricollocamento solo i migranti a cui è stato riconosciuto «un evidente bisogno di protezione internazionale in Europa». Questo status è concesso ai richiedenti asilo «che godono del regime di protezione nel 75 percento degli Stati membri». In base ai dati Eurostat 2014, solo i siriani e gli eritrei rientrano in questa categoria. Inoltre il piano sarà riservato, almeno per il momento, alle persone arrivate dopo il 15 aprile 2015. Tutti gli altri stranieri, dunque, rimarranno “a carico” dello Stato membro in cui si trovano, è questo uno dei punti più criticati del progetto Ue da parte del nostro Paese. Perché il piano venga attuato, Italia e Grecia dovranno garantire che i profughi non fuggano dai centri di identificazione e richiesta asilo, e che vengano prese loro le impronte digitali.

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Napoli, Italia - 04 agosto 2011 - Gli extracomunitari accampati in strada, sul marciapiededi di via Brin, con dei letti arrangiati, senza acqua potabile e servizi igienici. Gli immigrati sono stati sgomberati da una struttura del comune di Napoli che dovrà essere adibbita a sito di stoccaggio temporaneo dei rifiuti. Ph Andrea Baldo Ag. Controluce ITALY - Immigrants found shelter in a street of downtown Naples on August 04, 2011. Immigrants were cleared out a building that will be used as a temporary rubbish dump.

Nuovo sbarco di migranti al Porto di Catania
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personale migrante si riposa a bordo di nave zeffiro dirigendo verso augusta

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Grecia, nave con 750 migranti arriva a Ierapetra
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Grecia, nave con 750 migranti

migranti gommone
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Hundreds Of African Migrants Feared Dead Off The Coastline Of Lampedusa
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LAMPEDUSA, ITALY - OCTOBER 05: A wreath floating off the coast of lampedusa after laying by fishermen in memory of victims of a immigrants disaster over the Lampedusa shore on October 5, 2013 in Lampedusa, Italy. The search for bodies continues off the coast of Southern Italy as the death toll of African migrants who drowned as they tried to reach the island of Lampedusa is expected to reach over 300 people. The tragedy has bought fresh questions over the thousands of asylum seekers that arrive into Europe by boat each year. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

migranti lampedusa
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I conti non tornano. A conti fatti, dunque, verranno ricollocati negli altri Paesi Ue 40mila richiedenti asilo nei prossimi 24 mesi. La misura, tuttavia, sarebbe insufficiente se è vero che, come confermano i dati diffusi dal Viminale, solo l’anno scorso sono arrivati in Italia 170mila migranti e che per quest’anno se ne aspettano altri 20mila. Il presidenti di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi, parla di «numeri inadeguati»: sono troppo pochi i migranti che, secondo il piano, l’Unione europea accoglierà nei prossimi due anni. In più c’è il limite delle nazionalità: «Se si tratterà solo di siriani ed eritrei, come sembra, questo è del tutto inaccettabile». Il diritto d’asilo, infatti, è un diritto individuale, come indicato nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e, pertanto, non si possono fare scelte aprioristiche ma valutare situazione per situazione.

Uniti ma non troppo. È la prima volta che l’Unione europea mette in discussione il principio di Dublino. La proposta passa ora al Parlamento Ue (la cui maggioranza ha già espresso sostegno) e poi al Consiglio dei ministri europeo, dove dovrà essere approvata con voto di maggioranza qualificata (previsto per il 15 giugno prossimo) e dove si attendono accese discussioni, in particolare sui criteri di ridistribuzione e sulla questione dell’obbligatorietà dell’accoglienza. Il piano - sostenuto con forza da Berlino e Roma - trova infatti la resistenza di Paesi quali Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Ungheria e Lituania, in quanto scardina i precedenti schemi di gestione dell’immigrazione fra i vari Stati. Senza il loro appoggio, tuttavia, il piano rischia di naufragare.

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