Choc in via Noli

Perché il questore è indagato (tutta colpa di un pranzo)

Perché il questore è indagato (tutta colpa di un pranzo)
01 Aprile 2015 ore 06:00

Terremoto in via Noli. Il questore Fortunato Finolli, indagato per induzione indebita e peculato dalla procura di Bergamo, è stato rimosso dal Viminale. Già domani mattina arriverà in città il suo sostituto: si tratta di Girolamo Fabiano, nato a Bari nel 1957, fino a oggi questore di Sondrio. Il cambio della guardia era nell’aria, dopo che ieri la pm Maria Cristina Rota aveva perquisito la casa e l’ufficio di Finolli.

Una situazione senza precedenti e che ha scosso gli animi dei presenti in via Noli. Come riporta L’Eco di Bergamo, molti in questura sono stati presi in contropiede. Uno choc, con più di uno dei dipendenti che piuttosto che rimanere a osservare le operazioni della polizia giudiziaria, ha preferito andarsene a casa dopo essersi sentito male. Chi è rimasto, invece, ha preferito chiudersi in ufficio, con gli occhi lontano dalle operazioni di perquisizione degli uomini guidati dal pm. A Finolli è stato portato via tutto: telefonini, iPad, computer, biglietti da visita raccolti in anni e anni di incontri di lavoro. Per i poliziotti è stato un trauma, perché nonostante siano avvezzi a questo tipo di operazioni, quello era pur sempre l’ufficio del capo e, ancora prima, di una persona che da anni condivideva con loro il posto di lavoro.

 

questura bergamo

 

A scatenare la bufera è stato un pranzo. Finolli lo organizzò nell’autunno scorso per far incontrare il direttore dell’Inps, Angelo D’Ambrosio, con Giovanni Cottone, suo amico di vecchia data. Cottone voleva capire se c’erano i presupposti per ottenere una ulteriore dilazione nel pagamento di alcuni milioni di euro di contributi arretrati della Maxwork, società che sosteneva di rappresentare (l’azienda ha però negato di averlo incaricato di trattare con l’Inps). D’Ambrosio accettò l’invito, salvo poi andare a dire alla Guardia di Finanza, che già indagava sulla Maxwork, di non aver gradito la presenza e il comportamento del questore. Un atteggiamento bollato come “pressione” illecita dalla procura, che ha indagato Finolli anche per essere andato a pranzo con l’auto di servizio: di qui l’accusa di peculato.

Lo sfogo di D’Ambrosio fu raccolto dal colonnello Antonello Reni, comandante del nucleo di polizia tributaria di Bergamo e investigatore stimatissimo. Reni non avrebbe però riferito alla procura della presenza del questore al pranzo. Un’omissione che gli è costata, il 27 marzo scorso, il trasferimento a Oristano.

Ma chi è Cottone? Imprenditore di successo, noto ai più perché ex marito di Valeria Marini. Finolli lo conobbe negli anni ’90, a Milano, dove era stato prima dirigente della Digos e poi assessore alla Sicurezza della giunta del sindaco meneghino Gabriele Albertini. Finolli celebrò il primo matrimonio di Cottone: da allora i due sono rimasti amici. Finolli si è giustificato già nei giorni scorsi, spiegando all’edizione locale del Corriere della Sera che il pranzo serviva solo «a chiedere un parere», perché Cottone «voleva salvare la società, che non riusciva a reggere le rate della dilazione contributiva precedenti al suo arrivo. Si trattava di allungare i tempi e abbassare la cifra. Era nell’interesse anche dell’Inps. Ma ci sono parametri precisi e il direttore disse che la Maxwork non vi rientrava». Il parere di D’Ambrosio, infatti, fu negativo. Il via libera però arrivò lo stesso: a concederlo fu la direzione centrale delle Entrate, nonostante il no di D’Ambrosio. Nessuna pressione dunque, solo un incontro informale in cui capire come stessero le cose. Così, almeno, afferma Finolli.

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