Cronaca
Non mancano le proteste

Perché l'incontro tra Cina e Taiwan sabato sarà qualcosa di storico

Perché l'incontro tra Cina e Taiwan sabato sarà qualcosa di storico
Cronaca 04 Novembre 2015 ore 12:56

Il prossimo sabato a Singapore, dopo un silenzio durato 66 anni, Cina e Taiwan torneranno a parlarsi. Sarà la conclusione di un processo di lento riavvicinamento cominciato solo 8 anni fa, più di mezzo secolo dopo che i nazionalisti capeggiati da Chiang Kai-shek, sconfitti nella guerra civile dai comunisti guidati da Mao, si rifugiarono sull'isola dove dal 1996 vige la democrazia. Ma quella è storia: il 7 novembre i due Presidente, Xi Jinping e Ma Ying-jeou, si incontreranno, chiudendo alcune settimane di dialoghi bilaterali tra i due Paesi. Che finora regni il gelo diplomatico lo dimostra il fatto che i rispettivi uffici hanno fatto sapere che nessuno dei due chiamerà «Presidente» l’altro, ma solo «xiansheng», traducibile con la parola «mister». Del resto i due Paesi non si riconoscono reciprocamente tra loro.

 

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Le due Cine. Dal 1949 Taiwan, detta anche isola di Formosa, gode di indipendenza, e dice che il suo nome ufficiale sia Repubblica di Cina. In tutto, tra isola principale e isole minori, a Taiwan vivono 23 milioni di persone. A livello internazionale quasi nessun Paese riconosce Taiwan come Stato, nonostante vengano intrattenuti rapporti commerciali importanti. L’altra Cina, quella continentale, invece è la Repubblica Popolare di Cina e rivendica su Taiwan la sua sovranità. A livello diplomatico, per non creare incidenti, si è soliti riferirsi all’area definendo i due Paesi come le “due sponde dello stretto di Taiwan”. Nonostante questo non riconoscimento diplomatico e le forti tensioni esistenti (basti pensare che Pechino pare abbia dei missili puntati verso Taiwan, pronti a essere sganciati nel momento in cui l’isola proclamasse la sua totale indipendenza), a livello economico tra i due Paesi ci sono ottime relazioni. In particolare dal 2001 al 2005 sono aumentati gli scambi commerciali, grazie all’apertura di una rotta marittima e di una aerea.

Le elezioni a Taiwan. L’incontro arriva a pochi mesi dal voto in Taiwan. Il prossimo 16 gennaio, infatti, ci sono le elezioni e il Kuomintang (il partito nazionalista che, quando ci fu l'ascesa di Mao, fu costretto a fuggire sull'isola antistante la Cina) è dato perdente nei confronti del Partito democratico progressivo, favorevole all'indipendenza anche formale dell'isola. Un’eventualità assai temuta da Pechino. C’è chi pensa che l’incontro sia una mossa del presidente Ma per far riguadagnare consensi al suo partito e farlo continuare a camminare sulla strada intrapresa da quando è salito al potere nel 2008. E soprattutto per proseguire nella sua politica di miglioramento delle relazioni con Pechino. Durante i suoi anni di governo, infatti, tra Cina e Taiwan, sono stati firmati 23 accordi commerciali, economici e finanziari e sono stati avviati incontri ufficiali a basso livello. Ma mai, prima di sabato, Ma Ying-jeou e Xi Jinping si erano ufficialmente incontrati di persona. Per questo quello di sabato a Singapore sarà un incontro storico.

 

Taiwan Island Identity

 

Critiche a Ma. Il presidente taiwanese non potrà ricandidarsi perché il suo secondo mandato, non rinnovabile, è giunto al termine. Ma anche se  non ci fosse questo impedimento sarebbe difficile una sua rielezione poiché da più parti sull’isola è stato criticato per un eccessivo avvicinamento alla Cina.

La protesta di Taipei. Intanto a Taipei sono scoppiate una serie di proteste per l’incontro tra i due presidenti. Molti sono gli studenti che manifestano e a capo della protesta c’è Huang Kuo-chang il candidato alle prossime elezioni parlamentari e leader del “movimento dei girasoli” che nel 2014 si è opposto ad un accordo commerciale con la Cina. La molla che ha fatto scendere in piazza centinaia di persone è il timore che la democrazia di Taiwan sia messa in pericolo, anche perché Pechino continua a considerare Taiwan una provincia ribelle su cui esercitare le propria sovranità. A nulla finora sono valse le rassicurazioni da parte del presidente taiwanese Ma Ying-jeou, il quale ha spiegato che l’incontro di Singapore non ha lo scopo di firmare accordi o diramare comunicati congiunti, ma di avere uno scambio di vedute sul consolidamento della pace nel tratto di mare che separa Taiwan dalla Cina continentale. Diversa la versione cinese, affidata all’agenzia ufficiale Xinhua, la quale sottolinea che l’incontro si svolgerà «in accordo con il principio di una sola Cina».

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