Lo dicono i numeri

Perché da Milano a Roma si usa più il treno dell’aereo

Perché da Milano a Roma si usa più il treno dell’aereo
13 Marzo 2015 ore 21:15

Ipotizziamo che, per lavoro, dobbiate andare a Roma in giornata. In auto non se ne parla nemmeno, non vi restano dunque che due vie: treno o aereo. Quale scegliereste? Numeri alla mano, il trasferimento via rotaie vi costerebbe un po’ di più, ma in circa 4 ore sarete nella Capitale, partendo tranquillamente dalla stazione in piazzale Marconi. Se sceglierete invece di volare, tra offerte e varie compagnie aeree, potreste anche trovare una buona offerta, ma il viaggio rischia di essere un vero e proprio calvario. Non impressiona pertanto sapere che, a fine settembre 2014, si è concretizzato il sorpasso del treno nei confronti dell’aereo sulla tratta Milano-Roma.

A rilevarlo è l’ultima edizione della Business Travel Survey di Uvet American Express, società del gruppo Uvet, polo distributivo nei servizi turistici con un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro. I dati sono confermati anche dalle prime rilevazioni riguardanti gli ultimi tre mesi del 2014 e l’avvio del 2015.

 

 

L’indagine. Uvet Amex ha estrapolato i dati dopo un’indagine compiuta su circa 700 imprese italiane di dimensioni medio-grandi e con spese di viaggio comprese tra i 20mila e i 15 milioni di euro l’anno. Il risultato parla chiaro: nel terzo trimestre 2014 il 52% dei viaggi d’affari tra Milano e Roma sono stati fatti con l’alta velocità ferroviaria. Questa quota è salita al 54% alla fine dello scorso anno. Rispetto ai dati raccolti nel 2012, le rotaie hanno guadagnato ben 12 punti percentuali, dimostrando l’importante cambio di abitudini avvenuto negli ultimi mesi, merito di un sistema dell’alta velocità ferroviaria decisamente implementato ed efficiente.

Perché si preferisce il treno? Il dato, confermato dall’indagine in questione, non è un fulmine a ciel sereno e, anzi, è arrivato con qualche mese di ritardo rispetto alle attese. Già un anno fa, nel marzo 2014, i messaggi che arrivavano dagli altri Paesi erano indicativi: in Spagna, ad esempio, sulla tratta Madrid-Barcellona è arrivato il sorpasso (in termini di numero di passeggeri) del treno sull’aereo. A gennaio 2014, infatti, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, sui convogli dell’Ave (l’alta velocità spagnola) sono saliti 1,9 milioni di passeggeri, mentre le persone che si sono spostate in aereo sono state 1,8 milioni. Il trasporto ferroviario spagnolo ha registrato allora un aumento del 22% rispetto a gennaio 2013, mentre quello aereo ha subito un calo del 7,3%.

L’Istituto nazionale di statistica sottolineò come il tracollo del trasporto aereo (i mesi consecutivi in calo erano allora 28 e sono continuati nei mesi successivi) è da attribuire all’aumento delle tasse aeroportuali e alla diminuzione dei collegamenti e delle rotte attuata da molte compagnie aeree. Alla chiusura del 2013 la cifra di viaggiatori aerei spagnoli ha registrato una diminuzione di 4,7 milioni di passeggeri rispetto al 2012, mentre i treni ad alta velocità a lunga percorrenza hanno segnato nello stesso periodo un incremento di passeggeri del 13,5%. Ci domandiamo se le motivazioni possano essere le stesse per il sorpasso avvenuto oggi nel nostro Paese e la risposta è che, in parte, è così, ma i motivi sono anche molto più semplici: il trasporto ferroviario, data la poca concorrenza, offre certezze che il trasporto aereo non offre più. Le continue crisi, le tariffe altalenanti e l’assenza di una compagnia di bandiera forte sul mercato interno, hanno portato le aziende a preferire sempre più spesso le rotaie alle ali per far muovere i propri dipendenti per viaggi di lavoro.

 

 

Milano vola. L’indagine della Uvet Amex non si ferma qua. La Business Travel Survey ha anche rilevato che, dal secondo semestre 2013 al secondo del 2014, i movimenti aerei verso il capoluogo lombardo sono aumentati di quasi il 3% mentre sono rimasti stabili quelli ferroviari. Questi ultimi, però, rappresentano quasi un terzo di tutti i movimenti ferroviari nazionali, per una percentuale pari al 30,2%, sintomo di come Milano sia il vero centro economico del nostro Paese. Roma, da questo lato, resta lontana 4 punti percentuali. La Uvet non ha tralasciato neppure il lato dell’eventuale pernottamento nella città, perché l’indagine periodica monitora anche i prezzi medi degli alberghi in Italia e all’estero. Da questo punto di vista, Milano, con 130 euro di costo medio per pernottamento, segna un leggero calo rispetto al passato, in controtendenza rispetto alle altre grandi città italiane: Venezia è la più cara, con 182 euro e un incremento della tariffa media di quasi il 20% nel secondo semestre 2014 rispetto al secondo semestre 2013; Roma è passata, invece, da un costo medio di 121 euro a quello di 129 euro.

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