Riaprirà a maggio 2015

Perché otto anni di lavori per ristrutturare la Carrara

Perché otto anni di lavori per ristrutturare la Carrara
30 Giugno 2014 ore 09:00

Il 2 giugno 2008 l’Accademia Carrara è stata chiusa per l’inizio dei lavori di “adeguamento, restauro e messa in sicurezza” dell’edificio. L’approvazione comunale di questo intervento risale a sei mesi prima e porta la data del 28 dicembre 2007. Dopo quasi sette anni, e a un anno di distanza dalla riapertura, prevista per il 31 maggio 2015, ecco la ricostruzione dei passaggi e le motivazioni di questo lento procedere dei lavori.

Il difficile inizio dei lavori. Il progetto dei lavori è stato affidato allo studio Gabetti e Isola di Torino in collaborazione con l’architetto Luca Moretto, mentre il bando è stato vinto dall’impresa Salini di Roma che, iniziando gli interventi il 23 ottobre dello stesso anno, avrebbe dovuto portarli a termine entro marzo 2011. Chi ha vinto il bando non è la ditta Salini-Impregilo, ma Salini Claudio, fondatore del Gruppo ICS Grandi Lavori S.p.A. specializzato nel settore costruzioni e grandi opere in Italia e all’estero.
Nel corso dei lavori, però, si sono verificati dei cedimenti strutturali di una certa importanza: crepe sulla facciata e fessurazioni nella parte posteriore. Questi cedimenti sono dovuti all’architettura dell’edificio, privo di fondamenta e costruito su terreno argilloso.
La prima fase si rivela dunque essere la più difficile e nel giro di poco tempo il cantiere si ferma per il contenzioso che si apre, di conseguenza, fra l’impresa Salini e il Comune di Bergamo. A cantiere chiuso, inizia una battaglia di responsabilità che blocca i lavori, in attesa di una decisione in merito.

Il nuovo Cda e Tentorio. Si arriva così al 2010, anno della nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell’Accademia Carrara, presieduto dall’imprenditore Tito Lombardini, che si trova subito a dover affrontare questo problema. Il contenzioso, infatti, rischiava di prolungare la situazione “situazione Carrara” per anni, senza di fatto poter stabilire chi avesse realmente torto o ragione. Al Cda e al Comune di Bergamo si presentavano davanti, in ogni caso, due strade: una legale e una pratica. Questa seconda è stata caldamente sostenuta dal Consiglio d’amministrazione e auspicata dal Sindaco Tentorio che è stato attore principale della fine dello stallo e del proseguimento dei lavori. La strada della concretezza intrapresa dall’amministrazione pubblica è costata circa un milione di euro in più, ma ha permesso di far ripartire la ristrutturazione dell’edificio.

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Le proposte Creberg. Oltre ai problemi strutturali, sono sorte questioni relative alle proposte della Fondazione Credito Bergamasco per la creazione di una nuova sala espositiva. Nel 2008, infatti, la Fondazione si era fatta promotrice di un progetto per la realizzazione di una sala ipogea (sotterranea) sotto la corte d’ingresso e la vicina Piazza Carrara. La sala, ribattezzata “Sala Creberg”, avrebbe dovuto ospitare 920 mq di spazio espositivo su una superficie di 530 mq di ampiezza, per un costo stimato di 5 milioni di euro, ma l’idea venne abbandonata per problematiche tecnico-logistiche.
Successivamente, nel 2010, la Fondazione ha proposto la realizzazione di sale espositive nell’area privata degli Orti in Via San Tomaso. In questo caso il progetto viene abbandonato per la resistenza di Italia Nostra e del Comitato per la Tutela del Parco Suardi e degli Orti Storici di San Tomaso (costituitosi nel marzo 2010 proprio per opporsi alla realizzazione dell’area espositiva).
Nel 2011, in occasione dei 120 anni della Fondazione Credito Bergamasco, la stessa si rende disponibile a stanziare una somma per il riallestimento della nuova Pinacoteca e per la gestione dei primi 3 anni. Questa promessa trova una definizione completa il 30 aprile 2014, con la ratifica della convenzione tra Fondazione Credito Bergamasco e Comune di Bergamo, che definisce nella somma di 1.250 mila euro il contributo della Fondazione al riallestimento dell’Accademia Carrara. Nella stessa convenzione rientra la questione relativa al diritto di veto che la Fondazione Credito Bergamasco aveva concordato circa il trasferimento del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMeC) dalla sua attuale sede in altri locali. Virtualmente, ora la GAMeC potrebbe essere trasferita, come ipotizzato da qualche anno a questa parte, nella struttura degli ex Magazzini Generali di via Rovelli.

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L’area bar e book shop. Altra area in sospeso dell’intervento è la ristrutturazione della barchessa di destra, una sala che secondo i progetti dovrebbe ospitare il bar e il book shop della nuova Pinacoteca, ma i cui lavori sono stati trattati a parte fin dal primo bando. Per questa zona, infatti il bando di  affidamento lavori risale al 29 agosto 2013 ed è stato vinto dalla ditta F.lli Vecchierelli srl di Romano di Lombardia.
In questo caso i costi, che dal bando erano fissati a 376 mila euro, sono saliti fino a 700 mila euro e ne hanno permesso solo la messa in sicurezza. Questo significa che, per quanto riguarda la barchessa di destra, si è provveduto al consolidamento strutturale e alla pavimentazione, ma che il completamento secondo il progetto avverrà soltanto quando ci saranno i fondi necessari a permetterlo.

I costi totali. Per ciò che riguarda i costi sostenuti per il restauro dell’Accademia Carrara, la spesa preventivata nel bando del giugno 2008 per i lavori di adeguamento, restauro e messa in sicurezza era di 3 milioni e 185mila euro netti per 730 gg di lavori, ovvero 2 anni esatti. In realtà di anni ne sono serviti 7 (8 se si considera che la riapertura avverrà nel 2015) e oltre 10 milioni di euro.

Due note sull’edificio della Carrara. L’edificio dell’Accademia Carrara risale all’inizio dell’Ottocento. L’Accademia è nata nel 1775 in una struttura che il Conte Carrara fece costruire con l’intento di ospitare la sua collezione di 1200 dipinti e aprirla al pubblico. Ma nel 1810 fu costruito un nuovo edificio in forme neoclassiche progettato dall’architetto Simone Elia.

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