Dicono i dietologi

Il peso calorico dell’uovo di Pasqua (quanto sport serve per smaltirlo)

Il peso calorico dell’uovo di Pasqua (quanto sport serve per smaltirlo)
13 Aprile 2017 ore 10:00

I più golosi hanno già l’acquolina in bocca e pregustano il momento in cui potranno scartare l’uovo di Pasqua. Pronti a mangiarselo in un solo boccone, o comunque nell’arco della giornata. Ignari forse dei rischi che questa golosa tentazione ha sull’impegno dietetico. Infatti l’uovo di cioccolato divorato di botto è un attentato alle calorie, dunque l’azione è sconsigliata da tutti i dietologi e nutrizionisti, che – per dissuadere da questo eccessivo peccato di gola – quantificano l’impegno in termini di attività fisica che richiederebbe lo smaltimento di 230 grammi di cioccolato.

 

 

Quanto “pesa” un uovo di Pasqua? Tanto cioccolato, uguale tanta fatica. Al profumo inebriante e a quel guscio di cioccolato lucido che crocchia quando si rompe nessuno resiste. E non certo per svelare il mistero della sorpresa racchiusa nell’uovo, quanto piuttosto per assaporare quella colata di cioccolato che si fonde amabilmente sulle papille gustative. E un pezzo tira l’altro. Come le ciliegie. Peccato però che il peso in calorie, sia ben diverso. Se poi quell’uovo finisce tutto il giorno stesso, mettete in conto una buona dose di attività fisica per bruciarne tutta la dolcezza. Che può essere quantificata, secondo gli esperti nutrizionisti e in linea molto generale, in una corsa intensa alla velocità di 8 km/h per 3 ore per le donne o in alternativa in una pedalata in bicicletta a 16 km/h per 4 ore o anche in una nuotata per 3 ore e 40 minuti. Per l’uomo invece, fortunato lui, lo sforzo richiesto è inferiore: assunto che le velocità sono le stesse, è però sufficiente una corsa di sole due ore e mezza, una biciclettata di 3 ore e una nuotata di due e mezzo.

 

 

La moderazione è la regola. Dunque il consiglio è di rinunciare all’uovo di Pasqua? Affatto, ma di evitare l’ingordigia sì, optando invece per la moderazione, che concede di gustare mediamente dai 20 ai 40 grammi di cioccolato, specie se introdotti come spuntino in una vita attiva. Questo perché un uovo medio di 230 grammi, mangiato nella sua totalità, apporterebbe all’organismo all’incirca 1.260 kcal con il 50 per cento di grassi e il 40 per cento di carboidrati. Considerando che il fabbisogno calorico medio di una donna con vita attiva e peso nella norma, è di circa 1.400-1.500 kcal al giorno e quello di un uomo 1.800-2.000 kcal, un uovo di cioccolato intero, in un solo giorno, coprirebbe il 70-80 per cento dei fabbisogni di una persona, tuttavia con uno squilibrio nutrizionale e implicazioni sull’apparato digerente non da poco. Ecco perché allora i 20 grammi di cioccolato risultano perfetti.

 

 

Le tipologie e le calorie. Attenzione però anche al tipo di uovo pasquale. Che non sono affatto tutti uguali, non solo in fatto di peso, che può variare dai 150 a 300 grammi. Molto dipende anche dalla qualità del cioccolato, ovvero se è fondente, extra amaro, finissimo al latte o di cioccolato bianco e dagli eventuali arricchimenti. Molteplici anche in questo caso, con proposte di frutta secca aggiunta, tra cui nocciole, mandorle, pistacchi, riso soffiato, o con copertura di granella o di confetti tipo smarties. Insomma, 100 grammi di cioccolato in teoria apportano mediamente 500-550 kcal, le quali subiscono però variazioni nelle percentuali di grassi e zuccheri semplici in funzione del sapore del cioccolato utilizzato e degli optional presenti.

Un po’ al giorno e il migliore è… La buona regola è sempre quella delle piccole porzioni quotidiane, ovvero un tocchettino di cioccolato quotidiano giusto per soddisfare un bisogno energetico, specie in vista della pratica sportiva o di una giornata intensa. Tra le tipologie di cioccolato vince quello fondente, con un’alta percentuale di cacao; infatti mangiato a piccole dosi aiuta a mantenere in buona salute le arterie con un effetto benefico sulle loro pareti interne, grazie alla presenza di flavonoidi e alla loro azione antiossidante che contribuisce a combattere lo stress ossidativo, responsabile dello sviluppo di diverse patologie, compreso l’aumento del rischio cardiovascolare.

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