«Mi vengono spontanee»

Pinilla, «colpo alla Holly e Benji È la mia rovesciata venuta meglio»

Pinilla, «colpo alla Holly e Benji È la mia rovesciata venuta meglio»
30 Aprile 2015 ore 15:21

Mauricio Pinilla a ruota libera. Dopo il rientro dalla Romagna in treno, la squadra nerazzurra si è allenata a Zingonia e a margine della seduta di scarico prevista per i titolari ha parlato il bomber cileno che al Manuzzi ha segnato una doppietta. La bicicletta acrobatica che ha regalato il 2-2 alla Dea nel finale di gara è ancora negli occhi di tutti, il numero 51 nerazzurro la commenta con grande serenità consapevole che il suo ottavo gol stagionale (quinto con l’Atalanta) sia di importanza totale. «Sono molto contento . Il mio pensiero da quando sono arrivato a Bergamo è sempre stato quello di dare una mano alla squadra e i due gol di ieri sera mi hanno permesso di farlo. Dopo il Mondiale in Brasile della scorsa estate ho sempre detto che mi sentivo benissimo, al Genoa pensavo di giocare un po’ di più ma il mio girone di andata è stato positivo. Credevo fortemente che il passaggio all’Atalanta potesse regalarmi grosse soddisfazioni. E adesso stanno arrivando».

 


Mauricio Pinilla Goal Cesena 2-2 Atlanta Serie… di enteritament

 

Una, due, tre rovesciate. In maglia nerazzurra, Pinilla ha già segnato in rovesciata contro Cagliari, Torino e appunto Cesena. «Tre rovesciate diverse, tre gol importanti. Sono acrobazie che mi vengono spontanee, fin da quando ero ragazzino ho sempre provato questo tipo di giocata e posso dire che negli ultimi tre mesi sono stato fortunato a realizzare delle reti così . Quello cui però tengo maggiormente è il peso di ogni gol: che un gol sia bello importante, ma io voglio che serva alla squadra per fare punti. Come a Cesena». Già, il gol decisivo per la squadra. Ma se proprio dovesse scegliere la sua preferita? «Se dovessi scegliere, direi che per gesto tecnico e importanza l’ultima contro il Cesena è quella che mi lascia le sensazioni più belle. La palla era altissima, coordinarsi era molto complicato ed eravamo sotto di un gol. Avevamo bisogno di almeno un punto, per questo scelgo la rovesciata contro i romagnoli. Quella che mi ha permesso di segnare contro il Torino è molto bella ma l’ultima ha portato punti».

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Alla “Holly & Benji”. Qualcuno in sala stampa gli fa notare che certe cose si vedono solo nei cartoni animati. Lui dimostra di essere molto preparato anche su questo fronte. «Holly & Benji, giusto? – chiede Pinilla, sorridendo -. Credo che segnare dei gol così sia il sogno di tutti i bambini, sono felice di riuscire a realizzare sul campo qualcosa che si vede nei cartoni animati. È bellissimo. In quel momento non hai minimamente il tempo di pensare a cosa fare. È un fatto istintivo, appena vedo la palla in aria mi scatta qualcosa e ci provo. Può capitare di colpirla male, può venir fuori una conclusione imprecisa e può invece capitare che la palla si insacchi. A me è successo questo, sono stato anche fortunato. Penso che per fare questo tipo di giocate bisogna essere un po’ pazzi».

La doppietta del perdono. I gol di Cesena arrivano dopo ben tre giornate di squalifica. Pinilla confessa tutta la sua voglia matta di tornare a segnare per cancellare il calcetto a Basha, il risultato lo ha premiato in pieno. «Ci tenevo a farmi perdonare dopo l’espulsione contro il Torino. Giulio Migliaccio mi aveva un po’ rimproverato dopo il rosso e le conseguenti tre giornate di squalifica. Avevo promesso che sarei rientrato segnando una doppietta e ci sono riuscito. Noi adesso dobbiamo continuare a spingere al massimo, raggiungiamo la matematica e poi abbracciamoci tutti per festeggiare». Un dato confortante, dal punto di vista fisico, riguarda il minutaggio dei gol in rovesciata. Tutti e tre sono arrivati verso il novantesimo. «Mi sorprende un po’ il fatto che certi gesti mi riescano verso la fine della partita. Le gambe sono affaticate, i chilometri percorsi sono già molti però sono abituato: in allenamento ci provo molto spesso, i miei compagni sanno che ho questo tipo di giocata e quindi non credo siano rimasti particolarmente sorpresi».

Obiettivo doppia cifra. «La doppia cifra? Sono a quota 8 gol, di cui 5 li ho fatti con l’Atalanta. Penso partita per partita ma arrivare a 10 può essere un ottimo traguardo per me, se segno ancora 2-3 reti ce la faccio e per il gruppo si tratterebbe di reti importanti sulla strada della salvezza. Adesso pensiamo a recuperare: i dolori si fanno sentire dopo una gara su un campo in sintetico come quello di Cesena, ma siamo in un momento dove conta più la testa del fisico. Mi sento molto bene dal punto di vista atletico ma ancora di più da quello mentale». La condizione psicofisica è al massimo, Pinilla sente l’affetto del pubblico ma anche il supporto dei suoi amici è importantissimo. «Ricevo sempre tantissimi messaggi, i miei amici mi scrivono anche quando le cose non vanno bene. Mi conoscono, sanno cosa posso fare e addirittura mi prendono in giro. Qualcuno mi ha scritto: “Mamma mia, che gol brutto che hai segnato”. Si scherza sempre con tutti loro».

La strada per la salvezza. Conti alla mano, il punto del Manuzzi tiene le distanze pressoché invariate con una partita in meno da giocare. «Sicuramente il pareggio per il Cesena è stata una bella bastonata. Non sono ancora retrocessi e non siamo ancora salvi noi, ci sono davanti sfide importantissime a partire da quella contro la Lazio. Credo che sia la più difficile delle ultime. Certamente i bianconeri potevano avvicinarsi molto e li abbiamo ricacciati indietro, da questo punto di vista il morale del Cesena non sarà dei migliori». L’amaro in bocca che è rimasto al pubblico bergamasco è tutto per quell’occasione di vittoria sfumata sul filo di lana, quando Bianchi calciava fuori non servendo Benalouane, meglio posizionato. Pini-gol non ne fa una tragedia e prova a guardare avanti con il solito piglio positivo. «Se Gomez avesse segnato in apertura, se Moralez fosse riuscito a pareggiare con quella spaccata finita fuori di poco o se Bianchi avesse trovato la porta con quella conclusione nessuno ne parlava. Peccato che sia finita così, adesso stiamo tutti uniti perché è un momento in cui serve l’aiuto di tutte le punte. Soprattutto senza Denis. Lo screzio tra Reja e Bianchi? Sono momenti concitati, la tensione nel finale di partita è alle stelle e tutti volevamo vincere. Magari si sono superati un po’ i limiti è tutto a posto, ho visto cose molto peggiori in carriera».

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