Ha più interazioni di Grillo

Il più forte influencer politico? Un muratore calabrese disoccupato

Il più forte influencer politico? Un muratore calabrese disoccupato
Cronaca 17 Settembre 2018 ore 12:01

Li hanno etichettati sotto la categoria di “unofficial”: non appartengono a nessun partito, e a nessuno gruppo o movimento. Sono presenze corsare nella rete che muovono più reazioni e consensi di ogni altro leader politico, Beppe Grillo compreso. Hanno un tratto comune: sono tutti dalla parte del governo gialloverde. Il Corriere della Sera per esplorare il fenomeno ha mandato una delle sue firme più autorevoli, Federico Fubini, a Taurianova dove abita Francesco Gangemi, disoccupato dal 2011 e oggi in cassa integrazione. Gangemi è il campione di queste truppe che avanzano in ordine sparso, continuando a destabilizzare i consensi.

 

 

Uno studio commissionato dal Corriere ha dimostrato che le interazioni provocate da questi account “unofficial” nel mese di agosto hanno sfiorato quota trenta milioni, imponendosi come lo strumento che oggi influenza l’opinione pubblica più di ogni altro. «Negli ultimi dieci mesi su Facebook il volume e la capacità di penetrazione del sistema di comunicazione politica che va sotto la definizione di “unofficial” è raddoppiato, secondo un’analisi delle principali pagine con software disegnati a questo scopo», spiega Federico Fubini. Ecco qualche esempio emblematico. C’è un account con il nome di Roby che da gennaio a luglio è passata da cinquemila interazioni a quattro milioni, con immagini di Padre Pio alternate a invettive anti Fornero o a sparate filo salviniane. Un’altra pagina Buona e sincera ma quando serve bastarda è passata dalle 178 interazioni a gennaio ai 3,2 milioni di agosto, mixando nel suo caso immagini di cuccioli di cani con insulti al commissario Pierre Moscovici, quello che nei giorni scorsi aveva detto che in Italia stanno crescendo tanti piccoli Mussolini.

 

 

Sono stati etichettati come qualunquismo di destra, e infatti Gangemi confessa di aver avuto simpatie per Casa Pound («Perché li ho visti portare la spesa a casa ai vecchietti», ha spiegato), ma di essere del tutto libero. I suoi account, continuamente rimossi da Facebook, sono comunque intercettati dal pubblico, che premia i suoi post con montagne di like e di commenti. La sua tecnica è elementare. Mai più di due o tre frasi brevi, sempre scritte tutte in lettere maiuscole e usando il font Impact, che, come dice il nome, è un font immaginato per far immediatamente presa sull’attenzione di chi legge. Quasi sempre i post sono a commento di foto emblematiche e a effetto. La tecnica è dunque una tecnica molto “salviniana”. Ci sono temi che tirano sempre, pensioni e immigrati innanzitutto. Comunque vince sempre l’indignazione e la derisione della vecchia politica. La nuova politica populista invece gode ancora di un’area protetta che sorprende: quando Gangemi si è esposto mettendo un post per stimolare i gialloverdi a passare dagli annunci ai fatti, le interazioni sono state pochissime. Vuol dire che la gente sta ancora dando un credito quasi incondizionato alla formazione governativa e che interpreta gli attacchi o le critiche come tentativi della vecchia politica di rifarsi sotto e di recuperare spazio.