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coordinamento delle reti territoriali

Prende forma il piano vaccinale anti-Covid, l'Ats: «Curva epidemiologica in fase discendente»

A Bergamo una prima tranche di 27 mila dosi e cinque hub per lo stoccaggio. Indice Rt provinciale fisso a 0.8, le criticità maggiori a Treviglio e nell'Alto Sebino. Potenziata l'attività delle Usca

Prende forma il piano vaccinale anti-Covid, l'Ats: «Curva epidemiologica in fase discendente»
Cronaca 18 Dicembre 2020 ore 11:21

Inizia a prendere forma il piano vaccinale anti-Covid in provincia di Bergamo. A esporlo Massimo Giupponi, direttore generale dell’Ats Bergamo, nel corso dell’ormai consueto appuntamento per il coordinamento delle reti territoriali. Le vaccinazioni partiranno a gennaio e «prevedono l’assegnazione delle prime 27 mila dosi ai medici di medicina generale, agli operatori delle strutture ospedaliere e al personale delle Asst nonché agli ospiti e operatori delle Rsa – ha spiegato -. L’organizzazione prevede cinque hub sul territorio, che corrispondono ai centri di stoccaggio: Papa Giovanni XXIII, Treviglio, Piario, Lovere e Seriate. Appena sarà disponibile una programmazione più precisa verrà comunicata». La cabina di regia nazionale fa riferimento al commissario Domenico Arcuri, ci sono poi responsabili regionali con cui si sta definendo la parte organizzativa. In particolare potrà esserci la necessità di personale locale, così come le strutture temporanee potrebbero, per Bergamo, essere affiancate dagli spazi esterni usati per le vaccinazioni antinfluenzali e per i tamponi rapidi.

Il vertice ha poi fatto il punto in merito alla situazione epidemiologica che caratterizza la provincia, dove restano alcune criticità soprattutto nella zona di Treviglio e dell’Alto Sebino a causa di qualche focolaio. «La curva è chiaramente in fase discendente – ha sottolineato il dottor Alberto Zucchi, responsabile del Servizio epidemiologico aziendale -. In media dal 7 al 13 dicembre ci sono stati 101 casi al giorno. Oggi (giovedì 17 dicembre ndr.) c’è un’impennata di 210 casi per cui sono in corso verifiche, probabilmente per il conferimento ritardato di tamponi. In ogni caso la situazione verrà monitorata nei prossimi giorni». L’Rt provinciale è consolidato a 0.8 e la percentuale dei positivi sui tamponi diagnostici da metà novembre è stabilmente in calo, sotto il 10 per cento: nel periodo dal 7 al 13 dicembre il tasso si attesta al 6 per cento. I contagi a scuola sono in diminuzione e non sono rilevanti rispetto ai focolai intrafamigliari. L’Ats ha poi fatto sapere che i test rapidi sono entrati in uso massicciamente, in particolar modo nelle strutture sociosanitarie.

Infermiere di famiglia e di comunità presso le Asst Bergamo Ovest e Papa Giovanni XXIII 

L’Asst Papa Giovanni XXIII dal 5 novembre ha avviato la collaborazione tra l’infermiere di famiglia e di comunità con le Usca. Complessivamente sono stati 364 gli interventi domiciliari attivati tra il Papa Giovanni e Bergamo Ovest da inizio novembre. «Abbiamo già attivato cinque sedi e due sono in fase di avvio – spiega il dottor Limonta, direttore socio-sanitario del Papa Giovanni -. L'obiettivo del nostro lavoro è costruire un percorso di collaborazione con i medici di medicina generale, condividendo i casi che è opportuno segnalare per la presa in carico, attraverso l'attivazione della figura dell'infermiere di famiglia, tutte le volte che è ritenuto utile e opportuno in base ai bisogni dei pazienti. Un altro ambito per noi prioritario è quello dell'individuazione delle situazioni che non necessitano di ricovero ospedaliero, ma meritano di essere prese in carico in seguito all’accesso in pronto soccorso, e la continuità tra area sanitaria e sociale, in collaborazione con i servizi sociali di Ats e Comuni».

Gli infermieri di comunità e di famiglia da 15 giorni, inoltre, sono attivi sul territorio dell’Asst Bergamo Ovest (il più popoloso della provincia con 480 mila abitanti) nelle due sedi di Treviglio e Dalmine. «Entro fine anno partiremo con la sede di Martinengo per coprire la parte orientale della Bassa bergamasca - aggiunge Andrea Ghedi, direttore socio-sanitario dell’Asst Bergamo Ovest -. Le attività, oggi, sono decise di concerto con il medico delle Usca. Sono poi in atto le assunzioni dei 76 infermieri che saranno distribuiti su tutto il territorio. Stiamo anche reclutando ostetriche che permetteranno di seguire a casa, nella prima settimana dopo il parto, le neo-mamme, con l'home-visiting ostetrico».

Potenziamento delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca)  

Da ottobre l’attività delle Usca è tornata ai livelli di marzo, impegnate principalmente nelle visite mediche e nell’esecuzione dei tamponi domiciliari. «È stato potenziato l’organico a 24 turni giornalieri, con un organico complessivo di 48 medici, ed è in corso l’affiancamento di nuovo personale con medici senior ed è stata attivata la collaborazione con l’infermiere di famiglia – conclude il direttore sanitario di Ats Carlo Alberto Tersalvi -. Le Usca sono uno strumento utile anche perché estremamente flessibile. L’intera organizzazione è stata via via adattata seguendo le esigenze dettate dalla pandemia con la partenza da sei postazioni, fino a quella attuale, con la dotazione di tamponi rapidi che consentono il potenziamento diagnostico, con l’organizzazione del sistema di consegna dei dispositivi di protezione individuale e la raccolta quotidiana dei tamponi». È anche in corso la selezione di assistenti sociali da inserire nelle Usca, cui seguirà l’avvio dell’attività di valutazione socio-sanitaria e la costruzione di procedure per il coordinamento degli interventi sociali.