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Un'indagine globale

Prima della nanna meglio le fiabe Genitori, fate mettere via i tablet

Prima della nanna meglio le fiabe Genitori, fate mettere via i tablet
Cronaca 05 Novembre 2014 ore 11:12

Sono troppo digital le generazioni dei nuovi nati che insieme al ciuccio già sfogliano le pagine elettroniche dei giornali in formato tablet. Sono più vispi e intellettualmente stimolanti, rispetto ai bimbi cresciuti a pane e Cicciobello, non c’è dubbio, ma come legge del contrappasso stanno perdendo la capacità di socializzazione, divenuta sempre più virtuale, e di linguaggio. Un problema, quello dello sviluppo socio-verbale, che sembra essere più evidente se il tablet viene utilizzato prima di dormire già in tenera età, quando si potenziano queste facoltà cerebrali. Meglio invece sarebbe la storia di Biancaneve e i sette nani o dell’arcolaio della Bella Addormentata nel bosco, fanno sapere universalmente unanimi i pediatri.

Via i tablet, sì alle fiabe. È un passatempo di lusso per i bambini e una minor fatica per i genitori, quello di affidare le ninne nanne o i momenti di svago dei propri figli ai tablet e al libero accesso alle pagine web. Senza sapere che, indipendentemente dai contenuti delle pagine che vengono navigate, esistono anche potenziali rischi per la salute. Un’abitudine, quella dell’iPad pre-nanna, che sembra molto diffusa oltreoceano, tanto da avere indotto l’American Academy of Pediatrics ad inserire per la prima volta, nelle nuove linee guida rivolte ai pediatri, associati, una raccomandazione che ha dell’insolito. Ovvero invitare mamme e papà, prima di spegnere la luce, a leggere o raccontare fiabe ai piccoli, anziché piazzare loro in mano la “tavoletta magica”.

 

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E questo non da quando i piccoli hanno capacità di attenzione e apprendimento, ma fin dalla nascita, quando esiste anche solo una sensibilità all’ascolto e alla modulazione del suono della voce. Perché, fanno sapere dall’Associazione Americana, leggere ad alta voce aiuta nei primi tre anni di vita a sviluppare un’area importante del cervello correlata alla formazione del vocabolario e della capacità di socializzazione. Aspetti che non sembrerebbero non venire potenziati invece da telefonini, smartphone, iPad e tutto ciò che vi è di elettronico.

I genitori non hanno più tempo né voglia. La tendenza digital sembra essere in crescita anche in contesti più vicini. Anche in Italia, dove la Società Italiana di Pediatria ha condiviso le indicazioni delle linee guida americane, o in Europa, come confermato da uno studio inglese commissionato dalla casa editrice Pearson, che ha coinvolto circa 2.000 genitori di bambini tra i 2 e gli 11 anni e 400 insegnanti della scuola dell’obbligo, prendendo in considerazione le abitudini, prima del sonno.

Il 16 percento dei genitori ha confessato di non avere più tempo, voglia o energia per mettersi vicino ai bambini prima della nanna e leggere loro una favola. O ancora mamma e papa fanno sapere che sono troppo impegnati in altre cose, o che tv e iPad offrono argomenti considerati dai bambini più interessanti rispetto ai libri di carta. Si salva marginalmente un 30 percento dei genitori che ha dichiarato di dedicare alla lettura serale con i bambini soltanto un giorno a settimana. Poco confortante è il resoconto degli insegnati che rivelano che uscire da scuola con un libro in mano è considerato dai bambini da “sfigati” e che coloro che lo fanno rischiano di essere presi in giro dai compagni di classe.

 

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Le conseguenze. Lo scarso interesse alla lettura o all’ascolto delle fiabe durante l’infanzia non ha solo implicazioni a breve termine sulle aree cerebrali di socializzazione e parola ma porta a problemi nella capacità di concentrazione nel momento in cui si cominciano le scuole medie. Invece tablet e altri apparecchi tecnologici sono entrati a far parte della vita di tutti i giorni scolastica (è in sperimentazione in alcuni istituti italiani l’apprendimento su tablet, ricordiamolo) e di molte famigliea cui vengono proposte sempre nuove applicazioni e programmi pensati proprio per i più piccoli. È quindi considerato quasi normale che i bambini inizino ad utilizzarli sin da piccoli, addirittura dall’asilo dove, ad esempio in alcune scuole dell’infanzia del milanese, iPad, cornici elettroniche e tavolette grafiche vengono utilizzate abitualmente per stimolare i bambini. Fatta eccezione per la tv che è bandita perché considerata troppo passiva.

Quando è corretto invece cominciare con i digital? Può avere un senso, fanno sapere gli specialisti,  dopo i tre anni o meglio ancora all’Inizio della scuola primaria, per sviluppare le abilità multitasking che oggi la società richiede. Ma anche dopo i tre anni il loro utilizzo o le ore davanti alla televisione devono essere comunque limitate. Specie quest’ultima infatti, se eccesiva può alimentare nei piccoli problemi di obesità, cardiovascolari e diabete di tipo 2.

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