Le definiva «parentesi ricreative»

Il processo a Strauss Kahn per la sua «rude sessualità»

Il processo a Strauss Kahn per la sua «rude sessualità»
18 Febbraio 2015 ore 12:00

Il 2 febbraio scorso è iniziato il processo a Dominique Strauss-Kahn, ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, accusato di «sfruttamento aggravato della prostituzione» insieme ad altre 13 persone. Rischia fino a dieci anni di carcere, oltre a una multa da 1,5 milioni di euro. Le accuse si riferiscono al 2011 e a una serie di festini a sfondo erotico con prostitute: Strauss-Kahn sarebbe stato «il principale beneficiario» del giro di prostituzione, per ottenere «vantaggi personali o professionali dal suo atteso accesso alla presidenza della Repubblica». All’epoca, infatti, era candidato all’Eliseo.

Il processo, però, rischia di risolversi in un nulla di fatto e Dominique Strauss-Kahn potrebbe tornare ad avere la fedina penale pulita. L’accusa della procura di Lille ne ha infatti chiesto ufficialmente il proscioglimento e pochi giorni fa due delle lucciole che lo accusavano e si erano costituite parte civile hanno ritirato le loro querele poiché il loro legale ritiene insufficienti le prove. Ha ritirato le accuse, con la stessa motivazione di insufficienza di prove, anche un’altra parte civile, un’associazione che si batte contro la prostituzione.

La svolta nel processo. La svolta è arrivata a pochi giorni dalla requisitoria che dovrebbe mettere la parola fine al processo. La scorsa settimana, le due ragazze sentite come testimoni avevano raccontato la brutalità dei rapporti sessuali avuti con l’ex politico socialista, dicendosi sicure che sapesse che partecipavano ai party per denaro. Le ragazze lo hanno definito il “re della festa”, senza lesinare i particolari, ma i loro legali, seppur convinti della consapevolezza e delle responsabilità di Strauss-Kahn, ritengono che questo non basti per dimostrarne la colpevolezza.

I rapporti finiti questa volta sotto accusa, perché l’imputato non è nuovo a scandali di questo tipo, si erano consumati durante una serie di orge e festini a luci rosse che si sono svolti all’Hotel Carlton di Lille. Un vero e proprio giro di prostituzione, che si estendeva anche a Parigi e New York, del quale DSK, come lo chiama la stampa francese, era indicato tra gli organizzatori. Tra gli altri accusati dello stesso reato ci sono un commissario di polizia, due gestori di alberghi di lusso e quello di un bordello in Belgio.

La difesa di DSK. Strauss-Kahn si difende non negando l’evidenza, ma facendo appello al fatto di non sapere. Dice infatti di non essere stato a conoscenza del fatto che le donne con cui ha fatto sesso fossero delle prostitute. Se l’avesse saputo, considerando la sua posizione sociale, non l’avrebbe mai fatto perché «sarebbe stato troppo pericoloso». Donne sì, quindi ma cocottes no: «parentesi ricreative» le ha definite DSK che, in ogni caso, come risulta dalle intercettazioni della polizia francese e da lui confermate, chiamava le donne «materiale». Strauss Kahn ha anche precisato che si è trattato di quattro incontri all’anno per tre anni, in tutto dodici ammucchiate. Poca roba per uno che è famoso per la sua erotomoania e che negli anni è passato sotto le forche caudine degli scandali a luci rosse che gli hanno compromesso la carriera politica.

Ma la brutalità dei gusti erotici dell’inquilino mancato all’Eliseo sono emersi ancora una volta dalle dichiarazioni delle prostitute dell’Hotel Carlton: «Piangevo e dicevo che mi faceva male ma ero consenziente, avevo bisogno di quei soldi» racconta una delle prostitute. «Era un rapporto animale, contro natura. Non avevo l’abitudine di quelle pratiche». Accuse a cui DSK ha così risposto: «Penso di avere una sessualità più rude della media degli uomini. Ma ho avuto gli stessi rapporti sessuali con diverse donne. Alcune possono trovarlo rude, altre possono apprezzarlo, ma tutto questo non ha niente a che fare con la prostituzione».

 

France Strauss-Kahn

 

I precedenti. La fama di Dominique Strauss-Kahn, classe 1949, salì agli onori delle cronache nel 2011, quando venne arrestato all’aeroporto John F. Kennedy di New York, poco prima della partenza del volo AF 023 dell’Air France diretto a Parigi su cui si doveva imbarcare. Accusa: stupro. Una cameriera del Sofitel di Manhanttan lo aveva denunciato per violenza sessuale. La vicenda lo costrinse a dare le dimissioni dal Fmi e a rinunciare pure alla corsa all’Eliseo, proprio nel momento in cui era considerato uno dei candidati più prestigiosi del Partito socialista francese. Sondaggi alla mano, era l’unico che avesse i numeri per battere il presidente uscente.

Durante il processo ci fu un accordo tra le parti, DSK pagò un risarcimento alla donna pare di un milione e mezzo di dollari, che portò all’archiviazione del caso. Nel luglio 2011 una giornalista francese lo accusò di un tentato stupro avvenuto nel 2002. Prima ancora, nel 2008, l’affaire Piroska Nagy, dal nome della sua amante, responsabile del dipartimento FMI che si occupa dei problemi finanziari dell’Africa. DSK, nell’occhio del ciclone per favoritismi e abuso della sua posizione, chiese pubblicamente scusa alla moglie (sposata in terze nozze e lasciata nel 2012) e definì un “erreur de jugement” (errore di valutazione) la sua relazione con la signora Nagy. Due anni fa uscì un libro di una sua ex amante, la giurista e giornalista Marcela Iacub, che in un passaggio lo definisce così: «Eri vecchio, grosso, basso e brutto. Eri maschilista e volgare, privo di ogni cultura. Ti comportavi come un porco cattivo, non eri più la vittima della società ma il mio boia». Poi sono arrivate le orge all’hotel Carlton, con l’arresto nel 2012 e l’attualità di questi giorni con il relativo processo. Nonostante Strauss-Kahn sia stato più volte arrestato e accusato per reati a sfondo sessuale, nessuna delle cause in cui è stato coinvolto è finora arrivata a una sentenza definitiva.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia