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Piano pandemico

Procura di Bergamo: «Roberto Speranza estraneo all’insabbiamento»

Fonti giudiziarie hanno dichiarato che il ministro della Salute non ha avuto alcun ruolo attivo nel tentativo di far scomparire il dossier di Venezia

Procura di Bergamo: «Roberto Speranza estraneo all’insabbiamento»
Cronaca Bergamo, 20 Aprile 2021 ore 11:34

Secondo le dichiarazioni rilasciate ieri (lunedì 19 aprile) da fonti interne alla magistratura, nell’inchiesta della Procura di Bergamo sul mancato aggiornamento del piano pandemico risulterebbe che il ministro della Salute, Roberto Speranza, non ha avuto alcun ruolo attivo nel tentativo dell’ex responsabile della Previdenza al Ministero ed ex dirigente Oms, Ranieri Guerra, di insabbiare il dossier scomodo dei ricercatori di Venezia.

Nello specifico, Speranza sapeva della relazione del gruppo di ricercatori con a capo Francesco Zambon e ne era rimasto irritato, dato il giudizio poco lusinghiero nei confronti della gestione italiana dell’emergenza e la notizia del mancato aggiornamento del piano pandemico, che forse avrebbe potuto evitare la catastrofe italiana. Tuttavia non avrebbe fatto alcuna pressione sull’Oms affinché la vicenda fosse insabbiata e sarebbe del tutto estraneo alle operazioni portate avanti da Guerra.

Al tempo stesso ieri sera nella puntata di Report si è ricordato come all’interno della strategia della «foglia di fico» illustrata da Guerra nelle sue comunicazioni riservate, poi acquisite dagli inquirenti, lui facesse da intermediario tra i vertici dell’Oms, addirittura il suo direttore Tedros, ed il governo italiano per accomodare la situazione generata dal dossier di Venezia, che lo avrebbe messo in imbarazzo. Sempre alla trasmissione, il ministro Speranza aveva comunicato mesi fa di non essere a conoscenza di alcuna relazione dei ricercatori Oms della città lagunare, mentre ora risulterebbe quantomeno la sua conoscenza del contenuto di quel documento, tant’è che ne risultava irritato.

Il 14 maggio alle 9,18 Ranieri Guerra scriveva una mail a Silvio Brusaferro ed allo stesso ministro che aveva per oggetto proprio il dossier, in cui annunciava con dispiacere che, nonostante le sue proteste, era stato pubblicato sul sito dell’Oms. In particolare, in un passaggio spiegava come avrebbe preferito discuterne prima con il Ministero ed i suoi tecnici «al fine di evitare inutili e dannose polemiche. Il momento è delicato, […] si sarebbe potuto utilizzare il rapporto come camera ulteriore di amplificazione degli straordinari provvedimenti di governo».

Non risulta ben chiaro quali siano stati questi «straordinari provvedimenti di governo», certo è che le verità, rimaste nascoste a lungo, stanno ora venendo progressivamente alla luce ed è solo questione di tempo prima che si faccia chiarezza su questo oscuro episodio.