Il progetto

Comune e Università chiedono (fino a dicembre) ai cittadini idee per la Città Alta del futuro

La raccolta di proposte per la revisione del Piano Particolareggiato per il borgo antico e Borgo Canale è stato prorogato fino a dicembre del 2020, così da raccogliere suggerimenti anche alla luce delle nuove necessità emerse a causa dell'epidemia

Comune e Università chiedono (fino a dicembre) ai cittadini idee per la Città Alta del futuro
Bergamo, 15 Settembre 2020 ore 14:55

Il processo partecipativo “Città Alta Plurale”, sviluppato dal Comune e dal Centro Studi sul Territorio dell’Università di Bergamo per la revisione del Piano Particolareggiato per Città Alta e Borgo Canale, è stato prorogato fino a dicembre del 2020. Per poter raccogliere suggerimenti e istanze da parte dei residenti è stata introdotta una nuova sezione di consultazione dal titolo “Città Alta plurale in tempo di Covid-19”, dedicata ad affrontare alcune fragilità dell’abitare urbanizzato e mobile dei nostri territori, ripensandolo anche in virtù delle opportunità offerte dalle tecnologie informatiche sviluppate durante l’epidemia.

Come evidenzia una ricerca svolta dal Centro Studi sul Territorio, l’abitare mobile e urbanizzato delle regioni ha favorito l’estendersi del contagio. Oggi, nella fase endemica, andrebbero quindi scongiurati i rischi di assembramenti nei luoghi pubblici, ridotto il livello di inquinamento atmosferico, limitato l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto collettivo, strutturata una adeguata dotazione di presidi sanitari territoriali e ampliati ove possibile gli spazi formativi per permettere il distanziamento. Inoltre, durante il lockdown, sono emerse le potenzialità della tecnologia dell’informazione che hanno garantito sia lo svolgimento dell’attività lavorativa, sia della didattica sia il proseguo delle relazioni sociali.

Di fronte a queste nuove consapevolezze, quindi, Città Alta si prospetta come un laboratorio per pensare un nuovo modello abitativo, che includa un turismo consapevole. Per consultare i cittadini in merito a questa visione, il processo partecipativo continua sulle questioni precedentemente identificate, cui si aggiungono i bisogni acuiti dall’epidemia e relativi all’assistenza sanitaria, assistenziale e alla lotta all’inquinamento. Le linee guida della nuova fase di consultazione sono:

  • Evitare gli assembramenti negli spazi e luoghi pubblici;
  • Ridurre il pendolarismo scolastico e lavorativo;
  • Gestire i mezzi di trasporto pubblico mediante il traffico modulare e la flessibilità di orari;
  • Ridurre l’inquinamento con nuove modalità di accesso a Città Alta e incentivi per 
riscaldamento abitativo a impatto ridotto;
  • Dotare il territorio di adeguati presidi sanitari;
  • Implementare la copertura a fibra ottica per la connessione Internet ad alta velocità;
  • Sperimentare forme di intelligenza artificiale nella mobilità modulare green;
  • Ampliare gli spazi formativi di ogni ordine e grado per permettere il distanziamento.

La fase di consultazione continuerà sotto il coordinamento del gruppo di ricerca del CST- DiathesisLab, dal settembre fino a metà novembre 2020, per interloquire con le diverse categorie di abitanti in incontri e focus group (in presenza o a distanza, compatibilmente con le disposizioni relative all’epidemia) coinvolgendo le reti sociali, le associazioni e i comitati di quartiere per consentire a tutti i cittadini di partecipare ed esprimere le proprie opinioni nella piattaforma on-line “Città Alta Plurale” disponibile sulla home page del Comune di Bergamo.

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