Dai nuovi parlamentari a...

I prossimi passi dopo le elezioni

I prossimi passi dopo le elezioni
08 Marzo 2018 ore 10:15

Il risultato del voto del 4 marzo è ormai definitivo, ma in molti adesso si chiedono cosa succederà e quali saranno i passaggi che porteranno alla formazione di un nuovo Governo.

1) L’insediamento dei nuovi parlamentari. Il primo passo sarà la formazione del nuovo Parlamento, con l’insediamento dei nuovi deputati e senatori nelle rispettive camere di elezione. Il Viminale ha aperto la registrazione ai nuovi eletti a partire dall’8 marzo, con termine massimo al 23 marzo. Entro questa data sarà finalmente definito ogni seggio e si chiariranno alcune posizioni ancora in bilico, come quelle dei parlamentari 5 Stelle che sono stati cacciati dal Movimento e che dovranno decidere se rinunciare o meno alla propria poltrona.

 

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2) L’elezione dei presidenti delle Camere. Il primo test importante, per iniziare a comprendere le possibili alleanze, sarà l’elezione dei due presidenti delle Camere da parte dei nuovi parlamentari. Il 23 marzo si terrà la prima seduta del nuovo Parlamento e, nel rispetto dei regolamenti, verrà presieduta in Senato dal membro più anziano dell’assemblea, mentre alla Camera dal vicepresidente della passata legislatura che ha avuto un maggior numero di voti. Rispettando questi principi, l’onere spetterà all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a Roberto Giachetti del Pd. In Senato sarà un processo più rapido: dopo il terzo turno infatti, se non ci saranno vincitori con maggioranza assoluta, verrà fatto un ballottaggio tra i due candidati più votati. Alla Camera invece la questione è più complessa: i primi tre turni necessitano della maggioranza di due terzi, dal quarto però sarà comunque necessaria una maggioranza assoluta. I partiti che hanno un maggior numero di seggi alla Camera dovranno trovare un appoggio negli altri gruppi parlamentari e si potrà capire quali saranno le possibili alleanze di Governo.

 

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3) Le dimissioni di Gentiloni e le consultazioni. Quando il nuovo Parlamento sarà pienamente formato ed operativo l’attuale Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rassegnerà le proprie dimissioni. In questa fase diventerà protagonista il Presidente della Repubblica, che comincerà le consultazioni con tutti i rappresentanti dei vari gruppi parlamentari, alle quali parteciperà anche l’ex Presidente Giorgio Napolitano. I leader dei partiti dovranno comunicare le proprie intenzioni e la loro capacità o volontà di creare eventuali alleanze, per poter formare un nuovo Governo che abbia una maggioranza stabile in entrambi i rami del Parlamento. Se ci saranno particolari difficoltà, Mattarella potrebbe anche conferire un incarico “esplorativo” per dare la possibilità ad un partito o ad una coalizione di trovare una maggioranza con una serie di colloqui.

4) La nomina del nuovo Governo. Al termine delle consultazioni o del mandato esplorativo, se l’incaricato sarà in grado di garantire una maggioranza di governo, avverrà la nomina del nuovo esecutivo. Verranno nominati il Presidente del Consiglio e i nuovi Ministri che, dopo aver giurato fedeltà alla Repubblica, si sottoporranno al primo voto del Parlamento.

 

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5) Il voto di fiducia. Entro dieci giorni dal decreto di nomina, il nuovo Governo dovrà presentarsi di fronte alle Camere per chiedere ai parlamentari il voto di fiducia. La votazione viene fatta per appello nominale e dev’essere motivata da tutti i gruppi parlamentari, che devono così rendere palese la propria posizione. Se tutti questi passaggi andranno a buon fine ed il nuovo governo otterrà la fiducia della maggioranza del Parlamento, potranno ufficialmente cominciare i lavori della diciottesima legislatura della Repubblica Italiana.

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