l'incursione nella notte

Protesta shock di CasaPound davanti all’Inps: necrologi annunciano la morte dell’economia

La formazione di estrema destra stigmatizza «i ritardi delle politiche governative nella gestione dei fondi statali. Un baraccone indecente». I volantini sono stati esposti fuori dagli uffici di decine di città italiane, tra cui Bergamo, Romano di Lombardia e Terno d'Isola

Protesta shock di CasaPound davanti all’Inps: necrologi annunciano la morte dell’economia
Bergamo, 08 Luglio 2020 ore 15:30

Davanti alle sedi Inps di decine di città italiane, tra cui Bergamo, Romano di Lombardia e Terno d’Isola sono comparsi centinaia di necrologi che annunciano la morte dell’economia e di migliaia di piccoli o piccolissimi imprenditori.

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I manifesti shock sono stati affissi nella notte tra martedì 7 e mercoledì 8 luglio dai militanti di CasaPound Italia allo scopo di denunciare i ritardi delle politiche governative nella gestione dei fondi statali che dovrebbe erogare l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. «L’Inps dovrebbe essere l’ente pubblico di maggior sostegno ai lavoratori e agli imprenditori in questo momento di profonda recessione – sottolinea una nota stampa diffusa dalla formazione politica di estrema destra -. Invece, non soltanto si è fatta trovare impreparata a fronteggiare l’emergenza, ma ha aggravato una situazione già critica. Da un lato con i disservizi telematici, dall’altro con la lentezza nella lavorazione delle pratiche che non ha ancora consentito a centinaia di migliaia di cittadini di riscuotere la cassa integrazione e i vari bonus di sostegno al reddito».

«Non ci sono stati soltanto ritardi ingiustificabili nell’erogazione dei soldi – prosegue il comunicato – ma addirittura le imprese che hanno anticipato la cassa integrazione sono ancora in attesa dell’autorizzazione necessaria per compensare quanto già pagato con i contributi da versare. Insomma, l’Inps, non contenta di essere in ritardo nei pagamenti, ha messo i bastoni tra le ruote a coloro che, per venire incontro ai propri dipendenti, hanno messo di tasca propria quanto avrebbe dovuto corrispondere lo Stato».

«L’Istituto di Previdenza come qualsiasi pubblica amministrazione che si rispetti, dovrebbe essere la cinghia di trasmissione delle decisioni politiche, e invece si è contraddistinta soltanto per le sortite inopportune del suo Presidente, Pasquale Tridico, che ha definito “pigri e opportunisti” gli imprenditori che, dopo il lockdown, facevano fatica a riaprire la propria attività – conclude CasaPound -. Per questi motivi abbiamo deciso di protestare davanti a un Istituto che per oltre cento anni ha assicurato serenità agli italiani e che, negli ultimi tempi, si sta trasformando in un baraccone indecente».

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