aggressione

Pugni e calci a imprenditore: in carcere i responsabili del pestaggio avvenuto a Villongo

I fatti risalgono all'aprile 2023. Gli inquirenti hanno appurato che si trattò di una resa dei conti, ma il movente resta ignoto

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Pugni al viso e calci alle ginocchia, è in questo modo che il 26 aprile 2023, a Villongo, l'imprenditore Danilo Calissi, 67enne, venne aggredito e poi derubato del suo orologio dal valore di ottomila euro da due uomini con il volto coperto. Un terzo li aveva aspettati in macchina per consentire poi loro la fuga immediata.

Ora, a poco più di un anno di distanza dai fatti, i carabinieri della compagnia di Bergamo e i militari del comando provinciale di Brescia hanno identificato i malviventi (due uomini di 52 e 58 anni residenti a Brescia e un 61enne di Travagliato) e hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei loro confronti.

L'orologio e le chiavi

Oltre all'orologio di lusso, i malviventi rubarono anche le chiavi della macchina all'uomo, che abbandonarono a terra in gravi condizioni. Il 67enne venne infatti trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale d'Iseo, dove, data la diagnosi di fratture multiple, gli vennero riservati trenta giorni di prognosi. 

Immediata l'identificazione

Il primo passo dei carabinieri della Sezione operativa della compagnia di Bergamo, che hanno condotto le indagini coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, è stato quello di visionare le telecamere di videosorveglianza per acquisire elementi utili alle indagini. Ciò aveva consentito di individuare subito l'autovettura con a bordo i tre rapinatori.

Non una semplice rapina

I successivi approfondimenti investigativi, condotti con attività tecnica e con metodi tradizionali, hanno permesso di appurare l'esatta dinamica dell'evento. I Carabinieri hanno così scoperto che non si trattava di una mera aggressione finalizzata a rubare l’orologio di valore, bensì di una vera e propria resa dei conti il cui movente è ancora in corso di accertamento.

Il Gip ha quindi ritenuto necessario emettere la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre soggetti in ragione della significativa pericolosità sociale, alla luce della condotta particolarmente spregiudicata e lesiva, rimarcando l'efferatezza del gesto posto in essere in pieno giorno, ai danni di una persona ultrasessantacinquenne, nonché le gravi lesioni che ne sono derivate.

Commenti
Marcello

Se non fosse stato per la sorella di uno dei 3 aggressori che è andata a denunciare il fratello ai carabinieri, col piffero che li trovavano....

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