Aperture al dialogo

Pure gli okkupanti di Celadina si sono stancati di okkupare…

Pure gli okkupanti di Celadina si sono stancati di okkupare…
07 Settembre 2019 ore 05:30

Duri e puri sì, ma fino a un certo punto. Ché vivere, nel 2019, senza elettricità può essere un atto dimostrativo forte per una settimana, un atto di protesta mediatico per due, ma quando agosto è ormai finito e l’autunno lentamente incombe promettendo i primi timidi freddi, be’, le cose un po’ cambiano. E così le attiviste e gli attivisti del Comitato di Lotta per la Casa Bergamo, dopo che il 6 agosto si sono visti staccare l’elettricità nella palazzina da loro occupata di via Monte Grigna 11, in Celadina, dai tecnici Enel, ora stanno cercando una via d’uscita dalla situazione attraverso degli incontri con il sindaco Giorgio Gori.

 

[Qui e in apertura, il murales di Blu sul palazzo occupato in Celadina (foto M. Rota)]

 

Dopo una prima “piazzata” proprio ad agosto, martedì 3 settembre un gruppo di attivisti ha incontrato a Palazzo Frizzoni il primo cittadino. «Chiederemo il riallaccio della luce e proporremo un progetto di autorecupero della palazzina», avevano annunciato, aggiungendo che «abbiamo deciso di ascoltare quello che ci verrà proposto». Una posizione, francamente, poco comprensibile: quale proposta dovrebbe fare il Comune? Per quanto il fine dell’azione del Comitato sia nobile (dare un tetto a persone in difficoltà), resta il fatto che stanno operando nell’illegalità, occupando uno stabile di proprietà comunale (e dunque pubblica, quindi di tutti noi) che, stando a quanto dichiarato in questi mesi dalla Giunta, grazie a un accordo con Aler verrà sistemato non appena liberato, con conseguente assegnazione delle abitazioni a persone che hanno fatto regolare richiesta.

Anche per questo motivo, e per l’apparente irremovibilità del Comitato dalle proprie posizioni, prima dell’incontro del 3 settembre dalle stanze di Palazzo Frizzoni filtrava l’intenzione di usare il pugno di ferro. Come a dire: vi abbiamo staccato l’elettricità perché non potevamo fare diversamente (l’ordine, del resto, è arrivato dal prefetto Elisabetta Margiacchi), ma siamo pronti allo sgombero dopo quasi sei anni di occupazione illegale. E invece, a incontro finito e dopo circa un’ora di chiacchierata col sindaco, le cose sembrano essere un po’ cambiate. Nessuna decisione, tant’è che le parti si sono date nuovamente appuntamento al…

 

Articolo completo a pagina 5 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 12 settembre. In versione digitale, qui.

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