Ma anche la Barbie

Pure il termostato si fa i fatti nostri Ecco tutta la tecnologia che ci spia

Pure il termostato si fa i fatti nostri Ecco tutta la tecnologia che ci spia
09 Dicembre 2015 ore 13:31

La tecnologia ci spia. Non è una frase da romanzo di fantascienza, è la realtà in cui viviamo. Gli aggeggi digitali di cui ci siamo circondati sono utili e in un certo senso hanno migliorato il nostro stile di vita, eppure ci hanno anche tolto qualcosa a cui prima non pensavamo neppure, perché la davamo per scontata: la privacy. A osservare le nostre abitudini, a registrare i nostri orari, il nostro battito cardiaco e il tragitto che facciamo ogni giorno per andare al lavoro o per fare la spesa, non sono soltanto gli strumenti “per adulti”. Ci si sono messe pure le bambole.

 

La Barbie “intelligente”

La versione Hello della Barbie ha una serie di funzioni smart che le permettono di rispondere alle domande dei bambini. E fin qui. Ciò che ha suscitato lo sdegno delle associazioni a difesa dell’infanzia è che le conversazioni sono registrate e inviate sui server di ToyTalk, partner di Mattel. L’azienda assicura che le informazioni sono protette, ma sarebbe tutt’altro che infondato il timore secondo cui verrebbero usate per fare ricerche di marketing sui bambini.

 

L’assistenza digitale

Sempre più oggetti tecnologici dispongono di un’interfaccia vocale che ci permette di controllarli a distanza, o di interagire con l’oggetto in questione senza nemmeno alzare un dito. La cassa bluetooth di Amazon, Amazon Echo, ne è un esempio. Il suo sistema di assistenza vocale si chiama Alexa e, per carità, è utilissimo: sa tutti i risultati sportivi, chiarisce dubbi di cucina, ci sveglia e sa fornirci previsioni meteo. Pare, tuttavia, che le richieste fatte ad Alexa vengano utilizzate per fare comparire sui dispositivi digitali pubblicità ad hoc.

Quando si parla di assistenti vocali, poi, non si può non accennare a Siri, la “voce” di Apple. Anche lei funziona in modo non proprio rispettoso della nostra privacy. Siri, infatti, può essere chiamata anche quando il telefono è bloccato e, in questo modo, chiunque può accedere ai nostri dati personali. Cortana, invece, nata in casa Microsoft, nonché nemesi di Siri, registra le nostre richieste, i nomi dei contatti, la frequenza con cui li chiamiamo, gli appuntamenti aggiunti al calendario e le parole inserite nel vocabolario. Tutto ciò per migliorare il servizio, è chiaro. A proposito di assistenti virtuali: Google Now, l’assistente elettronico di Google, è meno invasivo dei suoi parenti, perché salva le informazioni solo quando siamo connessi al nostro account. Piccolo problema: i dati vengono ugualmente memorizzati.

 

Le televisioni

La smart Tv di Samsung è la più impicciona, tanto che la stessa società aveva scritto, nelle policy sull’uso di questi apparecchi, una frase significativa: «Siate consapevoli che se le parole pronunciate includono informazioni personali o sensibili, queste informazioni saranno tra quelle acquisite e inviate a una società esterna per il fatto che state usando il riconoscimento vocale». Lo stesso discorso vale per i televisori di LG. Ascoltano e registrano tutto, imparando le nostre abitudini televisive. La nota positiva è che, in entrambi i casi, le “orecchie indiscrete” possono essere disattivate.

 

I videogame e il termostato

La Kinect, periferica della Xbox One, ci ascolta per accendere la consolle e ci riprende mentre la usiamo. Anche in questo, caso, però, può essere disattivata o sconnessa. Ma passi il videogame, lo smartphone e quant’altro: dopotutto, avevamo già il sospetto che ci “osservassero”. Ma il termostato, quello no. Eppure sembra proprio che la società Nest lo abbia dotato di una serie di funzionalità da James Bond. Sa dove ci troviamo, conosce le nostre abitudini e le informazioni sono dichiaratamente usate per scopi pubblicitari.

 

Orologi e occhiali

Ce lo leghiamo al polso, ma mica pensiamo che sia così interessato noi. Almeno non così tanto da rilevare: battito cardiaco, calorie bruciate e ingerite, tempo trascorso dormendo e fumando, più un’altra serie di abitudini più o meno intime. Praticamente, la nostra vita. Che finisce diretta nel cloud. Ma non è finita qui: ci sono persino degli occhiali che hanno una fotocamera e un sistema di registrazione HD che è praticamente impossibile notare. Potremmo quindi essere fotografati, o filmati, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

 

Auto e droni

Arriva la cavalleria del digitale spione: automobili e droni. Ci sono auto che registrano le abitudini di guida, come guidiamo e dove andiamo, mentre il GPS è una specie di libro mastro che sa davvero tutto, dal nostro indirizzo a quello degli amici, fino all’indirizzo della scuola dei figli. Pare, però, che il navigatore più intrusivo sia Waze, il navigatore social. Permette, infatti, di entrare in contatto con gli altri automobilisti e, secondo la polizia, potrebbe aiutare i criminali ad evitare i posti di blocco. E poi, ci sono i droni. Ovviamente è vietato dalla legge farli ronzare sulla testa dei vicini e nei centri abitati, ma come al solito c’è chi fa a modo suo e riprende la vita altrui dall’alto. Negli Stati Uniti è diventata una moda, tanto che sono state inventate delle munizioni anti-drone.

 

Si fa sul serio: le telecamere

Circola sul mercato, al prezzo di 200 euro circa, una telecamera che viene venduta dentro una bottiglia di acqua. Proprio così. Vederla è impossibile, a meno che sia controluce, e viene azionata con un telecomando. La parte centrale della bottiglia è cava, per contenere lo strumento, ma la parte superiore contiene vera acqua da bere.

Come se non bastasse, esiste pure una telecamera che rimane accesa anche quando vogliamo spegnerla. La Nest Cam, telecamera da sorveglianza della Nest, si comporta in modo strano. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Abi Research, i quali hanno notato che quando l’utente spegne la Cam, l’apparecchio emette un segnale LED per confermare lo spegnimento, ma in realtà resta accesa. Jim Mielke, di ABI Research, ha spiegato come se ne sono accorti: «Quando un dispositivo viene spento ci si aspetta che il suo consumo energetico diminuisca sensibilmente. In questo caso però il consumo elettrico cambia di poco quando premi il tasto di spegnimento, diminuendo da 370 a 340 milliampere. In genere lo spegnimento o lo stand-by diminuiscono il flusso di energia da dieci a cento volte». Quelli della Nest si difendono dicendo che la Nest Cam non si spegne mai del tutto, perché di solito viene riaccesa dopo poco tempo. La motivazione, di certo, non è delle più convincenti.

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