Una ricerca statunitense

A quale ora della giornata è bene assumere farmaci (e perché)

A quale ora della giornata è bene assumere farmaci (e perché)
Cronaca 08 Novembre 2014 ore 12:23

Punta la sveglia, non per darti il buongiorno ma per assumere proprio quel farmaco e in quel preciso momento, garantendo così la sua massima efficacia. Ovvero secondo le regole della cronoterapia. Alcuni ricercatori dell’Università della Pennsylvania sarebbero riusciti a creare una mappa degli orologi biologici che coordinano gli ingranaggi delle cellule e più in generale dell’organismo, scoprendo per ciascuna cellula il picco di massima attività. Questa golden hour è quella in cui l’organismo recepirà meglio le terapie traendone i benefici più elevati. Il tutto spiegato in uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas).

L’attività cellulare. Occorre pensare ad ogni cellula come ad una macchina complessa perennemente attiva e composta da una grande varietà di molecole, il cui lavoro è paragonabile a un’intricata catena di produzione in cui, a seconda dell’orario, si svolgono attività diverse. Ma perché ogni cosa funzioni a dovere è necessario che tutte le azioni siano perfettamente sincronizzate le une con le altre. Esiste infatti una sorta di ora esatta scandita dalle nostre abitudini e dall’alternarsi del giorno e della notte che dà il ritmo all’intero organismo e alle sue funzioni. Analizzando nei topi l’attività di migliaia di geni presenti in una decina di tessuti diversi, i ricercatori sono riusciti a capire che l’intero genoma è sotto il controllo di un gran numero di orologi, molti di più di quelli previsti o finora conosciuti, e in base a questi hanno realizzato una descrizione completa degli ‘orari’ di massima attività di ogni tipo di cellula e delle funzioni svolte nel tempo giornaliero.

 

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Anche i farmaci hanno il loro orario. Sembrerebbe impossibile, ma sullo stesso principio agiscono anche i farmaci, inserendosi nei diversi processi cellulari che variano nel corso della giornata. In pratica questo significa che la somministrazione di un determinato farmaco fatta negli orari giusti può potenziarne l’effetto mentre in un momento diverso, cronoterapicamente sbagliato, può essere inutile o dannoso. Il principio dei ‘farmaci da orario’ è quindi quello di consentirne un uso più equilibrato, ovvero nel momento in cui le proprietà terapeutiche sono esaltate, e soprattutto con dosaggi inferiori, fattore senz’altro significativo e positivo per l’intero organismo. È noto infatti che la funzionalità del corpo umano è soggetta a una serie di variabili che mutano i parametri fisiologici in base ai momenti della giornata, per cui l’orario in cui si assume un medicinale risulta fondamentale per il buon successo della terapia.

Come funziona la cronoterapia. Questo tipo di terapia potrebbe però scontrarsi con il problema dell’aderenza alla cura, mettendo in luce la difficoltà di modificare il comportamento di abitudini ormai consolidate nei pazienti che rispettano con fatica una disciplina basata su un orario di assunzione del farmaco, specie se ben determinato e costante nel tempo. Potrebbe invece aiutare sapere che alcuni farmaci anche di uso comune funzionano meglio: quando?

  • Antinfiammatori, antidolorifici e antipiretici: presi a stomaco pieno la sera, prima di coricarsi;
  • Lassativi: la sera prima di andare a letto;
  • Antigastrici: dopo i pasti;
  • Antistaminici: la sera prima di andare a letto;
  • Aspirina: se usata come antinfluenzale, la sera dopo cena. In caso di agente preventivo di ictus e infarti, al mattino perché mantiene più bassi i fattori di coagulazione.

 

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I successi. Uno dei maggiori e più recenti successi della cronoterapia riguarda il cortisone, in particolare per il trattamento delle patologie reumatiche, sia in monoterapia che soprattutto in associazione con altri farmaci. È stato osservato che l’organismo produce la risposta immune e infiammatoria durante la notte; di conseguenza, l’effetto più alto si avrà se il cortisone entrerà in circolo attorno alle tre di notte. A questo scopo, sono stati progettati dei cortisonici che, assunti alle dieci di sera, cominciano a produrre i propri effetti proprio nella fascia oraria ad hoc, diminuendo così la possibilità di sovradosaggi e di spiacevoli effetti collaterali. I sistemi a rilascio modificato riducono l’indolenzimento delle articolazioni al mattino, oltre a dare gli stessi benefici terapeutici delle formulazioni classiche.

Uno degli ambiti più promettenti.  Si tratta dell’oncologia. Il cancro può essere infatti considerato come lo sconvolgimento dell’orologio interno che regola la proliferazione delle cellule: partendo dal concetto che le cellule tumorali si differenziano da quelle sane, si sta studiando come intervenire sfruttando tale diversità e rendere meno nocivi gli effetti collaterali della chemioterapia.

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