Le perizie e i sospetti

Le ultime notizie sul caso del bimbo ucciso a Ragusa/1

Le ultime notizie sul caso del bimbo ucciso a Ragusa/1
02 Dicembre 2014 ore 05:00

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte del piccolo Loris Andrea Stival, il bimbo di 8 anni trovato senza vita sabato 29 novembre pomeriggio nei pressi di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Dopo l’autopsia sul corpo di Loris, eseguita ieri mattina (1 dicembre), era emersa con sufficiente chiarezza l’ipotesi di morte dovuta a strangolamento, oltre che alla possibilità che il piccolo abbia subito abusi sessuali prima di venir ucciso. Fra ieri sera e questa mattina, si sono fatte strada ulteriori e rilevanti novità, che, insieme alle nuove perizie di oggi pomeriggio, potrebbero restringere notevolmente il cerchio dei sospetti.

Abusi sessuali, ipotesi sempre più certa. In primo luogo, trova basi sempre più solide il sospetto che Loris abbia subito violenze sessuali prima della morte: pare che il bimbo sia stato trovato privo di biancheria intima sotto i pantaloni, quando invece, la mattina di sabato, era uscito di casa regolarmente vestito: elemento che certificherebbe in maniera quasi inequivocabile l’ipotesi di abusi.

Gli indagati. Gli inquirenti stanno inoltre concentrando le proprie attenzioni su tre piste ben precise, per quanto riguarda il presunto assassino: in primo luogo, sta prendendo corpo, con sempre maggior insistenza, il sospetto nei confronti di Orazio Fidone, il pensionato 65enne che per primo ha scoperto il cadavere di Loris nel pomeriggio di sabato; in secondo luogo, alcuni nuovi indizi porterebbero a ponderare il coinvolgimento di un adolescente, di età compresa fra i 15 e i 18 anni, ma dall’identità per il momento ancora ignota; infine, ma per ora resta la pista più debole, si indaga anche in merito a un possibile coinvolgimento familiare.

Per quanto riguarda la prima ipotesi, Fidone è stato sentito ieri sera per diverse ore dalla Procura di Ragusa: inizialmente, benché fosse abbastanza curioso che il pensionato ex cacciatore fosse riuscito a ritrovare il corpo senza vita di Loris in un luogo in cui nessuno avrebbe mai cercato a meno di non essere a conoscenza di informazioni ben precise, sembrava che le indagini non si stessero occupando di lui, se non per alcuni chiarimenti. Ma la svolta è arrivata ieri nel tardo pomeriggio, quando la Polizia ha trovato, presso l’abitazione di Fidone, alcuni bossoli di fucile che egli, in quanto non più cacciatore regolare, non avrebbe potuto detenere; la cosa, naturalmente, non ha una connessione diretta con l’omicidio di Loris, ma insinua comunque il dubbio che Fidone non sia un soggetto incline, per così dire, alla legalità. Oggi, nel pomeriggio, verranno effettuate accurate analisi all’automobile del pensionato, ovvero il mezzo con cui egli sarebbe giunto sul luogo del ritrovamento del piccolo; a coadiuvare nei rilevamenti scientifici sono giunti a Ragusa i professionisti dello Sco (Servizio centrale operativo), gli investigatori specializzati che, fra i tanti casi, stanno lavorando anche sulla morte di Yara Gambirasio. Ora, per quanto riguarda queste analisi sull’automobile, si procederà innanzitutto con l’esame del luminol, il quale però potrebbe non evidenziare le tracce più difficile di scovare; e qualora i risultati di questo primo test fossero negativi, si presenterebbe la possibilità di utilizzare solventi più efficaci, ma che avrebbero la controindicazione di essere irripetibili, ovvero, una volta utilizzati, farebbero sparire qualsiasi possibile traccia, correndo dunque il rischio che, nel caso in cui dovesse verificarsi un qualche inghippo o la necessità di ulteriori analisi, queste sarebbero precluse. Orazio Fidone è, dunque, considerato come un indagato a tutti gli effetti, tanto che, con ogni probabilità, nelle prossime ore gli verrà recapitato un avviso di garanzia.

Per quanto riguarda una seconda pista, ieri è stato convocato in Procura anche Christian, 18enne vicino di casa degli Stival; la ragione di questo interrogatorio sta in alcune dichiarazione effettuate dai compagni di scuola di Loris, che avrebbero riferito di aver visto più volte il piccolo in compagnia di un ragazzo più grande, con il quale andava in giro in motorino. Christian rappresenta il più immediato identikit, ma per ora su di lui gravano labili ipotesi e nulla più. Resta comunque il fatto di questo rapporto strano e tutto da indagare fra Loris e un adolescente per il momento di ignota identità. La Procura sta setacciando ogni tipo di registrazione video del paese nel tentativo di scovare un qualche possibile indizio in merito.

Infine, si batte anche la pista famigliare: è ormai pressoché certo che chiunque abbia portato via da scuola, e successivamente ucciso, il bambino fosse qualcuno che Loris già conosceva; solo così si spiegherebbe la tranquillità con cui il piccolo si sia allontanato da scuola sabato mattina, senza alcun tipo di urlo o simili, e soprattutto la testimonianza di una donna, per il momento ancora non identificata, che ha riferito di aver visto Loris camminare da solo per strada intorno alle 9 del mattino, e a cui, dopo avergli chiesto se avesse bisogno di aiuto, il bambino ha risposto che andava tutto bene: qualora Loris si stesse recando da lui, la serenità con cui avrebbe risposto alla donna porterebbe a concludere che i due già si conoscessero.

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