La fine dei giacobini

Quando Luglio era Termidoro

Quando Luglio era Termidoro
28 Luglio 2014 ore 10:26

Il 28 Termidoro c’è stato una sola volta nella storia dell’umanità. Era il 28 luglio 1794 e a Parigi moriva Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre. L’avvocato che aveva guidato i giacobini durante la Rivoluzione francese finì per cadere sotto la stessa lama che già era calata su tante teste nobili.
Nato ad Arras nel 1758, entra a fare parte dell’Assemblea degli Stati generali, come rappresentante della contea dell’Artois. Partecipa all’Assemblea costituente, dove sostiene il suffragio universale e il diritto all’istruzione gratuita. Presidente del club dei giacobini, così chiamati perché hanno sede nell’ex convento domenicano di San Giacomo, chiede che il re Luigi XVI venga sottoposto a processo. Robespierre è tra coloro che votano, e ottengono, la morte per ghigliottina del sovrano deposto. È proprio in occasione del processo che i girondini, l’ala moderata della Rivoluzione, accusano Robespierre di aspirare alla dittatura: l’accusa si rivelerà profetica.

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Dopo una serie di sollevazioni popolari, sobillate dalla paura di una guerra contro Austria e la Prussia, Robespierre riesce infatti a imporre una nuova Costituzione e un nuovo organo politico, il Comitato di Salute Pubblica, incaricato di epurare gli stessi quadri rivoluzionari. Ha così inizio il Regime del Terrore, durante il quale viene istituita la leva di massa e imposto il culto dell’ “Essere supremo”.

La posizione di potere raggiunta da Robespierre comincia a indebolirsi, allorché la possibilità di un’invasione esterna diventa sempre più remota. Si mormora che voglia restaurare la monarchia costituzionale del 1791 e diventare reggente del regno, per conto del delfino Luigi Carlo, rimasto orfano dopo l’esecuzione di Maria Antonietta, nel 1793. Altri sospettano che abbia pagato la predicatrice Catherine Theot, per essere presentato come il nuovo Messia. Nel discorso tenuto alla Convenzione il 26 luglio 1794, Robespierre non cerca di confutare le voci, ma parla di possibili cospirazioni contro la Repubblica, della necessità di punire alcuni deputati che avevano abusato del loro potere e di rinnovare il Comitato di Salute Pubblica e della Sicurezza Generale. Un messaggio che è letto come una minaccia velata e che contribuisce a riscaldare gli animi.

Il giorno successivo si levano proteste contro i sostenitori di Robespierre, il quale manca di reagire prontamente alle offese. L’imprevisto venir meno della sua celebre eloquenza induce gli avversare ad esclamare la frase celebre: è il sangue di Danton che ti soffoca! (Danton era uno dei protagonisti della Rivoluzione caduto sotto la ghigliottina). Nel tardo pomeriggio, Robespierre, suo fratello, Philippe-François-Joseph Le Bas, e i sostenitori Saint– Just e Couthon vengono arrestati. Poiché nessuna prigione si dichiara disposta ad aprire le proprie porte a Robespierre, viene rimesso in libertà e scortato dalle truppe della Comune di Parigi all’Hôtel de Ville. La Convenzione, però, reagisce duramente e manda la Guardia nazionale ad impadronirsi dell’edificio. Robespierre viene arrestato insieme ai compagni e riceve un colpo di proiettile che gli frattura la mascella. Quattordici ore dopo è condotto al cospetto di Madama Ghigliottina, in Place de la Révolution. Viene giustiziato, senza essere sottoposto a processo.

La morte di Robespierre pone fine al periodo del Terrore giacobino e lascia spazio a un altro Terrore, questa volta destinato ad eliminare gli stessi giacobini. Il Governo di Termidoro (Termidoro era il nome dato al mese di luglio dai rivoluzionari, ndr) si sarebbe protratto fino al 1795, quando sarebbe stato seguito dal Direttorio e dalla nascita della Terza Repubblica, quella di Napoleone III.

 

La rivoluzione francese, qualche data.

5 maggio 1789. Luigi XVI convoca a Versailles l’Assemblea degli Stati Generali.
17 maggio 1789. Poiché viene negata la possibilità di votare per testa, il Terzo Stato, quello che è escluso dal clero e dall’aristocrazia, si riunisce in Assemblea nazionale.
20 giugno 1789. Il Terzo Stato non avrebbe sciolto l’assemblea fino a quando non si fosse dotato di una Costituzione (Giuramento della Pallacorda).
9 luglio 1789. Nasce l’Assemblea Nazionale Costituente. Gli altri due Stati si uniscono al Terzo.
14 luglio 1789. Presa della Bastiglia.
26 agosto 1789. Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.
2 novembre 1789. I beni del clero vengono incamerati dal governo rivoluzionari e venduti all’asta.
1790. Viene promulgata la costituzione civile del clero. I sacerdoti diventano stipendiati statali.
20 giugno 1790. Fallisce il tentativo di fuga del re, Luigi XVI.
3 settembre 1791. È approvata la Costituzione.
20 settembre 1792. Viene costituita la Convenzione, eletta a suffragio universale maschile.
21 gennaio 1793. Luigi XVI viene ghigliottinato.
16 ottobre 1793. Maria Antonietta viene ghigliottinata.

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