Uno studio della Harvard School di Boston

Quando un po’ di acidità fa bene (Parliamo di yogurt e diabete)

Quando un po’ di acidità fa bene (Parliamo di yogurt e diabete)
17 Dicembre 2014 ore 12:08

All’incirca 28 grammi al giorno o 4 vasetti e mezzo a settimana per maggiore praticità: sarebbe questo il consumo di yogurt ideale per combattere il diabete di tipo 2 e abbassarne il rischio di insorgenza del 18 percento (e forse più). Un’indicazione ‘alimentare’ che, se dovesse essere confermata da altri studi, potrebbe davvero essere preziosa, stante anche il fatto che, ad oggi, i diabetici nel mondo sono circa 366 milioni, con proiezioni in crescita con oltre 552 di casi milioni entro il 2030.

Lo studio. A suggerire la possibile correlazione tra il consumo di yogurt e il ridotto rischio di sviluppare la malattia è un team di ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston (USA), che hanno pubblicato di recente i risultati delle loro indagini sulla rivista BMC Medicine, dopo aver rivalutato tre studi prospettici sull’influenza dei prodotti caseari, quali latte, latticini, formaggio e yogurt, sulla salute.

Hanno così analizzato, attraverso un questionario ad hoc, le abitudini dietetiche e gli stili di vita di un gruppo di oltre 200mila persone, tutte attive nel campo sanitario/veterinario (dentisti, farmacisti, medici, osteopati, podologi, infermiere e veterinari appunto), senza malattie come diabete, cancro o patologie cardiovascolari all’inizio dello studio e di età compresa fra i 25 e i 75 anni, monitorandoli poi per due anni. Particolare attenzione è stata data al consumo dei latticini e allo sviluppo di diabete, secondo l’obiettivo della ricerca.

 

Fruit-and-yogurt

 

I risultati. Durante gli anni di controllo monitorato, sono stati registrati oltre 15mila casi di diabete di tipo 2. Opportunità che ha consentito ai ricercatori di non osservare alcuna particolare relazione fra insorgenza della malattia e consumo totale di latticini ma di notare invece che elevati consumi di yogurt si associavano a un minor rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Integrando fattori di rischio di malattia cronica (età e indice di massa corporea) e incrociando i risultati ottenuti con quelli di altri studi, è stato possibile associare a questo scudo protettivo un abbattimento del rischio di malattia del 18 percento, con circa 28g di yogurt giornalieri.

Ma perché lo yogurt farebbe bene al metabolismo? Ancora non è chiaro e bisognerà avviare ulteriori studi per decifrarne l’esatto meccanismo, ma una prima ipotesi è che i probiotici, ossia i microrganismi (soprattutto batteri) viventi e attivi, contenuti anche nello yogurt e presenti in numero sufficiente per esercitare un effetto positivo sulla salute, riescono a migliorare il profilo dei grassi e degli antiossidanti in persone diabetiche di tipo 2. Questi potrebbero contrastare anche l’insorgenza della patologia, riducendone il rischio.

 

Yogurt-fatto-in-casa

 

Precedenti studi. Lo studio della Harvard School confermerebbe quindi quanto già dimostrato circa questo alimento – e i prodotti lattiero-caseari in genere – da altre precedenti ricerche. La prima condotta dall’Università di Cambridge e pubblicata sulla rivista Diabetologia dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete attesterebbe una riduzione del rischio del 24-28 percento consumando prodotti fermentati e a basso contenuto di grassi, come yogurt e ricotta.

Mentre un altro studio, più ampio, l’EPIC-Norfolk, che ha coinvolto oltre 25mila uomini e donne di Norfolk (Regno Unito), ha analizzato il registro della dieta giornaliera e gli alimenti più consumati in una settimana da 753 persone che avevano sviluppato il diabete di tipo 2. Le informazioni ottenute sono state confrontare coi dati raccolti da oltre 3.500 partecipanti selezionati in modo casuale, e seguiti per un periodo di follow-up di undici anni. È stato così possibile esaminare il rischio di diabete in relazione al consumo totale di prodotti caseari in genere e anche ai singoli prodotti. Sebbene il consumo in generale di prodotti lattiero-caseari, sia ad alto che basso contenuto di grassi, non sia stato associato con l’insorgenza del diabete di tipo 2, è stato rilevato però che un maggior consumo di yogurt e formaggi fermentati freschi e a basso contenuto di grassi era associato a un rischio ridotto del 24% nel nell’arco di 11 anni e in relazione alla mancata introduzione di questo alimento nella dieta. Una riduzione del rischio si manteneva inalterata anche dopo aver considerato fattori come lo stile di vita, i livelli di istruzione, l’obesità, altre abitudini alimentari e l’apporto calorico totale. Con una percentuale ancora più elevata fino a punto del 28% se il prodotto lattiero-caseario consumato in questione era lo yogurt e in una quantità media pari a quattro vasetti e mezzo da 125 g alla settimana. Insomma un po’ di acidità, almeno in tema di salute, sembra davvero fare bene.

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