Intervista di Guido Guidi Guerrera

Quanto ci piace Radio Sportiva

Quanto ci piace Radio Sportiva
04 Dicembre 2015 ore 11:10

Una radio che da cinque anni appena scoccati racconta e fa vivere emozioni. Un’emittente che si prefigge di sconfiggere la noia. Promessa perfettamente mantenuta e ben lungi dall’essere soltanto uno slogan perché Radio Sportiva mostra ogni giorno di essere una efficace calamita nel saper catturare all’ascolto un numero incredibile di persone. E non si tratta soltanto dei cosiddetti “fissati” del calcio, ma di tutti gli amanti dello sport nelle sue molteplici declinazioni, in quanto espressione di cultura sociale e peculiare stile di vita. Voci simpatiche, fresche accattivanti quelle di Radio Sportiva, capaci di trasmettere dosi massicce di “passione sportiva” con il dono dell’immediatezza e della professionalità.

«Zero ostentazione». «Eppure questo piccolo, grande miracolo si realizza giorno dopo giorno senza ombra di ostentazione o retorica». Commenta così Fabio Gennari che da Bergamo è corrispondente della radio sin dalla sua nascita, tutte le volte che c’è da raccontare quel che succede all’Atalanta, dentro e fuori del campo. «Sono tutti ragazzi eccezionali, di indiscussa esperienza radiofonica e dotati di una straordinaria proprietà e fluidità di linguaggio. La sintonia con loro è stata da sempre eccellente e il fatto di avere festeggiato assieme questo primo lustro di vita mi riempie di gioia e di orgoglio». Obiettivi che si conquistano solo facendo molto, molto bene e oggi premiano con l’evidenza di numeri sempre in crescita: si parla adesso del non indifferente traguardo degli ottocentomila ascolti giornalieri. Strappandolo al suo convulso lavoro raggiungiamo al telefono Andrea Capretti, caporedattore e una delle ‘”voci” della radio.

 

[La squadra di Radio Sportiva]

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Andrea, cosa significa per Radio Sportiva questo compleanno?

Il primo giro di boa di una bella faticaccia che alla fine ci sta dando ragione. E il regalo più bello viene dai tanti ascoltatori che apprezzano il nostro modo di raccontare lo sport e sono pronti a considerarci parte della loro stessa quotidianità.

Come si potrebbe definire la vostra squadra?

Assolutamente “super” per l’impegno e la dedizione prodigati sin dall’inizio di questa avventura, e grandiosa per la versatilità camaleontica con cui riesce ad essere costantemente all’altezza dei vari compiti.

Che rapporto avete con tifosi e ascoltatori?

Ci auguriamo il migliore di questo mondo! Cerchiamo di incrementare sempre più gli spazi a loro dedicati in diretta, la lettura dei messaggi e la presenza sui social network con la speranza di riuscire ad esaudire le tante esigenze. Inoltre non vogliamo deludere il pubblico che apprezza in modo particolare il nostro atteggiamento al di sopra delle parti, pur aperto nei limiti deontologici alla critica. Insomma senza rinunciare all’enfasi cerchiamo di non fare torto a nessuno.

A cosa puntate?

A raggiungere il maggior numero possibile di ascoltatori e ad allargare le frequenze offrendo la massima copertura. Siamo tutti giovani ed è ovvio che ci piace credere che saliremo sempre più in alto!

Conta di più la passione o lo share?

All’inizio lo share era una quasi ossessione perché essere esordienti equivale a essere soggetti a forti penalizzazioni. Adesso le cose sono per fortuna cambiate e senza pressioni particolari possiamo dare libero sfogo a quella passione che comunque ci ha sempre motivati.

 

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La vostra è una scommessa ormai vinta?

Spero di sì. L’idea iniziale era quella di penetrare efficacemente in un mercato nel quale era assente una simile realtà. Per il fatto stesso di esserci riusciti posso affermare allo stato delle cose che la scommessa è stata vinta.

Una curiosità per i lettori di Bergamo Post?

Ne avrei a centinaia. Come tutti i network anche noi conserviamo una raccolta di “perle” che a seconda dei casi hanno la nostra firma o quella degli ascoltatori. Nei momenti di svago tiriamo fuori il “dossier” e ci facciamo quattro risate… Ricordo, ad esempio, quella volta in cui proprio nell’istante stesso dell’arrivo di una gara di sci cadde la mannaia di una interruzione pubblicitaria. Che fare? L’atleta aveva abbondantemente tagliato il traguardo così noi, imperturbabili all’apparenza, abbiamo inventato una finta diretta esagerando stupore e meraviglia per un esito già noto.

A chi dedicate questo successo?

A titolo personale devo molto alla mia famiglia a cui sono profondamente grato, mentre sotto l’aspetto professionale voglio ringraziare il mio editore, ma anche Fabio Russo e il direttore dell’emittente Cristiano Puccetti. Dico grazie ai nostri ragazzi: siamo più di una dozzina in redazione, davvero una bella squadra: Fabio Russo, Daniele Tirinnanzi, Tommaso Fabiani, Marco Rosignoli, Andrea Pratellesi, Dario Ronzulli, Filippo Baffa, Simone Bargellini, Andrea Baldini, Valentina Ballarini, Francesco Benvenuti, Francesco Gensini, Marco Bisacchi… Ringrazio i tecnici che ci assistono e non posso dimenticare i corrispondenti che da tutta Italia colorano con i tratti delle identità territoriali la nostra radio. Tuttavia la mia dedica più grande in assoluto la faccio al pubblico degli ascoltatori cui dico semplicemente ma con tutta la passione sportiva: grazie!

 

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