Dalla culla alla maggiore età

Quanto costa crescere un figlio

Quanto costa crescere un figlio
07 Febbraio 2015 ore 14:39

Periodicamente, tra le pagine dei giornali, compare la notizia che in Italia, così come anche in tante altre parti del mondo, non si fanno più figli come una volta. Questo dato, confermato ogni anno da diverse indagini Istat, ci ricorda che dal 2009 il nostro Paese sta assistendo ad un drastico calo di nascite. Perché? Da un lato, tante coppie scelgono di metter su famiglia sempre più tardi, dall’altro, invece, i giovani sposati non hanno più la minima intenzione di continuare la propria dinastia. E poi c’è lei, la maledetta crisi. Già, perché è vero che i bambini nascono per l’amore tra due persone ma poi vanno anche fatti crescere con un pizzico di dignità. Insomma, costano. E anche tanto.

Federconsumatori, attraverso il suo Osservatorio Nazionale, ha svolto un’interessante indagine dalla quale è emerso che per una famiglia con reddito che si aggira intorno ai 34mila euro annui, crescere un figlio fino alla maggiore età costa mediamente 171mila euro. Sempre secondo questa ricerca, è emerso che una delle fasi più impegnative dal punto di vista economico si verifica fino al  primo anno di vita del bambino. In quel periodo, le spese variano da un minimo di 6.766,90 € ad un massimo di 14.427,73 €, con un aumento medio del 2-3 percento rispetto al 2013.

 

 

Costi non considerati. Tra le cifre fornite dall’indagine elaborata da Federconsumatori ci sono comunque diverse spese che non sono state prese in esame. Per esempio, bisogna considerare che, ancor prima della nascita del bambino, la coppia interessata deve già sostenere alcune spese che non sono affatto insignificanti dal punto di vista economico. Tra queste si possono contare test di gravidanza, visite, ecografie, farmaci e abbigliamento idoneo, per una spesa totale che si aggira intorno ai 2mila euro. E questi sono i costi cosiddetti prenascita.

Poi, dopo la maternità, diverse coppie sono costrette a mandare i figli in un asilo nido oppure a pagare una babysitter a tempo pieno. Per un asilo privato, i costi mensili vanno da un minimo di 500 euro fino ad un massimo di 750 euro. Nel caso della tata, invece, si va da un minimo di 8 euro ad un massimo di 10 euro l’ora. Inoltre lo studio sopra citato non include neppure le spese pubbliche di cui lo stato si fa carico. E si tratta di spese tuttavia non irrilevanti visto che nel periodo da 0 a 18 anni superano i 50mila euro per ragazzo.

 

 

Qualche dato sulle nascite in Italia. Secondole ultime ricerche e indagini Istat, nel 2013 sono nati 514.308 bambini, quasi 20mila in meno rispetto al 2012. Questo dato conferma che è in atto una nuova fase di riduzione della natalità, con oltre 62mila nascite in meno a partire dal 2008. Al momento, i numeri relativi allo scorso anno non sono ancora disponibili, ma possiamo correttamente immaginare che il trend negativo sia continuato anche nel 2014. Questi dati sono influenzati anche dal forte calo dei matrimoni, registrato nell’ultimo quinquennio (circa 53 mila nozze in meno). I nati all’interno del matrimonio, infatti, sono scesi sotto quota 400mila: nel 2013 erano appena 380.863, quasi 83mila in meno in 5 anni. I nati da genitori non coniugati, invece, si mantengono intorno a 133mila. Prosegue anche la diminuzione della fecondità iniziata nel 2009: nel 2013 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,39 (rispetto all’1,46 del 2010).

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