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Limiti al turismo "mordi e fuggi"

Quanto costerà entrare a Venezia ora che hanno approvato il ticket

Quanto costerà entrare a Venezia ora che hanno approvato il ticket
Cronaca 02 Gennaio 2019 ore 05:00

Biglietto d’ingresso per entrare a Venezia. Lo ha deciso il governo inserendo nella legge di Bilancio questa misura fortemente richiesta dal sindaco della città lagunare Luigi Brugnaro. Così Venezia viene messa sul piano delle cinque isole, grandi mete turistiche, per le quali già si paga il ticket: Capri, Elba, Ponza, isola del Giglio e Maddalena. Una misura pensata per il turista mordi e fuggi, che entra a Venezia in giornata e quindi non paga la tassa di soggiorno stando almeno una notte in albergo. È una tassa pensata in particolare per i turisti da crociera che sbarcano dalle grandi navi che in tanti vorrebbero bandire dalla Città lagunare e che ora saranno quanto meno costretti a lasciare questo “obolo” per i disturbi arrecati. Infatti è un turismo che in gran parte vive la città con pranzo al sacco che fa parte del “pacchetto viaggio” e che quindi spende poco e lascia dietro di sé solo i rifiuti. Non a caso per dare l’idea dell’assedio che Venezia vive, il sindaco Brugnaro ha spiegato che nei giorni di grande affollamento i servizi di nettezza urbana devono svuotare i cestini ogni mezz’ora.

 

 

Si pagherà una cifra oscillante tra i 2,5 e i 10 euro, a seconda che si sia nei periodi di punta o meno. Ad esempio se si arriverà in treno nel periodo del Carnevale, si pagherà il biglietto 10 euro in più, poi saranno le ferrovie a girare la tassa pagata al comune di Venezia. Stessa cosa varrà per chi arriva in città con i pullman turistici, mentre saranno con ogni probabilità esentati i viaggiatori in arrivo all’aeroporto di Tessera, perché è un tipo di turista che si ferma più di un giorno in città. Per altro sarebbe difficile distinguere chi arriva all’aeroporto per andare a Venezia o non invece in altre località. È dunque una tassa sul turismo mordi e fuggi che in questi anni ha raggiunto livelli difficilmente gestibili, portando il volume di ingressi a Venezia a sfiorare i trenta milioni di presenze all’anno.

 

 

 

Secondo le statistiche sarebbero circa 20 milioni quelli che nel 2017 sono arrivati in laguna restando dalla mattina alla sera. Dieci milioni invece quelli che vi hanno trascorso almeno una notte. Se la tassa di soggiorno che quest’ultima categoria di turisti garantisce è stata di trentatré milioni nel 2017, quella che deriverà dal nuovo ticket è valutata tra i cinquanta e i sessanta milioni che finiranno nelle casse del Comune, si spera per migliorare i servizi. Mancano ancora i regolamenti, per i quali il sindaco Brugnaro ha previsto circa due mesi di tempo. Ma la speranza è che la tassa funzioni anche un po’ da disincentivo per chi viene a Venezia solo per una toccata e fuga.

L’attesa è che i numeri dei turisti dopo anni di crescita continua inizino a calare per rendere gestibile una situazione che in tante giornate sembra scappare di mano. Se Venezia è un gioiello prezioso, è bene che le persone ne abbiano la percezione. La gratuità di ingresso da questo punto di vista non favoriva una consapevolezza della bellezza e dell’unicità della città e in fondo generava tante forme di turismo selvaggio che in questi anni hanno sporcato l’immagine di Venezia.

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