La significativa scoperta

Quanto fa bene l’olio d’oliva che previene anche il tumore

Quanto fa bene l’olio d’oliva che previene anche il tumore
Cronaca 05 Novembre 2014 ore 12:43

Aumentano proprietà e benefici sulla salute dell’olio di oliva, specie quello  extravergine Dop di prima spremitura, raccomandato dalla buona tavola mediterranea. Aiuta a ridurre, si sa, le quantità di colesterolo LDL, quello cattivo; diminuisce  fino al 30 percento la possibilità di infarto cardiaco e abbassa la pressione arteriosa. Grazie all’azione antiossidante di polifenoli e vitamina, poi, contribuisce anche a prevenire l’arteriosclerosi e l’invecchiamento delle cellule.

A questo ricco bagaglio protettivo oggi se ne aggiungerebbe un altro altrettanto e forse ancora più prezioso: l’olio extravergine di oliva potrebbe infatti aiutare a ridurre, dopo il tumore del seno, anche il rischio di sviluppare una patologia maligna del colon. La ricerca che lo attesta, appena pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Nutritional Biochemistry, è stata condotta principalmente da tre atenei italiani, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Università degli Studi di Teramo e di Camerino con la collaborazione del Karolinska Institute di Stoccolma.

 

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La ricerca. Le potenzialità terapeutiche dell’olio di oliva contro l’insorgenza di tumori del colon, ovvero dell’ultimo tratto dell’apparato digerente, erano presunte da tempo. Ma mancava ancora la conferma scientifica dell’efficacia, che ora pare essere arrivata: ricercatori italiani avrebbero messo in luce il meccanismo grazie al quale l’olio d’oliva potrebbe porre una barriera alle probabilità di insorgenza al tumore del colon.

Una scoperta significativa, considerando che solo in Italia ogni anno colpisce 40 mila donne e circa 70 mila uomini, classificandosi al secondo posto (dopo quello al seno) fra i tumori femminili più diffusi e al terzo per il genere maschile (dopo quello al polmone e alla prostata). L’olio extravergine di oliva favorirebbe infatti la produzione di un particolare gene che funge da oncosoppressore, chiamato CNR1, il quale a sua volta esprime un altro recettore molto importante in grado di regolare i meccanismi all’origine delle alterazioni dei geni sensibili ai fattori ambientali, come la dieta. E il tumore al colon ha come diretta conseguenza un regime alimentare sbagliato.

Le indicazioni terapeutiche oliarie. Dunque, secondo i dati preliminari emersi dallo studio, adeguate quantità di olio extravergine d’oliva nell’alimentazione, possibilmente arricchita con altri nutraceutici, ovvero cibi con particolari proprietà benefiche, potrebbe favorire la riduzione o la correzione di alterazioni genetiche legate alla tavola.

Ma non solo: la ricerca rafforzerebbe anche l’ipotesi che questo condimento aiuterebbe anche a contrastare altre patologie in crescita, quali alcuni disturbi neurologici, il diabete e l’obesità, che negli ultimi anni sta sempre più interessando anche bambini e adolescenti.

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Le proprietà certificate dell’olio di oliva. L’etichetta di virtuoso gli si addice.

  • Perché è un alimento anticolesterolo cattivo, che, potenziando la formazione di quello buono, favorisce l’integrità delle arterie ripulendole da eventuali placche arteriosclerotiche e dal colesterolo LDL, anch’esso un fattore di rischio importante per il cuore e le malattie cardiovascolari.
  • Ed è anche antiage, svolge cioè un’azione antiossidante attraverso gli acidi grassi e le vitamine soprattutto E, A, D e K che combattono i radicali liberi, maggiori responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Non a caso l’olio viene utilizzato anche nella cura di alcune patologie delle pelle, anche di quelle più sensibili.
  • Potenzia la crescita; con i suoi grassi insaturi assicura lo sviluppo equilibrato dei bambini aiutando il tessuto cellulare ad assimilare sostanze indispensabili per diventare grandi. Non fare, dunque, mai mancare un filo di olio nelle pappe.
  • Dona regolarità intestinale esercitando un’azione lassativa, più efficace a digiuno; contribuisce a correggere la stipsi cronica ed il consumo regolare riduce i rischi di ulcere gastriche e duodenali con un effetto protettivo contro la formazione di calcoli biliari e la buona funzionalità epatica.
  • Non ultimo è un alimento dall’alta digeribilità, al 100 percento contro l’85 percento dell’olio di semi di girasole, ad esempio, dell’81 percento di quello di arachidi e solo del 36 percento dell’olio di semi di mais.

Come mai “pizzica” la lingua? Se, gustando l’olio extravergine, la sensazione che si avverte è di una stimolazione delle papille, è indice della presenza di una sostanza antinfiammatoria, chiamata oleocantale, scoperta di recente, con effetti simili a quelli di alcuni antidolorifici. Quasi meglio ricorrere all’olio, quindi, che a un farmaco. Naturalmente laddove possibile.

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