L'andamento dell'epidemia dal 12 al 17 ottobre

Quarto record consecutivo di contagi in Italia: sale l’attesa per il nuovo Dpcm

Secondo l’Istituto superiore di sanità, l’Italia è entrata nella fase acuta dell’epidemia. Oggi (sabato 17 ottobre) vertice tra Palazzo Chigi e Comitato tecnico scientifico per stabilire le nuove misure restrittive

Quarto record consecutivo di contagi in Italia: sale l’attesa per il nuovo Dpcm
Cronaca 17 Ottobre 2020 ore 18:20

Come annunciato dall’Istituto superiore di sanità, l’Italia è entrata nella fase acuta dell’epidemia. Il Covid da ormai una settimana ha accelerato bruscamente, tanto che i contagi diagnosticati sull’intero territorio nazionale oggi, sabato 17 ottobre, sono 10.925 a fronte di 165.837 tamponi analizzati. In Lombardia, invece, sono state accertate 2.664 positività grazie all’esecuzione di 29.053 test molecolari.

Per questa ragione, da oggi fino al 6 novembre, dopo un’iniziale sospensione delle visite da parte dei parenti agli ospiti delle Rsa, è entrata in vigore in Lombardia una nuova ordinanza che blocca gli sport di contatto a livelli dilettantistici, prevede la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori e limita ulteriormente la movida (tra cui il divieto di vendita da asporto di qualsiasi bevanda alcolica e di consumo di cibi e bevande dopo le 18 su aree pubbliche).

In questo quadro a tinte fosche rassicurazioni arrivano dal professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico, che al Corriere della Sera ha dichiarato che si ha ancora tempo per piegare la curva dei contagi: «Non ritengo vi siano elementi che possano indirizzarci a prevedere un prossimo, nuovo lockdown, né tantomeno un lockdown da realizzarsi in un tempo così definito, ma ancora relativamente lontano, quale le festività natalizie».

La domanda è: in che modo evitarlo? Dei negazionisti al momento (e speriamo per sempre) si sono perse le tracce e tutta la comunità scientifica lancia appelli alla prudenza e alla responsabilità individuale che, poi, sono sempre gli stessi: distanziamento, utilizzo delle mascherine e igiene frequente delle mani. Nel frattempo Palazzo Chigi è al lavoro per un’ulteriore stretta, visto che il Dpcm firmato lo scorso 13 ottobre è già diventato obsoleto. Oggi pomeriggio si è svolto un vertice con il Comitato tecnico scientifico e il nuovo provvedimento dovrebbe essere annunciato tra domani e lunedì. Qualche indiscrezione è già trapelata; tra le misure più pesanti al vaglio dell’Esecutivo vi sarebbero l’introduzione di un coprifuoco sul modello francese, che potrebbe scattare alle 22 o alle 23, e la limitazione (o chiusura) di palestre, parrucchieri e centri estetici.

A preoccupare gli esperti non è soltanto l’andamento dei contagi ma, soprattutto, quello dei ricoveri. In Lombardia lunedì (12 ottobre) si contavano 50 pazienti in rianimazione e 463 ricoveri nei reparti ospedalieri, oggi i malati in terapia intensiva sono 96 mentre i degenti non gravi 943. Ragion per cui la direzione generale Welfare del Pirellone ha dato mandato agli ospedali lombardi di incrementare il numero di posti letto a disposizione nei reparti. Il piano ospedaliero regionale prevede l’attivazione nei 18 ospedali di riferimento di 150 posti per la terapia intensiva, 400 di sorveglianza sub-intensiva e 1.000 posti letto nei reparti ordinari. Arrivati alla soglia di 150 malati intubati ripartirà l’attività anche degli ospedali alla Fiera di Bergamo e di Milano.

La speranza del presidente Attilio Fontana, condivisa da tutti, è che non si debba ricorrere alle due strutture sanitare. Il dato di fatto è che Dpcm o non Dpcm servirà ancora tempo prima di vedere gli effetti positivi delle nuove misure restrittive.

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