Premiate le 600 trasferte di Panza

Quelli allo stadio, facce da 0-0

Quelli allo stadio, facce da 0-0
17 Marzo 2015 ore 08:45

Il risultato è stato scialbo, ma il pomeriggio dei tifosi dell’Atalanta è stato un concentrato di emozioni. Contrariamente da quanto si sperava, non sono state tutte positive ma nessuno può negare che nelle due ore abbondanti vissute al Comunale, si siano attraversati gli stati d’animo più disparati. Attesa, fiducia e carica prima, illusione e convinzione di farcela durante il primo tempo, ansia e preoccupazioni dopo l’intervallo e alla fine, dall’espulsione di Carmona in poi, paura e scoramento. Sugli spalti, almeno 14mila persone: il rinvio della sfilata di “Mezza Quaresima” ha liberato anche tutti gli indecisi che non sapevano cosa scegliere e alla fine lo stadio ha risposto ancora una volta presente. Tutto è iniziato con grande carica, lo 0-0 ha il sapore del brodino ma la sensazione è che a Bergamo, con un ambiente così, l’Atalanta può farcela. Deve farcela.

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I primi cori. Lo stadio è andato via via riempiendosi dalle 14 in avanti. Il cielo non prometteva nulla di buono ma le previsioni erano addirittura peggiori. La Curva Pisani si è riempita dopo le 14.30 e i primi cori per la squadra sono arrivati circa 10 minuti dopo l’ingresso in campo per il riscaldamento di Denis e compagni. «Noi vogliamo questa vittoria» è stato l’urlo partito dalla Pisani alle 14.41. Emblematico che il primo coro sia andato a un giocatore molto in difficoltà in queste settimane. «German, German, Denis, Denis», hanno cantato gli ultras. Tutti in curva sono convinti che le paure si scacciano solo con i gol di chi, a Bergamo, ne ha messi 48 in 4 stagioni di serie  A. «Atalanta noi ci crediamo», è stato il secondo coro intonato per tutto il gruppo mentre il rientro del folletto argentino Moralez è stato salutato da una ripetizione corale del suo nome, accompagnato da tutto lo stadio con applausi sinceri.

Stadio compatto. Se dalla Curva il sostegno non è mancato, va sottolineato come anche il resto dello stadio era carico e convinto di vincere. In Curva Morosini il gruppo dei Forever ha iniziato subito con i propri incitamenti e pure nelle due tribune l’attesa era molto alta. In Creberg i ragazzi delle giovanili della provincia si sono sistemati ordinatamente nel parterre e le giacche a vento sociali hanno dipinto un bell’arcobaleno. In Tribuna Centrale i tifosi più facoltosi hanno preso posto in attesa di godersi una bella partita, e i giocatori indisponibili hanno seguito la gara in posti diversi: D’Alessandro e Zappacosta insieme ad Estigarribia si sono seduti in Tribuna poco più in là dell’ex Igor Budan, Raimondi è stato pizzicato a bordo campo con una casacca fluorescente, mimetizzato tra gli addetti al campo.

L’omaggio a Panza. Alle 14.45 lo stadio ha reso omaggio a Tullio Panza: lo storico componente del Centro di Coordinamento Club Amici dell’Atalanta ha tagliato la scorsa settimana al Tardini di Parma il traguardo delle 600 trasferte al seguito della Dea, e la società ha deciso di premiarlo con una maglietta ufficiale commemorativa consegnata sul terreno di gioco.

Si parte. Alle 14.57 le squadre hanno fatto il proprio ingresso in campo ed il colpo d’occhio della Curva Pisani era quello delle grandi occasioni. L’appello fatto in settimana per una sciarpata che coinvolgesse tutto il settore è stato recepito, mentre Denis e compagni raggiungevano il centro del campo il muro umano della Pisani ha dipinto di nerazzurro i gradoni della Curva mentre le bandiere degli ultras sventolavano nel piazzale.

 

 

Gli striscioni per Colantuono. In Curva Pisani, nella parte alta, sono stati esposti due striscioni molto significativi. Accanto al vessillo “Atalanta Folle Amore Nostro” è comparso un omaggio allo svedese Larsson e soprattutto un grande ringraziamento a Stefano Colantuono: «A Stefano tutto il nostro rispetto e grande riconoscenza … Buona fortuna mister dei record». Il messaggio era eloquente e, in qualche modo, anche dalla Morosini è arrivato un saluto all’ex mister, con l’invito ai giocatori di dare tutto: «L’allenatore non è l’unico colpevole, mai più prestazioni vergognose. Lottate e sudate per la maglia».

Pronti via, subito Atalanta. Nel primo tempo l’Atalanta ha attaccato sotto la Curva Pisani. Incitamento subito alle stelle quando Denis, al quarto, gira verso Karnezis che blocca a terra. Applausi e cori quando Masiello, Biava e Dramé si danno da fare ma lo stadio trattiene il fiato quando, al 13esimo, il bianconero Widmer prende il palo. Al 40esimo, poi, ecco rimbombare lo storico “Forza Atalanta”, marchio di fabbrica sentito fino alla Rocca, capace di dare brividi sia ai ragazzi in campo che ai tifosi degli altri settori.

Riposo di fiducia. Dopo un bel primo tempo, la squadra è rientrata tra gli applausi negli spogliatoi, spinta dai cori di chi aveva visto un buon gioco in campo. Ma un pizzico di paura per l’ennesima occasione sprecata iniziava a serpeggiare. «Se non facciamo gol è durissima», raccontava preoccupato un tifoso sulla sessantina in Tribuna laterale mentre si confrontava con i vicini di posto. La ripartenza della squadra, per la verità, ha regalato subito un paio di emozioni con Masiello e Gomez protagonisti, ma se il terzo peggior attacco del campionato non riesce a far gol dopo un primo tempo così diventa durissima.

 

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Applausi da campioni. Poco dopo l’ora di gioco, lo stadio ha dimostrato di apprezzare sinceramente i giocatori bravi. Reja ha chiamato in panchina Moralez che dopo un mese di stop non ne aveva più, Stramaccioni ha fatto lo stesso con Di Natale pochi minuti dopo, e la gente dell’Atalanta ha subito dimostrato di apprezzare. Ma sugli spalti, dopo una fase di stanca del match, tutti si aspettavano l’arrembaggio finale, magari con Pinilla o Bianchi in campo. Invece, il rosso a Carmona ha chiuso la partita e cancellato le sicurezze degli atalantini, lasciando spazio solo ad ansie e paure.

E alla fine sale l’ansia. Il resto della gara sono stati alcuni angoli sfruttati male. «Fuori i coglioni, tirate fuori i coglioni» è stato il coro partito dalla Curva Pisani a fine gare, un invito a dare di più per un gruppo che era partito con i migliori auspici ma che, ancora una volta, non ha trovato la vittoria scaccia pensieri. Pochi istanti dopo, dalla stessa Curva è partito un «Resteremo in serie A», forse meno convinto del solito. Una domenica iniziata con il sorriso e finita con tanta preoccupazione: la stagione difficile dell’Atalanta sembra non finire mai.

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