Cronaca
Il problema è in crescita tra i giovani

Ragazzi, fatelo sicuro (e a colori) Ecco il preservativo scova-malattie

Ragazzi, fatelo sicuro (e a colori) Ecco il preservativo scova-malattie
Cronaca 25 Luglio 2015 ore 09:30

Un’idea geniale, protettiva e sana. Tanto più di valore se si pensa che ad averla avuta sono stati un gruppo di ragazzi inglesi, tutti minorenni, della Isaac Newton Academy di Ilford nell’Essex in Inghilterra, vincitori del premio Teen Tech Award di Londra, che rende merito alle migliori invenzioni scientifiche e tecnologiche in ambito della salute. Ma di che si tratta? Di un preservativo che cambia colore ogni volta che scova una malattia sessualmente trasmissibile.

Il preservativo intelligente. È il primo profilattico intelligente, che non mette cioè solo al riparo da gravidanze indesiderate. Bensì si preoccupa della salute anche durante i momenti più intimi, indentificando, durante il rapporto sessuale, un’eventuale malaugurata malattia a trasmissione sessuale. Il cappuccio scova malattie si chiama S.T.EYE e ha la particolarità di cambiare colore a seconda della probabile infezione sessuale identificata: ovvero diventa verde per la clamidia, giallo per l’herpes, viola per il papilloma virus, blu per la sifilide. A fiutare la malattia sono alcune molecole di cui è impregnato lo strato interno del preservativo, le quali si attaccano ai batteri e virus mutando colore a seconda della natura della malattia.

 

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I tre giovani inventori, tutti con meno di quindici anni, hanno dichiarato di voler creare qualche cosa di socialmente utile. Non hanno tradito lo scopo, perché il condom dà una prima avvisaglia di infezione sessuale importante, da accertare naturalmente con test più specifici, per dare avvio, laddove è necessario, a trattamenti e terapie tempestive. Che cosa ci hanno guadagnato i giovani? Pensiamo la stima di tutti e, materialmente parlando, 1.000 sterline e la possibilità di visitare Buckingham Palace.

Le malattie sessuali più diffuse tra i giovani. Tra le patologie trasmesse sessualmente tra i più giovani, e che il preservativo intelligente promette di identificare, abbiamo:

  • La Chlamydia trachomatis, con diffusione superiore al 3 percento in Italia e prevalenza più elevata nella fascia 15-19. Partner multipli e l’abuso di alcool sono i principali fattori di rischio. La diagnosi di questa patologia non è sempre facile, perché all’inizio non dà sintomi, manifestandosi solo in fase più avanzata con dolore, bruciore ai rapporti sessuali, perdite anomale e di sangue.
  • C’è poi il Trichomonas vaginalis, che può caratterizzarsi con perdite vaginali giallo-verdastre maleodoranti, prurito, dolore vaginale, bruciore durante l'emissione dell'urina. In Italia presenta una incidenza dello 0,7 percento e una diffusione maggiore fra le donne.
  • Infine la Neisseria gonorrhoeae, che incide con lo 0,5 percento, soprattutto fra i maschi. La pericolosità del fenomeno è anche data dalla frequente asintomaticità delle infezioni, scoperte solo quando gli effetti critici per la salute si sono già attivati.
  • A queste malattie poi se ne possono aggiungere diverse altre: l’AIDS, ad esempio, o il Papilloma virus (HPV), dal quale oggi ci si può proteggere sottoponendosi a una vaccinazione in età preadolescenziale, dunque prima dell’inizio dell’attività sessuale, con una significativa diminuzione per la donna del rischio di tumori del collo dell’utero, di cui alcuni ceppi aggressivi del virus sono causa.

 

ChlamydiaTrachomatisEinschlusskörperchen

 

A evidenziare definitivamente il problema diffuso delle malattie sessualmente trasmissibili c’è voluta una indagine, datata 1 aprile 2009-31 dicembre 2013, basata su un campione di oltre 93 esami provenienti da 134 laboratori italiani di Microbiologia clinica e inviati soprattutto da medici di medicina generale e da ginecologi. L’indagine ha coinvolto donne con età media di 34 anni e uomini con età media di 37 anni. E messo in luce dati preoccupanti. Ad esempio che nel 50 percento dei casi la malattia è silente, ma anche che le infezioni sessuali sono riscontrabili in alte percentuali in donne in gravidanza, con le conseguenti complicanze per il nascituro.

Serve maggiore sensibilizzazione anche tra i giovani, perché in taluni casi queste malattie possono aver implicazioni importanti. Fino all’infertilità, più possibile in caso di infezioni da Trichomonas vaginalis e Neisseria gonorrhoeae. L’informazione e la conoscenza delle malattie e delle loro manifestazioni è particolarmente preziosa perché oggi esistono tecniche molecolari che permettono di qualificare con accuratezza i microrganismi patogeni responsabili. E questo significa anticipare la terapia, limitare il problema e interrompere il contagio.

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