Il giorno è fissato: 19 giugno

Il caos della seconda prova La Maturità è una grande incognita

Il caos della seconda prova La Maturità è una grande incognita
29 Gennaio 2019 ore 10:30

Il giorno è fissato: mercoledì 19 giugno circa mezzo milione di studenti italiani saranno alle prese con una maturità che è stata ripensata tutta da capo a piedi. Cioè saranno alle prese con una grande incognita.

Secondo quanto auspicato dal ministero, gli studenti dovranno dimostrare di saper «padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti». La prova avrà una durata di sei ore. Ai ragazzi verrà chiesto di produrre un elaborato scegliendo tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (tipologia A, due tracce – analisi del testo; tipologia B, tre tracce – analisi e produzione di un testo argomentativo; tipologia C, due tracce – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità).

Sin qui siamo nei binari di una certa continuità. Il salto nel vuoto è piuttosto quello del giorno successivo, 20 giugno, quando gli studenti saranno chiamati alla seconda prova. Per la prima volta la prova scritta di indirizzo sarà infatti “mista”. Al liceo Classico, ad esempio, la seconda prova prevede una traduzione da entrambe le lingue, latino e greco, mentre allo Scientifico si concentrerà su entrambe le materie che negli scorsi anni erano “in ballottaggio”, ossia matematica e fisica.

 

 

Cosa significa in concreto? Prendiamo il caso del classico, ben illustrato, non senza vena polemica da un esperto come Franco Condello (autore del best seller La scuola giusta. In difesa del liceo classico). Cos’hanno fatto secondo lui gli esperti del ministero? «Si era detto: salviamo, e anzi rafforziamo, la traduzione dal greco e dal latino, il più robusto esercizio che si pratichi al liceo classico. Bene: l’hanno salvata, ma scorciandola sin al minimo tollerabile». Così, il brano di cui si chiederà la traduzione ai ragazzi verrà arricchito da ciò che lo precede e ciò che lo segue per contestualizzarlo. Naturalmente tutti materiali forniti tradotti. E sulla seconda lingua tra greco e latino cosa verrà chiesto? In questo caso gli esperti ministeriali hanno pescato dalla prova del liceo classico europeo: si dovranno indovinare i nessi tra i due brani proposti nelle due lingue antiche.

 

 

Quanto allo scientifico le cose non vanno molto meglio. Qui la seconda prova prevede la compresenza di fisica e matematica, cosa che preoccupa professori e studenti in quanto il programma scolastico privilegia di gran lunga la seconda sulla prima (tredici ore contro ventidue al mese): così era stata lanciata una petizione che ha raccolto in poco tempo migliaia di firme chiedendo di rinviare l’introduzione della fisica, dando tempo nei prossimi anni a professori di rimodulare i programmi in classe. Curiosamente, in occasione della prima simulazione, è stata proposta pari pari la traduzione di una prova mista pensata da un matematico russo dell’era sovietica, Igor Irodov. Quanto al secondo problema proposto nella simulazione di dicembre, era copiato da una prova del Baccalauréat francese…

Sotto tiro anche le domande che corredano questa seconda prova con dittico di materie. È sempre Franco Condello a contestare, con una dose di ironia: «Quanto alle domandone e domandine che correderanno il dittico greco e latino va ancora peggio: “Spiega l’idea di clementia nel pensiero politico romano”. Risposta in dodici righe: auguri. E poi “racconta l’arte di vivere dell’uomo antico” (sempre in dodici righe: ma chi sarà mai “l’uomo antico”?). Qui rasentiamo l’istigazione all’idiozia».

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