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Regione trasforma i “drive-in” in punti vaccinali. Ma i tamponi dove vanno a finire?

La sanità militare è al lavoro per elaborare un'analisi che sarà sottoposta all'attenzione del vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti la prossima settimana

Regione trasforma i “drive-in” in punti vaccinali. Ma i tamponi dove vanno a finire?
Cronaca 05 Febbraio 2021 ore 10:35

Organizzazione diversificata per territori, coinvolgimento di sindaci, attori locali e forze dell’ordine, oltre che naturalmente tutti i professionisti che gravitano attorno al mondo della sanità. Sulla carta, almeno per il momento, ciò che era stato annunciato da Guido Bertolaso durante la presentazione della campagna vaccinale di massa in Lombardia pare stia prendendo forma.

Come reso noto ufficialmente oggi (venerdì 5 febbraio) da Regione Lombardia, la sanità militare è al lavoro per elaborare un’analisi propedeutica alla trasformazione degli attuali “drive in” utilizzati per effettuare i tamponi in postazioni dedicate invece alla somministrazione dei vaccini anti-Covid.

Lo studio dovrebbe essere completato e sottoposto all’attenzione del vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti presumibilmente entro la fine della prossima settimana. Una domanda però sorge spontanea: se gli attuali “drive in” verranno trasformati in postazioni vaccinali, i tamponi dove verranno eseguiti? Nel breve comunicato inviato alle redazioni dal Pirellone non c’è infatti alcuni riferimento ad un eventuale ricollocamento dei punti tampone in altre strutture del territorio. Con il rischio di potenziare da un lato l’attività vaccinale, dall’altro di azzoppare la capacità di tracciamento e diagnosi dei contagi.

Ad ogni modo, la prima tranche di vaccinazioni di massa dovrebbe partire mercoledì 24 febbraio, coinvolgendo in un primo momento i più anziani, ossia i lombardi ultraottantenni. L’obiettivo è completare le somministrazioni verso tutti i lombardi (10 milioni di persone) entro la fine di giugno.

Per portare a termine la campagna vaccinale saranno utilizzate anche strutture esterne agli ambulatori e agli ospedali individuate sul territorio, come ad esempio palestre, spazi pubblici, grandi centri o, appunto, gli ormai ben noti punti “drive in” per i tamponi.

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