L'importanza della prevenzione

Otto regole d’oro salva-vista (Genitori, si parla di bambini)

Otto regole d’oro salva-vista (Genitori, si parla di bambini)
06 Dicembre 2014 ore 07:30

«Quattrocchi!»: era un epiteto comune fra i banchi di scuola, a causa di quegli occhialetti colorati che stanno appoggiati tra punta del naso e pupille.  Ora (nel 2014), per ridurre il problema delle lenti correttive c’è stato il tentativo di diffondere i quaderni salva-vista, un ingegno tecnologico per proteggere gli occhi dei piccoli a lezione e durante i compiti, che però, forse per scarso appeal o altre variabili, sembra non avere svolto efficacemente il proprio dovere.

Comunque, più semplicemente, a fare incrementare l’incidenza del problema fra i piccoli è la disattenzione o il poco peso dato ad alcuni segnali premonitori di un disturbo alla vista e, soprattutto, il ritardo all’appuntamento con la prima visita oculistica.

 

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I segnali ignorati. Non sempre si tratta di svogliatezza o poco impegno nel fare i compiti. Quando un bambino denuncia mal di testa, bruciore agli occhi, annebbiamenti della vista da vicino o da lontano, o assume posture scorrette mentre studia (ad esempio, testa e corpo troppo curvi sul banco, o foglio in obliquo) involontariamente, forse, sta avvisando mamma e papà che la sua vista non è al 100 percento e che richiederebbe, se non altro, una visita.

Eppure, a questi segnali, i grandi sembrano non prestare la giusta attenzione e sottovalutano l’importanza di controlli medici fin dalla primissima età. Secondo un’indagine promossa dalla Commissione difesa vista, infatti, è emerso che il 70 percento circa dei genitori ritiene la visita oculistica «non strettamente necessaria», tanto che solo il 30 percento dei bambini a 3 anni e 5 anni è già stato sottoposto a una visita specialistica agli occhi. Con conseguenze evidenti: strabismo, ipermetropia, astigmatismo e miopia rilevati nei bambini intorno ai 5 anni o necessità di occhiali correttivi.

 

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La prima visita oculistica. Invece, far controllare regolarmente la vista dei propri bambini, prima e durante l’età scolare, dovrebbe essere una buona abitudine per i genitori italiani. A vantaggio anche di resa e apprendimento, che sono più facilitati se si utilizzano bene entrambi gli occhi e se le informazioni visive si combinano ad hoc con quelle provenienti dagli altri sensi. Questo buon mix consente infatti di intraprendere azioni rapide e precise e anche di fare dello studio un  momento meno dispendioso dal punto di vista psico-fisico.

Meglio ancora se, poi, alla semplice visita per verificare la capacità visiva, seguisse anche un controllo dell’efficienza visiva globale, che esamina l’acutezza visiva sia da lontano che da vicino, la capacità di focalizzare i dettagli, la buona coordinazione di entrambi gli occhi.

Ma quando eseguire allora la primissima visita oculistica? Non con il coincidere dell’inizio della scuola, bensì molto prima. I pediatri la consigliano entro il primo anno di vita se non ci sono disturbi evidenti (come lo strabismo, per esempio), poi la seconda verso i tre anni e se non ci sono problemi, la terza prima dell’inizio della scuola elementare.

 

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Le nove regole salva vista. Parola chiave prevenzione, innanzitutto medica, e poi dello stile di vita nel rispetto di otto regole d’oro. Eccole.

  • Non trascurare l’appuntamento con la prima visita oculistica. Se il bambino non presenta alcun sospettabile problema della vista, è bene effettuare visite oculistiche di controllo a un anno di età, poi a 3 anni, a 4 anni e a 6 anni con l’inizio della scuola. La buona regola impone comunque che i controlli vengano eseguiti a distanza di tempo variabile in rapporto (laddove esistono) all’eventuale difetto visivo o alla problematica evidenziati e alla loro gravità: in ogni caso ogni 3-4 mesi, oppure ogni 6 mesi; comunque a un anno anche in assenza di problemi.
  • Se il bambino porta gli occhiali ripetere il check-up della vista ogni 6 mesi.
  • Lenti sott’occhio. Se occorrono gli occhiali è bene prevedere lenti a tinta variabile che possono proteggere dai raggi Uv.
  • Scegliere una bella montatura. Meglio se a farlo è il bambino, che avvertirà meno il suo problema visivo e si sentirà più partecipe dell’acquisto.
  • Occhiali da sole a portata di mano. Sempre, perché sono da indossare in qualsiasi stagione, d’estate e di inverno, se le condizioni meteo lo richiedono.
  • Davanti alla tv rispettare i limiti di sicurezza. Due metri di distanza dallo schermo, pausa rilassante per gli occhi ogni 20 minuti e permanenza massima di tre ore (moltissime!) al giorno. Stesse regole per tablet e pc.
  • Fiat lux. Per studiare, illuminare il più possibile gli ambienti per non affaticare la vista e rendere l’ambiente più confortevole.
  • Anche l’occhio, a tavola, vuole la sua parte. Ma non si pensa a un piatto ben presentato (che comunque aiuta) ma a un menu con pesce azzurro, frutta, verdura e latte intero che possono contribuire al benessere della vista.
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