terapie intensive in aumento

Riapre l’ospedale in Fiera a Bergamo (video e foto): pronto ad accogliere i primi 4 pazienti

Nel presidio potranno essere attivati ulteriori posti letto fino ad un massimo di 48: 24, suddivisi in due moduli da 12, saranno gestiti dall'ospedale Papa Giovanni XXIII, i restanti dagli Spedali Civili di Brescia.

Bergamo, 02 Novembre 2020 ore 10:23

L’ultimo bollettino regionale parla di 418 persone ricoverate in terapia intensiva, 26 in più rispetto a sabato (31 ottobre). La soglia considerata critica è fissata a 500 posti letto occupati. Di fronte a una curva che non accenna a piegarsi e all’impennata dei ricoveri oggi, lunedì 2 novembre, è stato riaperto anche l’ospedale alla Fiera di Bergamo, pronto ad accogliere i primi 4 pazienti.

«La riattivazione dei posti di terapia intensiva – spiega il presidente regionale Attilio Fontana – è stata realizzata grazie a un lavoro di squadra che, ancora una volta, a distanza di 7 mesi, vede in prima linea l’ospedale Papa Giovanni XXXIII, le imprese artigiane di Confartigianato Bergamo, i ragazzi della curva nord dell’Atalanta e l’Associazione Nazionale Alpini, che ringrazio a nome di tutta la Giunta regionale e dei Lombardi».

Come detto si partirà con i primi 4 posti letto per le cure intensive e semi-intensive, ma nel presidio ospedaliero, progressivamente, potranno essere attivati sulla base delle esigenze legate ai ricoveri ulteriori posti letto fino ad un massimo di 48: 24 posti letto, suddivisi in due moduli da 12, saranno gestiti dall’ospedale Papa Giovanni XXIII, i restanti dagli Spedali Civili di Brescia, con personale medico e infermieristico proveniente da tutti gli ospedali pubblici e privati delle province di Bergamo, Brescia e Mantova.

L’Asst Papa Giovanni metterà a disposizione 9 medici anestesisti e 24 infermieri e operatori di supporto, tecnici di radiologia, fisioterapisti e farmacisti. Un rilevante impegno organizzativo, che si aggiunge al ruolo di ospedale hub per il Covid e di tutte le patologie tempo dipendenti che restano comunque in capo al Papa Giovanni. Le attività legate all’analisi e alla raccolta dei tamponi, invece, verranno spostate al padiglione A, mentre le vaccinazioni da oggi (lunedì 2 novembre) tornano al Presst di Borgo Palazzo, ad esclusione di quelle antinfluenzali che inizieranno mercoledì 4 novembre. La sanificazione del padiglione B sarà l’ultimo atto prima di accogliere il primo paziente, atteso per le 13. «Ci avvaliamo dell’esperienza già fatta – sottolinea il direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII Maria Beatrice Stasi -. Abbiamo imparato che è importante essere sempre un passo davanti al virus. Il vero cambiamento rispetto al presidio allestito a marzo è che in questa fase saremo al lavoro senza avvalerci di volontari, ma con risorse di cui possiamo disporre grazie a un uso integrato di tutta la rete ospedaliera lombarda. Ad aprile abbiamo curato 120 pazienti, alcuni intensivi, altri bisognosi di ricovero ordinario. Oggi, al contrario, in Fiera tratteremo solo pazienti che hanno bisogno della terapia intensiva».

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Idraulici, elettricisti, imbianchini e posatori, montatori di parete, falegnami di Confartigianato Bergamo hanno lavorato per otto giorni senza sosta per consentire di riattivare il presidio in via Lunga nei tempi previsti dal Pirellone. Alla chiamata del presidente Giacinto Giambellini hanno subito risposto una cinquantina di aziende, per un totale di circa 110 addetti. Hanno lavorato a turni sulle 24 ore, rendendosi disponibili a completare i lavori nel minor tempo possibile con la stessa disponibilità e professionalità già dimostrata a marzo.

La Direzione sanitaria è affidata all’Asst Papa Giovanni XXIII nella persona di Oliviero Valoti, con un’articolazione organizzativa che prevede diverse responsabilità alla Direzione medica e alla Dps – Direzione delle Professioni sanitarie. Al suo fianco il coordinatore infermieristico Luigi Daleffe, il dottor Francesco Ferri, coordinatore clinico dei due moduli a capo dell’Asst Papa Giovanni, e Giuliana Vitali, coordinatrice del personale infermieristico e tecnico operante negli stessi due moduli.

L’Associazione Nazionale Alpini continuerà a gestire la logistica e la sicurezza della struttura. «La sanità alpina Ana – aggiunge il responsabile Sergio Rizzini – è impegnata dal 4 febbraio, prima nel controllo degli aeroporti e poi progettando e costruendo l’ospedale degli Alpini in Fiera a Bergamo. Un impegno mantenuto fino ad oggi fornendo supporto logistico perché l’ospedale restasse operativo, grazie anche al prezioso aiuto della Protezione civile Ana e dei Volontari antincendio Ana. Quando a inizio marzo ho proposto di realizzare questo presidio  l’ospedale degli Alpini in Fiera ho dovuto convincere, visto il contenuto innovativo del progetto, Regione e Dipartimento di Protezione civile nazionale, che poi però ci hanno supportato, autorizzando la realizzazione. Un impegno che abbiamo fortemente voluto mantenere a ottobre grazie alla collaborazione di Regione e Prefettura di Bergamo e che oggi si concretizza nel presidio che torna ad operare in configurazione Covid, dopo aver operato per 7 mesi a favore della comunità bergamasca».

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