L'operazione

Ricercata e con una stamperia di documenti falsi a Zogno: in carcere una 49enne

Rosa Roncalli doveva scontare 8 anni, 4 mesi e 20 giorni di carcere per associazione a delinquere, truffa, simulazione di reato e ricettazione. Lei e il compagno sono stati ora deferiti anche per falsità materiale

Ricercata e con una stamperia di documenti falsi a Zogno: in carcere una 49enne
Val Brembana e Imagna, 02 Luglio 2020 ore 10:07

Il personale della sezione “Criminalità organizzata” della Squadra Mobile era sulle sue tracce perché destinataria di un provvedimento di cattura, ma, una volta arrestata, si è scoperto che la donna nascondeva in casa una stamperia abusiva in cui venivano creati e falsificati vari tipologie di documenti. Rosa Roncalli, nata nel 1971, era braccata dalla Polizia dallo scorso maggio, in quanto avrebbe dovuto scontare una pena di 8 anni, 4 mesi e 20 giorni di carcere per associazione a delinquere, truffa, simulazione di reato e ricettazione. Dopo essere stata condannata, la donna era scomparsa, ma le indagini hanno portato gli agenti ad individuarla in un appartamento di Zogno, a lei non riconducibile, dove risiedeva ormai da qualche mese.

Nella mattinata di mercoledì 1 luglio gli uomini della Mobile, in collaborazione con la Polizia locale di Zogno, sono entrati nello stabile nonostante inizialmente la 49enne e il compagno V. C., nato in Romania nel 1983, non volessero aprire loro la porta. Dopo aver visto i Vigili del Fuoco e aver capito che le forze dell’ordine avrebbero comunque fatto accesso nell’appartamento, la coppia ha desistito. Tuttavia, prima di consegnarsi agli agenti, la coppia ha tentato di disfarsi di uno smartphone e di una chiavetta USB gettandoli dalla finestra, ma sono stati recuperati. Nel corso della perquisizione domiciliare, la Polizia ha trovato numerose patenti di guida di guida e permessi di soggiorno italiani falsificati in modo grossolano, svariate ricevute di convocazione per richieste di permesso di soggiorno, varie copie di passaporti di cittadini stranieri (tutti riferibili a pratiche amministrative riguardanti il soggiorno di cittadini extracomunitari).

Tra le centinaia di documenti e documentazione cartacea sequestrati, erano presenti anche certificazioni di idoneità abitativa, comunicazioni di ospitalità e certificati di residenza, tutti rilasciati apparentemente da Comuni della Bergamasca e sulla cui natura verranno svolti ulteriori accertamenti. Infine, nell’appartamento erano presenti anche notebook, stampanti a colori, taglia-documenti, normografo, hard disk, chiavette USB, modulistica varia, tutti strumenti utilizzati per la contraffazione. La coppia è stata deferita per falsità materiale commessa dal privato, mentre la donna è stata portata in carcere a Bergamo.

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