Da particolari infusi al miele

Rimedi della nonna per l’influenza

Rimedi della nonna per l’influenza
14 Febbraio 2019 ore 05:30

Nessuno discute l’azione di paracetamolo, ibuprofene e affini nel mettere k.o. i malanni di stagione. Ma, avete mai pensato a risolvere questi acciacchi con i rimedi contadini o della nonna? Se lo avete fatto, bene. Viceversa, è un peccato, perché questi tipi di rimedi possono essere davvero un ottimo “sparring partner” per abbattere i disagi e i malesseri degli stati influenzali.

 

 

Agrumi in prima linea. Arance, clementine, limoni e mandarini: siamo fortunati, perché in inverno gli agrumi pullulano in tutte le loro qualità. Il consiglio degli esperti è di mangiarli, spremerli, centrifugarli e consumarli in qualunque momento della giornata perché oltre che nutrirvi e dissetarvi possono sostenere anche il sistema immunitario, facendogli fare un pieno di elementi scudo contro l’influenza grazie in primo luogo alla vitamina C. Come “fuori programma”, perché non è un agrume, ci sono i kiwi, ricchissimi di questa vitamina, in quantità anche superiori rispetto alle arance. Perché scegliere la vitamina C? Perché, insieme ai sali minerali, rappresenta un’alleata contro le malattie da raffreddamento in tutte le sue forme: tosse, mal di gola, febbre e raffreddore. Ma non solo, ha anche un effetto liberatorio da scorie e tossine che invecchiamo e ammalano il nostro organismo e che si iperproducono nella stagione fredda. Non sono da meno, comunque, frutta e verdura fresca, soprattutto broccoli, cavolfiore e radicchio, sempre consigliate in ogni momento dell’anno nella nostra dieta quotidiana, ma anche e soprattutto quando viaggiamo in stati di debolezza fisica o siamo malaticci.

Qualche buon rimedio. Un buon mix di sostanze naturali non è buono soltanto al gusto, ma anche contro i malesseri che affliggono le vie respiratorie. E non solo, perché la vitamina C oltre ad attivare il funzionamento del sistema immunitario, irrobustendo le nostre cellule, svolge anche altre azioni protettive; infatti è un antiossidante che aiuta a contrastare lo stress ossidativo cellulare e favorisce l’assorbimento del ferro. Ma, tornando agli stati influenzali, la vitamina C può dare sollievo da e sollecitare la guarigione di:

 

 

  • Mal di gola. Ci vuole qualche gargarismo con una soluzione a base di succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d’acqua e l’aggiunta di sale. Dopo lo sciacquo non deglutite però!
  • Gola infiammata, una variante sul tema. Magari riuscite a evitare che evolva verso qualche cosa di peggio facendo questa volta degli sciacqui con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco. Come alternativa, potete scegliere la “fusion” di sei cucchiai di aceto di mele in mezzo bicchiere di acqua.
  • Raffreddore. Tagliate un limone in due, spremete un po’ di succo nel palmo della mano e aspiratelo con il naso. Forse pizzicherà un po’, ma avrà un effetto liberatorio.
  • Tosse. Fastidiosissima, ma può essere sedata bevendo il succo di un limone accompagnato da un cucchiaio di miele. Un buonissimo agro-dolce.
  • Raucedine. Limitati nel parlare o con voce stridula? Per risolvere il problema dell’emissione anomala dei suoni potete avvalermi di un centrifugato di carote fresche e un cucchiaino di miele da bere durante la giornata. E se si aggiungono problemi bronchiali, i nonni contadini consiglia(va)no un decotto con 2 o 3 cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso fatti bollire per 2 o 3 minuti. Imbevete con il composto una salvietta di cotone o di lino, mettetevela piegata sul petto e lasciatela lì fino a quando non si fredda.
  • In convalescenza. Serve qualche cosa di rosso: pomodori molto maturi da mangiare crudi oppure centrifugati per berne il succo. Aiuta ad accelerare i tempi delle guarigione e ripresa.

 

 

Gli altri rimedi della nonna, buoni per influenza e affini:

  • Zenzero e Ginger Ale diluito. Queste spezie sono note soprattutto in cucina o per vivacizzare un happy hour; scopritele invece anche quando vi sentite influenzati e giù di tono. Infatti il primo, lo zenzero, aiuta a combattere il mal di gola, liberandovi da eventuale muco e attenuando i sintomi concomitanti tipici delle infezioni delle alte vie respiratorie. Ma non è tutto: lo zenzero evita anche che la febbre salga a dismisura e toglie la sensazione di nausea creando una sorta di barriera protettiva per lo stomaco. Se siete inappetenti, quindi, fatevi una tisana zenzerina, potrà darvi una mano anche contro i dolori articolari. Stessa cosa il Ginger Ale, che svolge una azione positiva sullo stomaco e i malesseri digestivi.
  • Pediluvio caldo e suffumigi. Sono entrambi un toccasana per ridurre gli effetti dell’influenza: il primo combatte soprattutto mal di testa e naso chiuso, i secondi in particolare il raffreddore. Se poi a questi ultimi aggiungete del bicarbonato o qualche goccia di essenza di eucalipto, otterrete un effetto balsamico e rinfrescante. La regola, ricordatelo, è che i suffumigi siano bollenti, pena l’inefficacia della terapia.
  • Miele. Mitico: ha un effetto calmante e lenitivo generale sulla tosse grazie alle proprietà mucolitiche, ma fa bene anche alla gola. Dunque non abbiate dubbi: al posto dello zucchero, addolcite tisane, tè e bevande con qualche cucchiaino di miele. E poco importa la qualità, se di acacia, di fiori o come vi piace: è sempre buono!
  • L’aglio. Lo sapevate che ha un effetto disinfettante per le vie respiratorie, naso e gola, e una azione calmante per la tosse? Sacrificate l’alito per una volta e pestatene uno spicchio nel latte caldo, aggiungendo un cucchiaino o due di miele. Benefici assicurati.
  • Frutta secca. Noci, pistacchi e mandorle. Sono toniche e vi daranno un po’ di energia nei giorni malaticci e down.
  • Acqua e fermenti lattici. Sono due ingredienti indispensabili per contrastare l’influenza. Infatti l’acqua, da bersi in quantità superiori ai due litri normali, depura dalle tossine, idrata e riequilibra i sali minerali persi con la sudorazione della febbre, con un effetto disinfiammante generale. I fermenti lattici, invece, proteggono la flora intestinale messa a dura prova e indebolita da virus e batteri influenzali o dall’uso di farmaci.
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