le verifiche della polizia locale

Ristoranti convertiti in mense: dalla prossima settimana i controlli nei locali di Bergamo

Nel complesso, sono una trentina i ristoranti che, nelle scorse settimane, si sono “convertiti” a mense aziendali

Ristoranti convertiti in mense: dalla prossima settimana i controlli nei locali di Bergamo
Cronaca Bergamo, 26 Marzo 2021 ore 11:49

Dalla prossima settimana scatteranno i controlli della polizia locale in tutte quelle attività di ristorazione che svolgono servizio mensa in città, a beneficio di lavoratori di studi, o delle imprese. Nel complesso, sono una trentina i ristoranti che, nelle scorse settimane, si sono “convertiti” a mense aziendali.

Le verifiche sono pensate non soltanto per contrastare eventuali irregolarità, ma soprattutto per tutelare tutti i ristoratori che, nonostante le difficoltà legate alle continue chiusure, rispettano le regole.

La norma

Nelle zone arancioni e rosse, secondo il Dpcm, sono «consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente».

La possibilità di svolgere servizio mensa alle aziende non può però rappresentare una scorciatoia per ristoranti, bar o trattorie, utile per accogliere in pausa pranzo, oltre ai lavoratori, anche altri clienti. Altrimenti, possono essere sanzionati.

Gli obiettivi 

In questo modo si vuole lasciare la possibilità garantire comunque la pausa pranzo a tutti i lavoratori di quelle aziende che non possono ricorrere allo smart-working e che, al contempo, non hanno una mensa interna.

«Conosciamo le difficoltà economiche e finanziarie delle attività di ristorazione – commenta il direttore di Ascom Oscar Fusini -. Dobbiamo però ricordare che il servizio mensa dei ristoranti è una deroga che abbiamo ottenuto e che deve essere svolta nel pieno rispetto della legge, pena la sanzione con la chiusura annessa del locale. Ascom pubblicherà l'elenco dei ristoranti che svolgono il servizio mensa, a disposizione delle potenziali aziende clienti».

L’iter per trasformare un ristorante in mensa aziendale è piuttosto preciso. Prima di tutto deve esistere l’autorizzazione da parte delle autorità territoriali. Servirà uno specifico contratto di mensa aziendale tra ristorante e azienda, che preveda specifiche convenzioni per il pranzo, concesse solo nei giorni lavorativi. Copia di questo contratto deve poter essere mostrata su richiesta degli organi territoriali, insieme all’elenco nominativo del personale beneficiario del servizio.

«In città – spiega Cesare Rossi di Confesercenti Bergamo - abbiamo istituito uno sportello ad hoc per accompagnare i ristoratori a diventare mense in questo periodo d’emergenza e abbiamo interloquito con moltissime amministrazioni della Provincia per agevolare e rendere omogenei i processi di autorizzazione. È però doveroso richiamare le poche prescrizioni rimaste, per evitare eventuali sanzioni, anche a favore della correttezza degli operatori che rispettano le regole».

Ad oggi il servizio mensa non è rivolto a lavoratori autonomi e indipendenti; inoltre, il locale che diventa mensa, durante questo servizio, chiude al pubblico e, di conseguenza, è vietata la vendita per asporto all’interno.

I controlli in città

Durante il 2020 sono stati svolti 5.512 controlli e comminate 24 sanzioni. Nel 2021, invece, le verifiche sono state 1.573 per un totale di 49 sanzioni.

«La Polizia locale ha svolto numerosi controlli anche in ambito commerciale, cercando soprattutto di spiegare le regole da rispettare – conclude la comandante Gabriella Messina - consapevoli del grande sforzo di adeguamento e responsabilità chiesto agli esercenti. Alcune attività sono state sanzionate perché, palesemente e a volte anche consapevolmente, non hanno rispettato le norme. Le sanzioni vanno a tutela non soltanto dei clienti, ma soprattutto di coloro che, con grandi sacrifici, cercano di rispettare le regole e di quanti, non essendo in grado di rispettare le prescrizioni, in alcuni casi decidono di chiudere l'attività».