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Con un aneddoto incredibile

La rivoluzione delle poste irlandesi «Oltre la collina» ora c’è un numero

La rivoluzione delle poste irlandesi «Oltre la collina» ora c’è un numero
Cronaca 29 Settembre 2014 ore 14:00

Cronache da un’Irlanda lanciata con prepotenza verso il terzo Millennio, dove però sussistono ancora abitudini e caratteristiche tipiche di un’altra epoca. Il governo di Dublino ha approvato di recente per la prima volta l’assegnazione di un sofisticato sistema di codici postali, che costerà la bellezza di 30 milioni di euro. La spesa è alta, ma l’esigenza ancor di più: il Paese, infatti, in tantissime delle sue aree rurali non aveva addirittura nomi delle vie né numeri civici, e la precisa consegna di buste e pacchi era assegnata all’abilità dei postini.

Tutto cambierà, quindi, già nella primavera del 2015, quando ben 2 milioni e 200mila case riceveranno un codice a sette cifre che identificherà in maniera univoca la propria abitazione. Una notizia che è stata presa da alcuni cittadini con ironia, sottolineando come l’alta spesa cui il governo di Enda Kenny dovrà far fronte potrà essere ben ripagata dal maggior ritorno di contributi e tassazioni, difficilmente aggirabili con un sistema postale così capillare e preciso. Al tempo stesso, però, c’è un qualcosa che sfugge ad ogni organizzazione precisa del territorio, e fa dell’Irlanda un Paese a sé, una grande famiglia che con consuetudine e gentilezza ha aggirato ogni problema di mappatura delle sue aree rurali.

 

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È il Wall Street Journal a raccontare ad esempio della realtà di Abbeyfeale, paese della contea di Limerick dove nella stessa via vivono tre persone con lo stesso nome, Patrick Murphy. Non ci sono numeri sui campanelli a distinguere le case, così al postino tocca una soluzione molto semplice: porta tutti i pacchi al Patrick Murphy che vive da più tempo in città, che poi capisce se sono per lui o se sono dei suoi omonimi. «Il mio vicino di casa prende la posta per primo», scherza il più giovane de tre, «Dà una bella lettura e poi dice: “No, probabilmente non è per noi”». «Non riesci a trovare la casa giusta? Chiedi a qualcuno per strada», spiega al quotidiano americano la signora Kenny, 76 anni da Dun Laoghaire, città portuale vicino a Dublino. «Ti diranno: “Al di là di quella collina”». Secondo lei la questione degli indirizzi «è un male necessario: credo che l’Irlanda in questo modo perda il suo charme. Siamo un paese piccolo». «È decisamente ridicolo. Non si è mai perso alcun postino. Ognuno conosce la propria strada», spiega Paul Davitt, che vive nella conte di Wicklow ad un indirizzo semplicissimo: Badger Hill, Ashford. Come detto sono i postmen ad essersi organizzati di conseguenza, diventando dei perfetti conoscitori di strade e famiglie: David Power, ad esempio, ha scritto su un foglio a penna i nomi che più frequentemente si trovava a gestire, scrivendo di seguito le “istruzioni” su come arrivare alla loro casa.

 

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Non tutti gli irlandesi però sono contrari alla perdita di questo fascino. I tempi impongono un nuovo passo, volto ad a eliminare ambiguità e imprecisioni che hanno già creato tanti problemi, dalle bollette andate perdute alle ambulanze incapaci di trovare la casa da cui sono state contattate. In più ora le vendite on-line aumentano con insistenza, e il Paese presenta una lista di cognomi decisamente ricorrenti, siano Murphy o O’Brien, Keane o Kelly. Solo a Dublino si è tentato di dare una prima classificazione, con la divisione della città in 24 distretti: ma a volte i nomi delle vie si ripetono, e pure ai taxisti capita di chiedere ai passanti dove si trovi esattamente un vicolo o una strada. «Ti dipingi come un Paese molto moderno e fast-moving e non hai un sistema di codici postali? Imbarazzante è la parola che userei per descrivere la cosa», butta lì al WSJ Noel Dempsey, ex ministro che già dieci anni fa aveva tentato la rivoluzione dei CAP.

Un passo che si fa sempre più necessario, ma che metterà fine ad un elemento di fascino di questo Paese. Dove potevi scrivere sulla tua busta «Per Rob Heffernan, vincitore medaglia d’oro, Cork» e la tua lettera sarebbe arrivata in poco tempo al podista medagliato ai Mondiali di atletica del 2013. O dove potevi chiedere a qualsiasi passante dove si trovava un’abitazione e lui sapeva indicartela, compresi gli orari in cui la famiglia era in casa. O dove, ancora, nessun postino ha mai battuto ciglio nel leggere le tante cartoline intestate semplicemente a «Paul Hewson, Ireland». È il nome della voce degli U2 Bono, cui negli anni sono arrivate migliaia di lettere dai fan intestate in questa semplice maniera.