Il caso in provincia

Sabo chiede al Comune di Levate di “aggiustare” gli abusi edilizi

Sabo chiede al Comune di Levate di “aggiustare” gli abusi edilizi
20 Gennaio 2018 ore 09:30

È stato avviato a Levate, in seguito alla specifica richiesta dell’azienda, l’esame di sostenibilità della sanatoria di opere edilizie abusive presentata da Sabo. Queste dovrebbero consistere in alcuni silos e volumi tecnici posti sul lato est dell’insediamento produttivo di via Caravaggi.

Tutto è iniziato il 5 settembre del 2016, quando un sopralluogo ha constatato la presenza di impianti e manufatti ritenuti come realizzati abusivamente. Fonti non ufficiali riportano alcuni cittadini tra i segnalatori del presunto illecito commesso. A oggi, la società ha presentato tre differenti richieste di permesso di costruire in sanatoria, tutte con riscontro negativo da parte del Municipio. La prima, presentata in data 18 ottobre 2016, riguarda la richiesta di sanatoria per alcuni impianti tecnici realizzati; la seconda e la terza, invece, sono state formalizzate il 22 novembre dello stesso anno per avviare il procedimento sanatorio nei confronti di alcuni silos per la raccolta di materie prime, per un totale di sei costruzioni.

Importante sottolineare come sembri non trattarsi di alloggiamenti per materiali pericolosi. La contestazione nasce dal fatto che i manufatti costruiti (dovrebbe trattarsi di fabbricati facenti parte dell’impianto di raffreddamento idrico) sarebbero stati privi di permesso di costruire o di dichiarazione di inizio attività. Successivamente alle richieste, il Municipio di Levate ha emesso altrettanti provvedimenti di diniego: le ultime due avanzate non sono state accolte perché ritenute non rispondenti all’accertamento di conformità (ex art. 36 D.P.R. 380/2001), che prevede la possibilità di sanatoria edilizia nel caso in cui le opere soddisfino la disciplina urbanistica vigente, sia al momento della realizzazione delle stesse, sia al momento della presentazione della domanda. La prima, invece…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 36 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 25 gennaio. In versione digitale, qui.

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