In cima al Duomo di Milano

S. Valentino romantico tra le guglie Un’idea per tutte (tutte) le coppie

S. Valentino romantico tra le guglie Un’idea per tutte (tutte) le coppie
Cronaca 10 Febbraio 2016 ore 15:50

Se vi mancano idee per San Valentino, con questa certamente farete colpo: portare la donna o l’uomo che si ama in cima al Duomo di Milano all’ora del tramonto. L’iniziativa (tutte le info qui) è stata lanciata a sorpresa dalla Veneranda Fabbrica, l’istituzione che, sin dalla posa della prima pietra nel lontano 1386, gestisce la cattedrale di Milano. Come ogni idea fuori dall’ordinario, ha un suo costo: 60 euro, che verranno devoluti ai lavori di restauro. Se poi si è in vena di generosità e si è disposti a mettere sul piatto 80 euro, la Veneranda Fabbrica rilascerà un attestato personalizzato, che suona un po’ come promessa d’amore a oltranza.

 

 

Salire tra le guglie è sempre un’esperienza straordinaria, specie in giornate limpide. Vi si accede in ascensore oppure a scale (in orari normali, quindi fuori dall’apertura speciale di San Valentino, si paga 15 euro per salire in ascensore e 11 per prendere le scale). Ma la vera novità dell’iniziativa sta in una forse involontaria espressione usata nel comunicato, dove si parla delle «possibilità di offrire un pensiero speciale alla persona amata». Grazie a questa indeterminatezza di riferimenti, un’organizzazione di omosessuali di Milano ha chiesto ai responsabili della Fabbrica se l’espressione usata fosse un segnale di apertura anche a loro. La Fabbrica non ha detto di no, così a Milano è scattato il tam tam. I primi a rilanciarlo sono stati gli aderenti ad un gruppo storico, quello del Guado, che raccoglie omosessuali che si professano cattolici. Nella loro newsletter hanno segnalato l’opportunità, con tutti i dettagli. Evidentemente San Valentino, il vescovo martire che visse nel secondo secolo, da patrono degli innamorati, è un santo di larghe vedute. Le leggende lo raccontano capace di rappacificare amanti arrivati sulla soglia della rottura, o di sposare gli opposti, come fece con la ragazza cristiana e il centurione (pagano) romano.

 

 

Il tetto del Duomo, del resto, s’addice all’amore. A volte anche a quello arrivato al capolinea: come accadde ad Annie Girardot e Alain Delon in una delle scene più indimenticabili di Rocco e i suoi Fratelli, il capolavoro di Luchino Visconti. Tra le guglie, con tutta la città ai piedi, è difficile non intenerirsi. Il Duomo poi ha un’altra caratteristica, come intuì benissimo un grande poeta, Clemente Rebora. La cattedrale, più che svettare verso il cielo è «ben ferma in questa terra» (e quindi è adatto ad amori solidi, non a scappatelle…). E poi non ha nessuno di quegli aspetti un po’ paurosi che contrassegnano le più famose cattedrali d’Europa. Il suo è «bel gotico» che con i suoi ricami di marmi e di pietra trasmette quasi un’aria di festa. Per questo prenotarsi per un San Valentino lassù è davvero una buona idea. Sperando ovviamente che domenica il cielo di Milano sia, come dice Manzoni, «così bello quand’è bello» . E soprattutto evitando, una volta saliti in cima di tirar fuori un bacio Perugina con le frasi di Fedez. Perché così si rovinerebbe ogni magia, qualunque sia la vostra inclinazione sessuale.

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