C'eran due cose belle, ma nascoste

Sanremo serata quattro Tranquilli, non è successo niente

Sanremo serata quattro Tranquilli, non è successo niente
12 Febbraio 2015 ore 15:56

Tranquilli: non è successo niente; non è successo niente. A tutto c’è rimedio. L’anno prossimo i comici non ci saranno. D’altro canto, non l’ha mica ordinato il medico di riservar loro uno spazio, no? Tranquilli: non torneranno.

E le tre donne di Carlo Conti: loro ci saranno ancora? Sinceramente preferiremmo incontrarle sotto altra veste o almeno con altri testi e altre prescrizioni sceniche. Una che dall’alto della scala grida (2 volte) che vuole una musichetta più “da figa” almeno un paio di giornate di sospensione le meriterebbe. Lei o i suoi autori, intendo. La bella delle tre, Rocìo, magari si farà. Per il momento è lì, che il suo compito lo porta a termine con diligenza. Un consiglio ai dirigenti Rai? Verificare la disponibilità per febbraio prossimo di Laetitia Casta, Valeria Mazza, Eva Herzigova. Nell’ordine.

 

 

Poi, cos’altro non è successo? A tutti è piaciuto molto il conduttore, Carlo Conti. Ormai è uno di casa: chiama con precisione i cantanti; ripete i numeri telefonici per il televoto con chiarezza e senza mai sbagliare; invita i cantanti a non trattenersi un secondo in più sul palco, ricordando loro che sono in gara e non in uno show; redarguisce col sorriso le collaboratrici che si arrischiano a manifestare una preferenza per l’uno piuttosto che per l’altro; accoglie in maniera impeccabile l’allegro piccoletto con la sua malattia rara. Nella hall di un moderno centro per analisi cliniche, dove si prende il numerino e poi ti chiamano, sarebbe perfetto.

Per favore però la prossima volta non fategli fare la spalla. Non è nelle sue corde. Sa presentare, non recitare. Quando è arrivata sul palco Elena Sofia Ricci/Suor Angela, lo avete notato, si è immediatamente passati dal teatrino del dopolavoro alle luci della ribalta, nonostante le domande fossero sempre quelle, al punto che lo spettatore le anticipa – risposte comprese. Ma va bene così: non sono domande quelle del festival di quest’anno, sono intestazioni di un modulo da riempire, in perfetta coerenza con la cifra stilistica dell’edizione 2015: nulla deve accadere che non sia già accaduto. Meglio ancora se accaduto – e accaduto più volte – in Rai. Cristoforetti docet. Ma anche Vittoria Puccini prossima Fallaci. Mister Antonio Conte.

 

 

Cifra stilistica che ha relegato a notte fonda l’esibizione pianistica di Giovanni Allevi, nella parte dell’organista quando, nei matrimoni in chiesa, gli sposi escono per andare a firmare i registri in sagrestia. In questo caso si trattava di attendere i risultati della votazione che avrebbe escluso quattro cantanti dalla finale. Allevi utilizzato come intermezzo la dice lunga sul Raipensiero.

Confermato clamorosamente dal fatto che tutti i premi – pare fossero quattro – riservati al vincitore delle Nuove Proposte sono andati allo stesso cantante: Giovanni Caccamo, bel ragazzo, emozionatissimo, bravo. Critica, esperti, popolo e cos’altro ancora pensano tutti allo stesso modo. Ci si domanda, a questo punto, cosa siano o a cosa servano gli esperti, i critici, i professionisti del settore. Dire che servono a niente è un po’ eccessivo? Servono a far da prestigiosa cornice nelle manifestazioni pubbliche, forse.

 

 

Ieri il presidente Mattarella si è detto “incredulo” rispetto alla morte della neonata trasportata da un capo all’altro della sua Sicilia per sopravvenuta insufficienza respiratoria. Incredulo? Ma in che mondo ha vissuto fino ad oggi? Esperti e critici, almeno, si identificano a tal punto con la gente da risultare interessanti solo quando sbagliano le previsioni. Che nel nostro caso significa che forse non si aspettavano l’esclusione di Raf e della Tatangelo. Ma Raf non aveva voce perché stava male (e ha dovuto farsi portare in ospedale) e la Tatangelo non è che avesse poi tutta ‘sta canzone.

Una cosa, invece, è successa. Che nessuno – a quanto è dato di sapere – ha notato: l’assolo di chitarra di Alex Britti che probabilmente, avendo scelto di non correre per la classifica, si è concesso il lusso di una canzone davvero nuova, completamente diversa dalle sue solite – che possono essere considerate variazioni sul tema de La vasca – e ha sfoderato col suo strumento uno giro di note così strepitoso che potrebbe candidarlo al ruolo di intermezzo l’anno prossimo, vista la considerazione in cui sono tenuti i grandi.

Tutto qui. Speriamo che stasera finiscano un po’ prima.

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