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Sblocca Italia e Giustizia, le novità (che più chiare di così non si può)

Sblocca Italia e Giustizia, le novità (che più chiare di così non si può)
30 Agosto 2014 ore 11:43

Alle ore 19 di ieri, venerdì 29 agosto 2014, si è concluso l’attesissimo Consiglio dei Ministri del Governo Renzi. Due i temi all’ordine del giorno: il decreto «Sblocca Italia» e le linee di riforma della giustizia. Rimandata invece a mercoledì 3 settembre la riforma della scuola.

 

CAPITOLO «SBLOCCA ITALIA»

Sono cinquanta gli articoli del decreto «Sblocca Italia» approvati nella giornata di venerdì 29 dal Governo e contenenti misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione di opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, la soluzione dell’emergenza relativa al dissesto idrogeologico, la ripresa delle attività produttive. Dieci i miliardi che, secondo il premier, sono necessari «per far ripartire il nostro Paese».

Infrastrutture, si accelera. Sono le infrastrutture il settore decisamente più toccato dalle novità del decreto. La manovra è volta a sbloccare le opere ritenute strategiche e a far partire i cantieri con largo anticipo rispetto alle previsioni. È il caso dell’alta velocità Napoli-Bari e del collegamento ferroviario Palermo-Messina-Catania, i cui lavori inizieranno già nel 2015, anziché nel 2018. Allo stesso modo vengono sbloccati gli investimenti di 4,6 miliardi destinati ai cinque aeroporti di Malpensa, Fiumicino, Firenze, Genova e Salerno.

Nel decreto è previsto poi lo stanziamento di 3,8 miliardi per le opere «cantierabili subito», a condizione però che i relativi cantieri aprano entro dieci mesi dall’approvazione del decreto. Fra le opere interessate rientrano il passante ferroviario di Torino, la metropolitana di Firenze e la linea C della metropolitana di Roma. Come dichiarato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Lupi, infatti, il criterio di scelta è stato quello dei «grandi nodi metropolitani e logistici».

Disciplinato, infine, anche il Piano Autostrade, con la previsione di finanziamenti privati e interventi mirati per la riqualificazione di Bagnoli.

Energia, un nuovo gasdotto. Sul piano dell’energia, sbloccata la realizzazione del TAP, il gasdotto che arriverà in Puglia passando per l’Adriatico e che porterà in Italia il gas dall’Azerbaijan.

Edilizia, si semplifica. Numerose le semplificazioni anche per l’edilizia. Quelle più significative sono la previsione del regolamento edilizio standard per tutti i comuni e l’introduzione di una «semplice comunicazione al Comune» – così definita dal Ministro Lupi – per effettuare i lavori di ristrutturazione che non comportino aumento dei volumi dell’immobile.

Per il Pacchetto Casa, invece, viene confermato con riserva il bonus fiscale del 65 percento per i lavori di risparmio energetico e prevenzione antisismica e la deduzione Irpef del 20 percento del valore dell’acquisto dell’immobile a chi compra da un costruttore un’abitazione e l’affitta per otto anni a canone concordato. Le relative coperture, infatti, sono ancora in fase di studio.

Promosso il Made in Italy. Fra le misure approvate dal Consiglio dei Ministri anche un piano per la promozione del Made in Italy che prevede, fra l’altro, la realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agroalimentari italiane.

Appalti, un disegno di legge ad hoc. Infine, non trova spazio nel decreto legge Sblocca-Italia la riforma del Codice degli appalti che viene invece inserita in un disegno di legge. L’obiettivo su cui ha insistito Renzi è quello di «adeguare la normativa italiana a quella europea».

 

CAPITOLO GIUSTIZIA

Altro grande tema sul tavolo del Consiglio dei Ministri è stato quello della riforma della Giustizia. Doveva essere il provvedimento più problematico, poi la soluzione è stata trovata nella frammentazione del progetto di rinnovamento. Così, il Governo ha approvato un decreto e ben sei disegni di legge, fra cui svariati disegni di legge delega.

Il Decreto Legge

Si snellisce l’apparato giustizia (e anche le ferie). Per le questioni ritenute più urgenti – e quelle su cui sostanzialmente c’è unità di vedute – il Governo è ricorso allo strumento del decreto legge, con conseguenti tempi di approvazione più celeri. Il decreto legge è, infatti, un atto normativo a tutti gli effetti. Viene adottato direttamente dal Governo e, dopo essere stato emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, entra immediatamente in vigore. Salvo poi dover essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la perdita retroattiva di efficacia.

Le questioni confluite nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri sono essenzialmente il dimezzamento dell’arretrato civile – che oggi supera i 5 milioni di cause pendenti – e la riduzione dei tempi processuali, che dovrebbe portare ad un anno la durata del primo grado di giudizio.

«Degiurisdizionalizzare la domanda di giustizia» è l’obiettivo perseguito dal Ministro della Giustizia Orlando. In parole povere, si vuole togliere alla competenza dei giudici quello che può essere risolto in altro modo. Diversi sono i mezzi scelti.

Innanzitutto, il decreto punta a favorire il ricorso all’arbitrato e all’attività di negoziazione assistita da un avvocato. Nelle cause civili pendenti, sia in primo grado che in appello, le parti potranno, infatti, congiuntamente richiedere di promuovere un procedimento arbitrale il cui esito avrà valore di sentenza. Inoltre, per evitare il giudizio, si punta ad incentivare gli accordi conciliativi fra le parti. La negoziazione deve comunque essere tentata, prima di andare dal giudice, per il risarcimento dei danni da circolazione stradale e per le domande di pagamento di somme entro i 50mila euro.

Il decreto legge semplifica, inoltre, l’iter delle separazioni e dei divorzi consensuali. Non sarà più necessario andare dal giudice per sciogliere il matrimonio: i coniugi, se non ci sono figli minori o portatori di handicap, potranno comparire davanti all’Ufficiale di Stato civile per concludere un accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio.

Infine, viene dimezzata la pausa estiva per i tribunali (dal 6 al 31 agosto anziché dall’1 agosto al 15 settembre).

Disegni di legge

Per le riforme giudiziarie più delicate e dibattute, invece, il Consiglio dei Ministri ha scelto il meno rapido strumento dei disegni di legge. In questo caso non siamo di fronte ad atti aventi forza normativa, ma ad iniziative legislative del Governo che come tali sono sottoposte al più lungo iter di approvazione parlamentare.

Fra i disegni di legge approvati dal Consiglio dei Ministri troviamo anche i cosiddetti disegni di legge delega. Di cosa si tratta? Si tratta di provvedimenti con cui il Governo chiederà alle Camere di concedergli una delega – che avrà la forma della legge delega appunto – per legiferare in determinati ambiti.

Magistrati, chi sbaglia paga. Il primo tema disciplinato tramite disegno di legge è quello della responsabilità civile dei magistrati. Il principio è quello del “Chi sbaglia paga”. Viene prevista l’eliminazione del filtro, ovvero il meccanismo di controllo preventivo sulle domande dirette ad accertare la responsabilità delle toghe. La responsabilità resta indiretta, cioè in caso di errore è lo Stato a pagare, ma c’è un aumento della rivalsa sul magistrato che passa dal 30 percento al 50 percento dello stipendio.

Prescrizione, si interrompe in caso di condanna. Un ulteriore disegno di legge che il Governo intende presentare al Parlamento prevede l’interruzione della prescrizione al primo grado di giudizio in caso di sentenza di condanna. Il fine è quello di disincentivare le condotte dilatorie, come ha spiegato il Ministro Orlando. Ma si dovrà giungere all’appello entro due anni, termine a partire dal quale la prescrizione ricomincia a decorrere. Le nuove norme, è stato sottolineato, varranno solo per le sentenze emanate dopo l’entrata in vigore del provvedimento.

Criminalità economica, reato di autoriciclaggio e di falso in bilancio. Sempre tramite disegno di legge è stata disciplinata la nuova figura di reato dell’autoriciclaggio (con pene da 3 a 8 anni) e reintrodotto il reato di falso in bilancio (con pene dai 2 ai 6 anni e dai 3 agli 8 per le società quotate).

Intercettazioni, si rinvia (ma comunque sì, purché non si pubblichino). Infine, si è deciso di rinviare ad un disegno di legge futuro la delicata questione delle intercettazioni. La linea che ha prevalso è stata, dunque, quella di temporeggiare, anche nell’ottica di permettere al Ministro Orlando un confronto con i direttori di giornale e gli altri operatori dei media. Ad ogni modo, il principio che il Governo intende seguire è quello di «consentire l’intercettazione al magistrato, ma pubblicare con grande attenzione ciò che non riguarda l’oggetto del procedimento penale». Dunque, massima tutela per la privacy.

Varie ed eventuali. Al via anche un disegno di legge delega contenente disposizioni per l’efficienza del processo civile ed uno contenente la riforma organica della magistratura onoraria ed altre disposizioni sui giudici di pace. Viene, inoltre, istituito il tribunale per la famiglia e i diritti delle persone ed allargato lo spettro delle competenze del tribunale delle imprese. Delega anche per la riforma del Libro XI del codice di procedura penale, modifiche alle disposizioni in materia di estradizione per l’estero.

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