Una commissione indaga

Lo scandalo pedofilia a Westminster

Lo scandalo pedofilia a Westminster
09 Luglio 2014 ore 11:13

Mentre Papa Francesco chiede perdono per gli abusi alle vittime di pedofilia, uno scandalo imbarazza la Gran Bretagna. Un giro di pedofili che avrebbe coinvolto politici e ministri di governo del Parlamento inglese. Succedeva negli anni Ottanta, quando a capo di Westminster c’era Margareth Tatcher. È l’argomento su cui dovrà far luce un’inchiesta pubblica promossa dal ministro degli interni Theresa May su richiesta del premier David Cameron, per portare a galla fatti, nomi e possibili tentativi di insabbiare la verità. Nel 2013 un primo tentativo d’inchiesta si concluse nel nulla per mancanza di prove. Dal governo la promessa di avviare anche un’indagine parallela volta ad appurare il ruolo delle istituzioni nella gestione del caso. I risultati dell’inchiesta, che per evitare intromissioni e fughe di notizie sarà affidata a una commissione indipendente presieduta da Peter Wanless, presidente della società nazionale per la tutela dell’infanzia, saranno resi noti non prima della metà del 2015, sebbene la sua durata sia di dieci settimane. Ma maggio 2015 è la data in cui gli inglesi si dovranno esprimere in sede elettorale.

Il dossier sparito La decisione arriva dopo giorni di polemiche attorno alla scomparsa di un dossier consegnato negli anni Ottanta al ministero degli Interni che rivelava casi di pedofilia a Westminster. Nei 114 file andati perduti c’era una lista di nomi di politici potenti, alcuni pare ancora oggi in ruoli importanti, accusati di abusi e violenze sessuali nei confronti di minori, perpetrati tra il 1979 e il 1999. Di questi documenti e del perché siano spariti ha chiesto spiegazioni un deputato laburista, Simon Danczuk, a Lord Leon Brittan, conservatore, che all’epoca dei fatti era ministro degli Interni e poi è stato commissario europeo per la Gran Bretagna, uno dei più fanatici europeisti del Regno. Brittan ricevette il dossier dal deputato conservatore Geoffrey Dickens, che guidava una campagna anti pedofilia. Secondo quanto afferma l’ex dirigente di un’associazione che si occupa di diritti dell’infanzia al Daily Telegraph, ci sarebbero “prove sufficienti per aprire un’indagine su almeno 20 parlamentari per fatti che riguardano gli ultimi 30-40 anni”. Lord Brittan è accusato di non aver trattato il documento con la necessaria attenzione e di aver in qualche modo insabbiato i fatti. Si difende dicendo di aver sempre passato la documentazione alle autorità inquirenti, ma domenica 6 luglio un suo ex collega di governo, Norman Tebbitt, anch’egli più volte ministro sotto Margareth Tatcher, ha ammesso che l’insabbiamento di casi del genere può essere avvenuto, dato che all’epoca vi era una “quasi inconscia tendenza a proteggere il sistema”. Brittan sarebbe anche stato interrogato da Scotland Yard perché accusato di aver abusato di una ragazza (allora 18enne) nel 1967. Il parlamentare ha rifiutato le accuse. Le indagini sono iniziate solo due anni fa, quando la presunta vittima si è presentata alle forze dell’ordine denunciando l’accaduto.

La vittima La polizia, con l’indagine dell’anno scorso, avrebbe identificato una vittima degli abusi di allora. Si tratta di un quarantenne imprenditore, che ora vive negli Stati Uniti, e che all’epoca dei fatti aveva 8 anni. L’uomo ha confermato di essere stato abusato da diversi politici, ma teme di rivelare la sua identità e si rifiuta di firmare una dichiarazione ufficiale.

Gli altri scandali Quello di Westminster non è il solo scandalo con sfondo pedofilo che imbarazza la Gran Bretagna. Dopo Savile, il dj della BBC che ha molestato oltre 200 persone in 50 anni, ora tocca alla tv. Anche il popolare conduttore Rolf Harris, dopo due mesi di processo, è stato giudicato colpevole di 12 aggressioni a sfondo sessuale ai danni di giovani ragazze: avrebbe per anni sfruttato la sua popolarità per compiere abusi tra il 1968 e il 1986, tutti ai danni di bambine e ragazzine di età compresa tra i 7 e i 16 anni. Per anni è stato per anni ospite fisso di programmi per famiglie, impegnato in prima persona anche nella lotta contro gli abusi su minori.

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