giovedì 5 novembre

Sciopero generale dei metalmeccanici: a Bergamo presidio al Kilometro Rosso

Le tute blu incroceranno le braccia in tutta Italia per sei ore per chiedere il rinnovo del contratto collettivo di lavoro

Sciopero generale dei metalmeccanici: a Bergamo presidio al Kilometro Rosso
03 Novembre 2020 ore 18:04

Giovedì (5 novembre) i metalmeccanici incroceranno le braccia e scenderanno in piazza per chiedere il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. «È trascorso un anno dall’inizio dalla trattativa – sottolinea Luca Nieri segretario generale Fim-Cisl di Bergamo -, 13 incontri ma purtroppo senza alcun passo in avanti. Parlare di ritardi è un eufemismo, siamo ancora fermi al punto di partenza. Seppur in condizioni di evidenti restrizioni dovute alla pandemia, abbiamo svolto in provincia altre 500 assemblee, coinvolgendo un gran numero di dipendenti. Oggi non possiamo pensare di competere tecnologicamente con Stati avanzati come la Germania, ma contemporaneamente voler gestire relazioni sindacali da Paese sottosviluppato».

Lo sciopero generale di 6 ore delle tute blu, indetto da Fim, Fiom e Uilm a livello nazionale, a Bergamo si concretizzerà con un presidio davanti al Kilometro Rosso, il parco scientifico-tecnologico alle porte della città che ospita aziende, attività di produzione hi-tech, centri di ricerca e laboratori, nonché simbolo dell’industria della provincia e da qualche mese sede di Confindustria Bergamo.

«Dobbiamo portare Federmeccanica ad avere un comportamento di maggior responsabilità – aggiunge il segretario generale della Fiom di Bergamo Andrea Agazzi -, la stessa responsabilità che hanno dimostrato i lavoratori nella fase più drammatica della pandemia, superando paure e drammi personali e sostenendo l’impresa. Bisogna riaprire le trattative e costruire le adeguate risposte alle esigenze dei lavoratori di tutto il settore metalmeccanico. Anche se ci troviamo in una situazione complicata, non è che le aziende non abbiano incamerato ricchezza: è arrivato il momento di iniziare a redistribuirla, con aumenti salariali certi».

«È necessario incrementare la contrattazione all’interno delle aziende – conclude Emilio Lollio, segretario generale Uilm di Bergamo -. È un aspetto che doveva essere un valore aggiunto nell’ultimo rinnovo del contratto nazionale, ma purtroppo, la trattativa ha avuto un esito negativo. Sul fronte dei salati, dopo 4 anni di incrementi per nulla soddisfacenti, i lavoratori vogliono un incremento salariale dignitoso».

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