«Un'offesa a Bergamo»

Scoppia la polemica per la presentazione in città del libro della casa editrice di CasaPound

In Sala Galmozzi, venerdì 10 gennaio alle 21, prevista la conferenza sull'opera del giornalista sportivo Paolo Bargiggia edita da Altaforte. L'Anpi non ci sta e ha scritto al Comune, che ha risposto...

Scoppia la polemica per la presentazione in città del libro della casa editrice di CasaPound
Bergamo, 10 Gennaio 2020 ore 11:48

Francamente, c’era da aspettarselo. Quando, lo scorso 3 gennaio, è stato annunciato l’appuntamento, era prevedibile che qualcuno avrebbe storto il naso. Ma l’Anpi ha fatto di più: ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al sindaco Giorgio Gori per chiedere l’annullamento della presentazione del libro I segreti del calciomercato del giornalista sportivo Paolo Bargiggia, prevista per la sera di oggi, venerdì 10 gennaio, alle 21 in Sala Galmozzi. Il motivo? La casa editrice del libro è la Altaforte Edizioni, molto vicina al movimento politico di estrema destra Casa Pound.

Il libro. L’opera, come detto, è stata scritta da Bargiggia, giornalista sportivo che dopo una lunga carriera (in particolare a Sport Mediaset), negli ultimi tempi è diventato noto soprattutto per le sue opinioni espresse sui social, decisamente di destra, tanto da essere stato anche tacciato di fascismo. In realtà, però, il libro, come si può dedurre dal titolo, parla di calcio. O meglio, vuole raccontare il dietro le quinte di tanti anni passati a seguire il calciomercato, un fenomeno arrivato a movimentare cifre da urlo e che da sempre catalizza gli interessi di tifosi e semplici appassionati.

L’appuntamento. Il tour di incontri per la presentazione del libro, il 10 gennaio fa tappa a Bergamo. In via Tasso, precisamente in Sala Galmozzi, è in programma un incontro a cui dovrebbero partecipare, oltre all’autore dell’opera, anche Lorenzo Cafarchio, rappresentante della Altaforte. La conferenza è a ingresso gratuito e si terrà alle 21.

La casa editrice Altaforte. Non è la prima volta che la Altaforte finisce al centro delle polemiche. In occasione del Salone del Libro di Torino dell’anno scorso, ad esempio, gli organizzatori della kermesse letteraria decisero di non ammettere lo stand della casa editrice dopo le tante critiche ricevute, anche da parte di altri ospiti. In quell’occasione si sarebbe dovuta tenere la conferenza di presentazione del libro Io sono Matteo Salvini. Intervista allo specchio, curato dalla giornalista Chiara Giannini e dedicato al leader leghista. Ma a causare la levata di scudi fu, anche in quel caso, la vicinanza tra la Altaforte e il movimento politico Casa Pound. La casa editrice, infatti, è un progetto figlio di Primato Nazionale, rivista e quotidiano online che ha come sottotitolo – eloquente – «quotidiano sovranista nazionale». In più, è diretta da Francesco Polacchi, ex responsabile nazionale di Blocco Studentesco e in passato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per gli scontri di Piazza Navona del settembre 2008. «Io sono un editore, ma prima di essere un editore sono un militante di Casa Pound, e non mi vergogno di questo», ha detto di sé Polacchi.

La protesta dell’Anpi Bergamo. Per tutti questi motivi, l’Anpi cittadina, venuta a conoscenza dell’appuntamento del 10 gennaio a Bergamo ha deciso di scrivere al sindaco: «Si viene a sapere che la sala ex consiliare di via Tasso, dedicata a Ferruccio Galmozzi è stata richiesta per la presentazione di un libro della editrice Altaforte, notoriamente legata a Casa Pound, organizzazione neofascista – si legge nella lettera -. Chiediamo con forza che la richiesta sia respinta o che, se già intervenuta, l’autorizzazione sia revocata. È inutile lanciare allarmi contro il neofascismo risorgente, se poi a tali allarmi non si fanno seguire fatti e comportamenti concreti. […] Questo uso della Sala Galmozzi costituirebbe offesa allo stesso Ferruccio Galmozzi, già, con la sua famiglia, oggetto di persecuzioni razziali, poi membro del Cln di Bergamo e sindaco di Bergamo dal 1946 al 1956».

La risposta del Comune. Nella mattina dello stesso venerdì 10 gennaio, con uno scarno comunicato Palazzo Frizzoni ha risposto alla missiva: «Il Comune di Bergamo rende noto che nessuna sala è stata concessa per l’evento a cui fa riferimento l’Anpi e che, a riprova, non esiste di fatti alcuna pubblicizzazione di tale evento sugli strumenti di comunicazione degli organizzatori. Il Comune ricorda altresì che l’assegnazione delle sale e degli spazi civici non compete agli organi politici, ma agli uffici e alla struttura tecnica comunale, che concede o nega tali spazi nella cornice delle prescrizioni indicate in uno specifico regolamento, approvato qualche anno fa dall’Amministrazione Gori. Tra le regole di questo documento, sono richiamate le leggi Scelba e Mancino e da qui la necessità di dichiararsi contrari e lontani dai principi del fascismo per poter beneficiare di spazi comunali».

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