L'accurata analisi delle grafie

Chi ha scritto le opere di Bach? La moglie ci mise lo zampino

Chi ha scritto le opere di Bach? La moglie ci mise lo zampino
03 Novembre 2014 ore 10:27

Uno studio australiano del 2006, una rivelazione che ha dell’incredibile e un documentario che verrà presentato ai Bafta la prossima settimana. Ovvero, spartiti originali di Bach alla mano, si è scoperto, analizzando manoscritti e grafie, che alcune tra le più note e amate composizioni del celeberrimo musicista sono state scritte dalla giovane moglie.

L’indagine, Bach sotto la lente di ingrandimento. Nel 2006, in Australia, all’Università Charles Darwin, il professore di musica Martin Jarvis e il suo team di ricercatori hanno studiato la calligrafia con cui la seconda moglie di Bach, Anna Magdalena, ha trascritto per il maestro nei suoi ultimi anni di vita.

Gli studiosi hanno però notato che, in alcuni punti, la scrittura non era quella tipica di una semplice copiatura, perché priva della «lentezza e pesantezza» di chi sta solo trascrivendo: anzi, la grafia tradiva un originale processo creativo. A ciò si aggiunge il fatto che numerose erano le correzioni di Anna Magdalena agli spartiti scritti di suo pugno, una quantità ingiustificata, per un mero copista. L’analisi è stata ulteriormente approfondita grazie alle importanti perizie della scienziata forense americana Heidi Harralson, che ha analizzato e confrontato le calligrafie di Bach e della moglie.

La ricerca è stata ricostruita in un documentario, dall’eloquente titolo Written by Mrs. Bach (Scritto dalla signora Bach), che mostra l’analisi dell’inchiostro e dello stile di scrittura per attestare che il contributo di Anna Magdalena è stato molto più decisivo di quanto si possa credere. Il film, presentato dalla compositrice britannica Sally Beamish, sarà proiettato la settimana prossima ai Bafta (British Academy of Film and Television Awards) a Londra e poi distribuito in Germania.

 

 

Quali capolavori scrisse Anna (e non Bach). Nel documentario compaiono anche tre grandi opere che fino ad ora sarebbero state erroneamente attribuite al celebre compositore. Si tratta di tre capolavori immortali, sui manoscritti dei quali si trova segnato, in francese, «Ecrit par Mme Bach» (Scritto dalla Signora Bach):

  • La Suite per violoncello, che annovera sei diverse composizioni.
  • L’aria in apertura e chiusura delle Variazioni Goldberg.
  • Alcune battute del Clavicembalo ben temperato.

Ma allora, chi componeva in casa Bach? Innanzitutto, bisogna premettere che Bach lavorò prima come musicista di corte e poi come Kapellmeister, cioè direttore e insegnante di musica per principi, chiese e città intere. In sostanza, doveva comporre almeno un’opera a settimana. Più quelle per le occasioni speciali. In totale, alla fine della sua vita, si contarono 1100 composizioni, escludendo, naturalmente, i lavori che andarono perduti.

Nulla di strano, allora, se spesso i figli (ne ebbe venti in tutto, dalle due mogli, e cinque divennero compositori) aiutavano l’illustre genitore con la scrittura delle nuove opere. E nulla di strano, in fondo, se anche la moglie vi contribuì. Una famiglia “musicale”, insomma, che Bach offrì, a volte, addirittura come “pacchetto all inclusive” ai committenti; si legge in una sua lettera: «Siamo tutti musicisti e vi posso assicurare che la mia famiglia può già formare una piccola orchestra. La mia attuale moglie è buona soprano e la mia figlia più anziana può unirsi senza sfigurare».

 

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[Bach con la moglie e i figli]

 

Chi era Anna Magdalena Bach. Anna Magdalena naque nel 1701 in Sassonia. Figlia d’arte, dacché suo padre Johann Caspar Wilcke era trombettista e sua madre Margaretha Elisabeth era figlia di un organista. Solo ventenne, era già impegnata come cantante e aveva già incontrato Johan Sebastian Bach (rimasto vedovo un anno prima), che la sposò il 3 dicembre del 1721. Dal loro matrimonio nacquero tredici figli (sette morti in tenera età) e tantissima musica. Fu un’unione felice, fatta di composizioni, esecuzioni in pubblico, dediche reciproche. Bach per lei scrisse le musiche raccolte nel quaderno Piccolo libro di Anna Magdalena, di cui sopravvivono oggi due versioni. La loro casa divenne, a Lipsia, un vero e proprio cenacolo musicale, in cui accoglievano amici e personalità.

La fortuna di Anna Magdalena terminò assieme alla vita di Bach, nel 1750: i figli entrarono in contrasto fra loro e si separarono, mentre rimasero con lei le figlie più giovani e la figliastra. Nessuno la aiutò economicamente, e fu costretta a mendicare al consiglio cittadino, per gli ultimi dieci anni della sua esistenza.

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