La proposta dell'Università di Oxford

Scuola, meglio entrare alle 10 l’Inghilterra ne è convinta

Scuola, meglio entrare alle 10 l’Inghilterra ne è convinta
10 Ottobre 2014 ore 10:54

Cominciare le lezioni nelle prime ore della mattina sarebbe controproducente ai fini dell’apprendimento. Non si tratta della teoria strampalata di un adolescente svogliato, ma di una proposizione scientifica basata sui ritmi circadiani dei giovani, che nel periodo della pubertà tendono per natura a ritardare il momento del sonno e, conseguentemente, della sveglia. L’Università di Oxford ha perciò proposto a 100 istituti scolastici nel Regno Unito di partecipare a un esperimento: oltre 30 mila studenti tra i 14 e i 16 anni si presenteranno in classe più tardi, per quattro anni. Alla fine di questo periodo di prova, si analizzeranno i dati raccolti sul rendimento scolastico dei ragazzi e si deciderà se continuare o meno con questo nuovo metodo. A una parte degli studenti sarà chiesto di tenere un diario sul sonno, mentre un altro gruppo verrà monitorato durante il sonno mediante opportune strumentazioni.

 

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[Ingresso di una scuola in Irlanda]

 

Non è la prima volta che nel Regno Unito si tenta un esperimento di questo tipo. Negli anni scorsi, hanno deciso di ritardare lo squillo della campanella d’ingresso anche il liceo Monkseaton e lo Hugh Christie Technology College, nelle contea del Kent. Quest’ultimo ha deciso che per tre giorni alla settimana i ragazzi entrano in aula alle 11 (o addirittura alle 12) e tornano a casa alle 17. I risultati sono stati ottimi: la media scolastica delle classi è infatti cresciuta del 25 percento. Il professore Russel Foster, di Oxford, ha spiegato che è inutile pretendere buoni risultati dai ragazzi, quando il loro cervello sta ancora dormendo. Svolgere esercizi matematici o assegnare temi a studenti che non sono ancora recettivi non solo è inutile, ma è addirittura deleterio.

 

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[Liceo di Monkseaton, Whitley Bay, North Tyneside]

 

A dare man forte ai dottori di Oxford c’è anche l’American Academic of Pediatrics, che da tempo insiste sulla necessità di fare dormire di più gli adolescenti. La mancanza di sonno, avvertono gli studiosi, aumenta il rischio di obesità, di depressione e di disturbi comportamentali. Tanto seria e importante è la questione, che anche in Italia si sta ventilando l’ipotesi di ritardare di almeno mezz’ora l’apertura di scuole medie e superiori. Farà parte della riforma del ministro Giannini? Staremo a vedere. Intanto, proprio in queste ore, gli studenti di molte città italiane sono scesi in piazza per manifestare contro la riforma che sarà presentata tra qualche mese.

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Tre cortei soltanto nella capitale, da Milano a Palermo, i giovani stanno sfilando contro il piano della «Buona Scuola», puntando l’indice contro i famigerati tagli all’istruzione che minacciano di ridurre l’organico degli Ata, di togliere 400 milioni di euro alle università e si sottrarre 160 milioni al fondo per il diritto allo studio. La manifestazione si aggiunge allo sciopero degli insegnanti indetto dai Cobas e alla presenza nelle piazze di Flc-Cgil.

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